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Economia e Finanza

ALITALIA/ La "mano invisibile" che eviterà il fallimento

Come spiega il caporedattore centrale de Il Tempo ALESSANDRO USAI, l'unica certezza, in mezzo a pochi fatti e tante chiacchere, è che la compagnia aerea non fallirà. All'interno il Dossier Alitalia

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L'unica certezza è che Alitalia non fallirà. Bisogna solo stabilire se sia o meno una buona notizia. Le ingerenze della politica sul mercato generano solo confusione e non riescono a risolvere i problemi.


Ci avevano provato Prodi e Padoa Schioppa a traghettare la compagnia di bandiera verso AirFrance-Klm. Una meta condivisibile dal punto di vista strategico e industriale, ma il percorso scelto era sbagliato. Il meccanismo del Beauty contest per trovare un acquirente di Alitalia gradito a Palazzo Chigi si è rivelato un flop. Troppo il tempo perso dietro una fittizia asta che aveva dall'inizio sancito il suo vincitore. Il rischio, concreto, era quello di svendere ai francesi un asset del nostro Paese fondamentale anche in chiave turistica. Le perdite di Alitalia, sia in termini finanziari che di immagine, sono lievitate fino a diventare un cavallo di battaglia di Berlusconi nella campagna elettorale.


Terminato il balletto sulla cordata italiana, i problemi restano ancora sul tappeto. Il governo ha aperto i cordoni della borsa erogando un discutibile prestito ponte da 300 milioni di euro per salvare l'aerolinea. E' giusto? Non proprio per coloro che affidano alle leggi del mercato il compito di arbitro supremo nelle partite economiche. Ma si va avanti.
La banca IntesaSanpaolo farà la sua parte, gli imprenditori italiani non si tireranno indietro, mentre Carlo Toto sogna un ruolo principale della sua AirOne nella sempre più intrigata matassa Alitalia.


Fino ad ora tante parole e pochi fatti. Chi si muove davvero è la Commissione europea che vuol vederci chiaro e aprirà un procedimento legale contro l'Italia sul prestito ponte per capire se si tratti di un aiuto di Stato.
Intanto il traffico passeggeri di Alitalia è in caduta libera: lo scorso mese di aprile l'aviolinea ha trasportato un milione e mezzo di passeggeri con una riduzione rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente del 25,9%.


Torniamo alla certezza iniziale: Alitalia non fallirà. Siamo sicuri che sia una buona notizia? O forse, come gli esempi di Sabena in Belgio o Swiss Air in Svizzera insegnano, sarebbe meglio fallire per poi ricostruire una realtà industriale capace di garantire un servizio all'avanguardia? In questo caso, se non altro, il mercato avrebbe più voce in capitolo. Ma all'orizzonte è sempre in bella vista una seconda certezza in fase di atterraggio: è la mano invisibile della politica che non spegnerà mai l'interruttore su Alitalia.
 

(Foto: Imagoeconomica)
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