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EMERGENZA CIBO/ Al via il vertice Fao di Roma. Benedetto XVI: occorre globalizzare la solidarietà

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«Non può mancare in nessuno il senso della drammaticità della crisi che è esplosa e delle sue conseguenze soprattutto per le popolazioni più povere, per quasi un miliardo di persone sottonutrite». Con l'intervento del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, si è aperto a Roma il vertice della Fao sulla crisi alimentare. Il capo dello Stato ha osservato come ora «emerge l'imperiosa necessità di politiche coordinate a livello mondiale» per «fronteggiare l'allarmante emergenza». «Non si può, per superare la crisi alimentare e garantire una prospettiva di reale food security, fare affidamento sulle virtù riequilibratrici del mercato - ha evidenziato Napolitano -. Si può e si deve riconoscere la necessità di politiche e di interventi che abbiano il loro quadro di riferimento e le loro espressioni operative nel sistema delle Nazioni Unite». Il capo dello Stato ha poi parlato di «ritardi e errori» e ha sottolineato che «non possiamo ignorare come appaia oscurato quel diritto al cibo che fu messo al centro, nel novembre 1996, a Roma, nel primo vertice mondiale Fao sull'alimentazione».

La parola è quindi passata al segretario generale dell'Onu, Ban Ki Moon, che ha detto: «Il mondo ha bisogno di produrre più derrate alimentari: occorre aumentarle del 50% entro il 2030 per far fronte allo sviluppo della domanda». «Abbiamo opportunità di ridare slancio alla politica alimentare - ha detto -; i governi già iniziano a rispondere a questa situazione». Ma questo, secondo Ban, non deve avvenire con «politiche puramente assistenziali» perché queste «non possono funzionare perché provocano soltanto distorsioni dei mercati e spingono più in alto i prezzi». «Solo agendo in partenariato- ha aggiunto - saremo in grado di superare questa crisi. Occorre agire oggi e agire subito perché la popolazione mondiale nel 2015 arriverà a 7,2 miliardi di persone».
Sono due le proposte attorno cui ruota la strategia del segretario generale che ha dato il via a una task force per coordinare la risposta internazionale all'emergenza. A breve termine: provvedimenti per ridurre il prezzo di grano, riso, mais e la distribuzione di sementi, fertilizzanti e mangimi animali mediante buoni e sovvenzioni ai piccoli agricoltori (stima circa 15 miliardi di dollari). A medio e lungo termine: i Paesi ricchi dovrebbero aumentare gli aiuti all'agricoltura e investire in sistemi di irrigazione, infrastrutture, servizi e tecnologia dei Paesi del sud. Ricetta condivisa e già rilanciata dal direttore generale della Fao, Jacques Diouf, per il quale gli Stati del nord devono decuplicare gli aiuti all'agricoltura per arrivare a 30 miliardi di dollari l'anno.

Anche Benedetto XVI ha fatto arrivare al vertice un proprio messaggio, affidato al segretario di Stato del Vaticano, il cardinale Tarcisio Bertone: «La fame e la malnutrizione sono inaccettabili - ha detto - in un mondo che, in realtà dispone di livelli di produzione, di risorse e di conoscenze sufficienti per mettere fine a tali drammi e alle loro conseguenze». «La grande sfida di oggi - ha avvertito il Papa - è quella di globalizzare non solo gli interessi economici e commerciali, ma anche le attese di solidarietà, nel rispetto e nella valorizzazione nell’apporto di ogni componente umana».
La Chiesa cattolica fa «un appello fermo ed accorato, che rimane di grande attualità per quanti partecipano al vertice: “dà da mangiare a colui che è moribondo per la fame, perché, se non gli avrai dato da mangiare, lo avrai ucciso”».
Benedetto XVI, nel messaggio letto da Bertone, denuncia con forza come la mancanza solidarietà è la causa principale di fame: «Solo la tutela della persona consente di combattere la causa principale della fame, cioè quella chiusura dell'essere umano nei confronti dei propri simili che dissolve la solidarietà, giustifica i modelli di vita consumistici e disgrega il tessuto sociale, preservando, se non addirittura approfondendo, il solco di ingiusti equilibri e trascurando le più profonde esigenze del bene».
Il Pontefice ha poi ricordato che «è urgente superare il paradosso di un consenso multilaterale che continua ad essere in crisi a causa della sua subordinazione alle decisioni di pochi».

L'incontro tra i capi di governo, che durerà fino a giovedì, ha l'obiettivo di promuovere un piano d'azione globale per garantire la sicurezza alimentare, affrontare i cambiamenti climatici e regolamentare la produzione di biocarburante. Il piano già c'è e sarà presentato dal segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon. Si tratta di un documento di 31 pagine su cui il confronto non potrà che essere acceso, stante gli interessi spesso divergenti tra Paesi industrializzati e Paesi in via di sviluppo. Per tutti, comunque, la priorità è frenare l'impennata dei prezzi dei generi alimentari (83% negli ultimi 30 anni).

(Foto: Imagoeconomica)


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