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ECONOMIA/ In arrivo il "bonus sociale" contro il caro energia. Allarme di Draghi sui mutui

Pubblicazione:sabato 28 giugno 2008

casa housing sociale_FN1.jpg (Foto)

Per cercare di porre un freno agli aumenti dovuti al caro-petrolio debutterà nel quarto trimestre il 'bonus sociale', un "meccanismo di tutela sociale per le famiglie disagiate e i malati che necessitano di terapie energivore". Uno sconto che riguarderà 5 milioni di famiglie e potrà arrivare a 120 euro all'anno per i nuclei più numerosi. Un provvedimento urgente e necessario, visto il conto salato che verrà presentato agli italiani dal caro-petrolio: 68 euro all'anno. sotto forma di aumenti sulle bollette di luce e gas. Un conto che potrebbe peggiorare ancora arrivando ad un passo da 143 dollari al barile.
L'Autorità per l'Energia ha annunciato nuovi rincari per il prossimo trimestre, pari al 4,3% per la luce ed al 4,7% in gas, che portano ad un +8% per l'elettricità e un +7% per il gas da inizio anno. In termini assoluti, si tratta di aumenti di 20 euro per la bolletta elettrica e di 48 per quella del metano, che salgono così per una famiglia media rispettivamente a 484 euro e 1.064 euro per l'intero anno.
Il quadro appare ancora più pessimistico stando alle previsioni dei consumatori dell'Adoc, secondo i quali da luce e gas arriverà una stangata da 250 euro, cui vanno sommati altri 1.000 di costi aggiuntivi legati al caro greggio. Secondo il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, "serve un decreto urgente del Governo" per eliminare gli extra-costi, quelle "voci che incrementano ingiustamente la spesa degli utenti relativa a luce e gas".
Sulla causa dei rincari, però, non ci sono dubbi. "Lo tsunami-petrolio si abbatte ancora e drammaticamente sul nostro sistema energetico e sulle bollette di tutti noi consumatori", ammette il presidente dell'Autorità, Alessandro Ortis, sottolineando come a livello Paese "siamo ancora particolarmente vulnerabili all'andamento delle quotazioni internazionali del greggio e del gas", dipendendo dall'estero per l'85% del nostro fabbisogno energetico.
Sfondati i 140 dollari al barile ieri, ha superato i 141 ed i 142 dollari, facendo segnare il nuovo massimo storico ad un soffio da 143. A New York il greggio per le consegne ad agosto ha infatti raggiunto i 142,93 dollari, mentre il Brent si è fermato a 142,91 dollari. Dal gennaio 2007, ha ricordato la stessa Autorità, i rialzi sono stati del 144% in dollari (del 105% in euro), mentre nei primi sei mesi dell'anno il prezzo del petrolio è salito del 51% in dollari e del 42% in euro.
A rendere ancora più preoccupante la situazione è intervenuto l'allarme del governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, che ha disegnato un quadro tutt'altro che rassicurante per l'economia e i mercati di entrambe le sponde dell'Atlantico. La situazione dei mercati - ha spiegato Draghi "é diventata  più difficile nell'ultima settimana e mezzo. La situazione continua ad essere critica ed è difficile dire quanto ciò durerà ancora". Ad incrinare quella che Draghi definisce la "fragile stabilità", faticosamente raggiunta dopo gli  scossoni del credito 'subprime' che si pensavano archiviati appena un mese fa, è un insieme di fattori. Le banche hanno portato avanti massicce iniezioni di liquidità, pari a 300 miliardi di dollari a fronte di svalutazioni per 400 miliardi. L'utilizzo della leva finanziaria sta rientrando (Draghi ha  parlato di "deleveraging"), ma ciò sta incontrando difficoltà a causa del calo dei corsi azionari. E il fatto che le crisi d'insolvenza delle grandi banche e le preoccupazioni di una "crisi di sistema" abbiano "perso d'importanza", fattore che aveva aiutato le borse a risollevarsi in questo scorcio d'inizio 2008, sembra aver incontrato qualche intoppo negli ultimi giorni. Proprio oggi Lehman Brothers ha fatto sapere che Merrill Lynch rischia di dover cancellare altri 5,4 miliardi di attivi. Del resto "le banche, specialmente quelle statunitensi, non possono sfuggire alla debolezza dell'economia reale", spiega Draghi.



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