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Tremonti: deficit in salita, al 2,5%. Se ci sarà ricchezza da distribuire, verranno privilegiate famiglie e pensionati

Così il ministro dell’Economia, parlando nel corso di una audizione parlamentare sulle linee guida del Dpef e della manovra. Secondo il ministro ci troviamo nella «crisi più grave dal dopoguerra con effetti non limitati al solo campo finanziario, ma estesi anche alla vita della gente»

Tremonti_FN1.jpg (Foto)

Un impegno del governo a favore dei redditi delle famiglie e dei pensionati, da formalizzare entro l’estate. Lo ha affermato il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti parlando nel corso di una audizione parlamentare sulle linee guida del Dpef e della manovra. Per il ministro «se c'è sviluppo e ricchezza da distribuire questa va distribuita in termini fiscali a favore di redditi da lavoro dipendente, delle pensioni e della famiglia. Si tratta di un impegno che pensiamo di formalizzare e prendere prima dell'estate». «L'andamento delle entrate fiscali fa escludere l'esistenza o la sopravvivenza di tesoretti» ha anche aggiunto Tremonti.

I conti pubblici «a maggio-giugno indicano un deficit al 2,5%, in salita rispetto all'1,9% della fine del 2007, e la crescita intorno allo 0%». È una situazione, ha affermato il ministro, ereditata dal governo Prodi e - per questo - la manovra economica triennale varata dall'esecutivo punta soprattutto sulla riduzione del deficit. «Abbiamo fatto la scelta fondamentale - ha aggiunto Tremonti - di mantenere gli impegni internazionali assunti dalla Repubblica italiana per il pareggio di bilancio nel 2011 e un tasso di riduzione strutturale dello 0,5% annuo».

Ci sono poi «criticità di copertura» sulla riforma fiscale «fatte dal precedente governo in favore delle imprese» riducendo l'Ires dal 33 al 27,5%, secondo il ministro. Tra le criticità anche la possibile «sentenza della Corte costituzionale sulla deducibilità dell'Irap dall'Ires. «Vista la situazione dei conti pubblici, abbiamo scelto di non aumentare le tasse sui redditi della popolazione, ma di aumentare la tassazione su alcuni settori in alcuni settori: petrolieri, banche e assicurazioni, facendo tornare l'aliquota Ires al 33%».

«Ben vengano anche proposte alternative fattive di riduzione della spesa» da parte delle opposizioni. Se c'è una alternativa di misure ad effetto equivalente - ha aggiunto Tremonti - c'è da parte nostra la massima possibilità a prenderle in considerazione. Ma devono essere compatibili con quelli europei, devono essere strutturali e non virtuali. Tutti i contributi che verranno su questo aspetto saranno colti in termini positivi ». Tuttavia, senza proposte alternative, la decisione di come e dove tagliare la spesa «sará decisa dai singoli ministri», ha concluso Tremonti.

«Abbiamo soldi per finanziare un buon contratto del pubblico impiego»: ha detto ancora il ministro dell'Economia. Tremonti è inoltre tornato sul problema dell'inflazione programmata spiegando che «formalmente la devi mettere», cioè va previsto un livello (per quest'anno 1,7%) da inserire nei documenti ufficiali.

«Le coordinate economiche del Dpef sono state sviluppate sotto il vincolo della grave crisi economica in atto in italia e nel mondo. Negli anni passati siamo stati accusati di non essere pro mercato, adesso molti si interrogano sui limiti del mercato» ha spiegato ancora Tremonti. «Nell'estate del 2007 qualcuno aveva parlato di una crisi soltanto finanziaria, senza effetti sull'economia reale. Adesso si scopre che è la crisi più grave dal dopoguerra con effetti non limitati al solo campo finanziario, ma estesi anche alla vita della gente. Io ho i titoli per discutere di questo, altri non hanno i titoli morali perchè hanno concorso a creare il male che sta arrivando».

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