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Economia e Finanza

ECONOMIA/ Giovedì nero per le Borse mondiali, e petrolio ancora alle stelle

L’indice Dow Jones tocca i minimi dal settembre 2006; in calo anche Milano (- 2%) e il resto d’Europa. Il petrolio viaggia a 140 dollari al barile. E per Confindustria il prezzo del petrolio scenderà significativamente solo nel 2009

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Il tonfo delle Borse – Giovedì nero per i mercati. I listini europei chiudono tutti in rosso, zavorrati da Wall Street. A Milano il Mibtel ha perso l'1,95%, mentre lo S&P/Mib ha toccato -2,12%. In Europa sono stati bruciati 180 miliardi. Le vendite generalizzate che stanno investendo i mercati azionari Usa hanno fatto scendere l'indice Dow Jones ai minimi dal settembre 2006: tonfo in chiusura a -3,01% a 11.456,35 punti (il Nasdaq termina a -3,33%).
Tra i fattori che affossano i listini statunitensi al primo posto c'è l'allarme inflazione lanciato dalla Fed che ha provocato un terremoto nei titoli delle banche. A soffrire è anche il comparto auto. Male soprattutto General Motors che perde l'11% a causa del calo delle vendite, che potrebbero creare problemi di liquidità. Vendite in calo, carburanti alle stelle e downgrade penalizzano il titolo della casa di Detroit. Gm è crollata ai minimi degli ultimi 53 anni. Vale infatti poco piu' di 11 dollari ad azione, cioè quanto valeva nel 1955.
Nel resto d'Europa, a Parigi il Cac40 ha ceduto il 2,43%, a Francoforte il Dax30 il 2,39% e a Londra il Ftse il 2,61%. L'indice Aex alla Borsa di Amsterdam ha perso il 3,08%, appesantito dalla performance negativa di Fortis.

Il caro petrolio e le previsioni di Confindustria – Il prezzo del petrolio tocca la soglia dei 140 dollari al barile a New York bruciando un nuovo record. Il Wti è arrivato a 140,02 dollari e il Brent del Mare del Nord è salito fino a 140,37 dollari. A scatenare gli acquisti sul greggio, la dichiarazione del presidente dell'Opec che ha affermato che il barile potrebbe crescere fino a quota 150-170 dollari "nel corso dell'estate", e in caso di "gravi crisi" produttive raggiungere i 400 dollari.
In Italia l'allarme per gli effetti del caro-greggio resta alto. Le prospettive delineate dal Centro studi di Confindustria, dicono che i prezzi del petrolio ''arresteranno la loro corsa'', ma si manterranno sugli ''elevati livelli correnti''. Per quest'anno è così attesa una media sui 120 dollari al barile, 47 in più rispetto al 2007, mentre per l'anno prossimo si prevede una media a 130 dollari. Nel rapporto sugli scenari economici messo a punto dai tecnici di Confindustria, si legge che per vedere una vera inversione di tendenza bisognerà attendere il 2009: da prossimo anno di farà ''significativa la probabilità del verificarsi di un calo delle quotazioni del petrolio a 90 dollari al barile''.

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