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ALITALIA/ La soluzione pronta per settembre. Spuntano i nomi della cordata italiana

Oggi La Repubblica ha pubblicato indiscrezioni relative al piano di salvataggio della compagnia di bandiera, comprensiva di nomi e cognomi degli imprenditori impegnati. Il ministro Scajola intanto assicura che la soluzione è vicina, ma probabilmente il tutto sarà rimandato dopo le vacanze. VAI AL DOSSIER ALITALIA

Alitalia-logo_FN1.jpg (Foto)

Le dichiarazioni di Scajola - È vicina una soluzione per Alitalia. Lo assicura il ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola.
«Credo - ha detto il ministro a margine della presentazione del bilancio 2007 di Sviluppo Italia - che si sia vicini a una conclusione che potrà rilanciare una compagnia a capitale italiano, significativa, utile per il rilancio di un Paese che, non dimentichiamolo, è una delle grandi potenze mondiali ma che deve recuperare l'orgoglio di sentirsi grande nel novero del mondo globalizzato che cresce».
Da questo rilancio, verrà esclusa l'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa (ex Sviluppo Italia): «Non è compito di Sviluppo Italia salvare Alitalia», ha affermato il ministro.
Scajola ha anche escluso che al prossimo Consiglio dei ministri si possa discutere della riforma della legge Marzano, ritenuta da più parti necessaria al “Piano Fenice” di Intesa-San Paolo.

Le indiscrezioni de La Stampa - Con il perimetro aziendale attuale per Alitalia e senza una riforma della Marzano non ci sarebbero investitori pronti a ricapitalizzare la compagnia. Sarebbe questo il contenuto di una lettera che l'advisor Intesa Sanpaolo avrebbe inviato ad Aristide Police, presidente della compagnia il 14 luglio scorso, e i cui contenuti sono riportati oggi dal quotidiano La Stampa. Gaetano Miccichè, responsabile della divisione corporate and investment banking di Intesa Sanpaolo avrebbe infatti scritto: «Abbiamo verificato l'indisponibilità di potenziali investitori a partecipare alla capitalizzazione di Alitalia con l'attuale perimetro aziendale».
Miccichè avrebbe chiesto quindi una modifica della legge Marzano che aiuterebbe a superare le attuali criticità. I problemi ora «potrebbero essere superati soltanto con l'adozione di un apposito provvedimento normativo e di un coerente impegno finanziario dello Stato tutto da verificare».

Le anticipazioni de La Repubblica - Secondo il quotidiano diretto da Ezio Mauro, il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, si aspetta entro una settimana la visita in Via XX settembre dell'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, con la proposta per salvare la compagnia di bandiera. Venti giorni per analizzarlo, poi l'avvio del piano di privatizzazione per fare nascere dalle ceneri di Alitalia una nuova aerolinea, più piccola, tutta italiana, integrata con Air One di Carlo Toto. Un piano lacrime e sangue, con 4-5 mila esuberi e probabili esternalizzazioni per arrivare quasi al dimezzamento dell'attuale forza lavoro della Magliana, con un pacchetto di prepensionamenti e cassa integrazione straordinaria che graveranno ancora sul bilancio pubblico dopo il contestato (anche da Bruxelles) ennesimo prestito ponte da 300 milioni di euro.
Sottotraccia, nel governo è in atto un braccio di ferro fra chi vorrebbe sposare una linea decisionista e chi propone di superare, appunto, la fase estiva.
La fusione con Air One e Volare (ma non viene esclusa a priori anche una successiva integrazione con Meridiana), creerà un gruppo che affiderà al marchio Alitalia (bocciata l'ipotesi di un brand diverso) i voli di medio e lungo raggio da Fiumicino mentre la compagnia oggi guidata da Carlo Toto potrebbe accentuare la presenza sullo scalo milanese, alimentato da una snella rete di collegamenti col resto d'Italia.
A differenza del quotidiano torinese, La Repubblica ritiene che la cordata italiana sia già pronta. Tre le fasce di soci: una prima (Intesa-Sanpaolo, Benetton, Ligresti e probabilmente Colaninno) con un impegno di 100 milioni a testa; una seconda (tra cui Fossati e Gavio) con 50 milioni; una terza, infine, con un pacchetto complessivo di 100 milioni alla quale dovrebbe contribuire anche Marco Tronchetti Provera e il presidente della Confindustria, Emma Marcegaglia. L'obiettivo di raggiungere i 700-750 milioni per lo start-up dovrebbe essere raggiunto. A questi va aggiunto il conferimento della flotta da parte di Air One (250 milioni).

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