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ANTITRUST/ Catricalà: i cartelli sono reati. Avanti con le liberalizzazioni

Il Presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha presentato oggi la Relazione annuale, evidenziando le dannose concentrazioni ancora presenti nel nostro Paese, invitando il Governo a proseguire le politiche di liberalizzazione dei mercati

Catricalà_FN1.jpg (Foto)

Lotta senza sconti ai cartelli, e avanti senza ripensamenti con le liberalizzazioni. È questo il messaggio chiave della Relazione Annuale dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, presentata stamane dal presidente Antonio Catricalà.
«I cartelli non sono peccati veniali - afferma con forza il presidente dell'Antitrust - sono gravi misfatti contro la società perché corrompono la libera competizione delle forze economiche sul mercato: negli Stati Uniti sono considerati fatti criminosi puniti con la prigione». Al tempo stesso, Catricalà ribadisce che «sarebbe un errore imperdonabile rinunciare a politiche di liberalizzazione e di apertura dei mercati».
Il Presidente dell’Agcm chiede anche di poter multare «le imprese quando l'intesa collusiva sia frutto di una delibera dell'associazione, soggetto spesso inconsistente dal punto di vista economico-patrimoniale».

Massimo scoperto bancario - La commissione di massimo scoperto applicata dalle banche è una «prassi iniqua e penalizzante per i risparmiatori e per le imprese: deve essere abolita». Antonio Catricalà, aggiunge come «sui tempi e sulle modalità di cessazione si dovrà innescare concorrenza tra gli istituti, in piena libertà di mercato».

Conflitti banche-assicurazioni - L'80% delle banche e delle assicurazioni quotate presenta problemi di conflitti di ruolo, legati alla presenza nei propri organi di amministrazione di persone che siedono contemporaneamente nei board dei concorrenti.

Mutui - L’Antitrust ha avviato 23 istruttorie contro le banche per accertare eventuali ostacoli alla applicazione della legge sulla portabilità gratuita dei mutui. «Nonostante la nostra tempestiva presa di posizione - spiega Catricalà - e nonostante un intervento della Banca d’Italia, molte banche si sono ostinatamente attardate in una prassi che noi riteniamo elusiva della legge che impone la portabilità dei mutui senza oneri per i risparmiatori, sì da costringerci ad aprire ben 23 procedure istruttorie».

Beni alimentari - «La tensione di origine internazionale sui prezzi dei prodotti alimentari ripropone con forza l'inefficienza della nostra struttura distributiva. L'anno scorso abbiamo chiuso un'indagine conoscitiva dalla quale è risultato che nelle 267 filiere osservate il ricarico medio sul prezzo finale è pari al 200%, con punte del 300%, in ragione del maggior numero di intermediari», ha detto Catricalà.

Liberalizzazioni - Il presidente dell'Antitrust esprime «l'auspicio di una veloce e definitiva approvazione» delle misure varate dal Governo in sede parlamentare. Aprire e liberalizzare il mercato diventa fondamentale «soprattutto per l'Italia, che non gode di materie prime e di autonome risorse energetiche», per la quale «una politica di chiusura sarebbe disastrosa».

Class action - Il suo rinvio «rischia di disattendere» le «speranze di migliaia di persone che chiedono tutela in tempi brevi». Catricalà rileva comunque come il nuovo semestre che ci separa dall'entrata in vigore «può essere utile a individuare le soluzioni tecniche che meglio corrispondono agli obiettivi di celerità dei processi di allargamento dell'intervento al settore pubblico».

Carburanti - L'Autorità garante della concorrenza e del mercato vigilerà «con rigore» per i prossimi cinque anni sull'attuazione degli impegni presi dalle compagnie petrolifere ai fini dell'apertura dei mercati della distribuzione dei carburanti. Catricalà aggiunge: «Sono stati vietati gli scambi informativi sui prezzi. Si è incentivata la diffusione della modalità di rifornimento self service. Sono stati favoriti l'ingresso e lo sviluppo degli operatori della grande distribuzione organizzata. È stata messa a disposizione di operatori non verticalmente integrati una quota delle strutture logistiche, a condizioni eque, non discriminatorie e determinate secondo criteri conoscibili in anticipo».

Sanzioni nel 2007 - Ammontano a 86 milioni di euro le sanzioni complessive decise dall’Antitrust nel 2007. In particolare, «per i casi in cui sono state accertate violazioni delle normative comunitaria e nazionale che vietano le intese restrittive, abbiamo comminato sanzioni per 62 milioni: solo per questa misura la “Global Competition Review” ci colloca al primo posto nella lotta ai cartelli tra tutte le autorità nazionali dell’Unione europea. In aggiunta occorre considerare altri 24 milioni di euro in ammende per abusi di posizione dominante». Inoltre, nel 2007 «le concentrazioni esaminate sono state 864, ben 147 in più del 2006. La cifra costituisce il massimo storico dalla nascita dell’istituzione».

(Foto: Imagoeconomica)
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