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STATO-REGIONI/ Arriva la bozza dei Governatori sul federalismo fiscale. Calderoli: forse è la volta buona

Alla fine il testo "condiviso" tanto atteso delle Regioni per poter cominciare la lunga marcia verso l'approvazione definitiva di una riforma che - se realizzata all'insegna della valorizzazione delle ricchezze del territorio - potrebbe rivoluzionare il rapporto tra cittadini e istituzioni

E' verso un "testo condiviso" da Governo, Regioni ed enti locali da sottoporre al Parlamento, che da oggi si metteranno al lavoro i rappresentanti dell'esecutivo e delle regioni con l'intento di compilarlo entro settembre. L'obiettivo è stato indicato di comune accordo dal Presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani e dal ministro per i rapporti con le Regioni Raffaele Fitto al termine dell'incontro tra Governo e Regioni che entrambe le parti hanno definito positivo e foriero di buoni risultati. Le Regioni hanno presentato al ministro per la semplificazione amministrativa Roberto Calderoli un proprio testo di legge delega, condiviso all'unanimità, che in molti punti coincide con la proposta che Calderoli ha licenziato due settimane fa. Calderoli ha detto di aver «molto apprezzato» l'articolato delle Regioni dalla quale trarrà «molti spunti positivi e migliorativi». Per il ministro «con questa voglia di confronto leale, che veda tutti i soggetti con pari dignità, forse questa sarà la volta buona» per realizzare davvero il federalismo. «L'aver raccolto una sostanziale condivisione, rispetto al metodo e ai contenuti della mia proposta in materia di federalismo fiscale – ha proseguito il ministro Calderoli - da regioni non solo amministrate da maggioranze di opposta colorazione politica, ma geograficamente collocate dall'Alto Adige alla Sicilia, rappresenta il miglior risultato per il mio lavoro»

Al documento di sintesi, ha specificato il presidente delle Regioni, si deve arrivare «senza atti unilaterali per arrivare a un testo condiviso che possa avere l'approvazione di governo, regioni e sistema degli enti locali» e che vada quindi in Parlamento. Il ministro per i rapporti con le Regioni Raffaele Fitto si è detto molto soddisfatto dell'incontro e che il documento delle Regioni costituisce una "buona base di confronto per tradurre i principi in atti concreti".
Raffaele Lombardo, Presidente della Sicilia, ha rilevato con soddisfazione che il governo condivide il concetto di salvaguardia della "specialita" e che si è dimostra "una volontà positiva da parte di tutti".

Nel testo consegnato dalle Regioni, ha chiarito Errani, vi sono molteplici diversità da quello del Governo e spetta adesso ad incontri tecnici individuare punti di intesa. Tra gli altri punti, il documento delle Regioni chiede che il fondo perequativo nazionale sia commisurato al “fabbisogno", mentre il testo del governo parla di "costo standard". 'assessore al bilancio della Lombardia Romano Colozzi ha spiegato che, dando per scontato che il Fondo dovra' essere alimentato dalle Regioni a maggiore capacità fiscale, le Regioni vorrebbero che i conteggi fossero riferiti alla somma necessaria a coprire la spesa della Regione con maggiore capacità, mentre il Governo indica la media delle tre Regioni con maggiore capacità. Differenze che gli incontri tecnici, ma anche politici, da qua a settembre cercheranno di colmare.

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