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Conti (Enel): «Pronti per il nucleare»

L’ad Fulvio Conti afferma che «ci sono gli uomini, c’è la tecnologia, ci sono i mezzi», e si mette a disposizione del governo. «Con il nucleare bollette più basse del 25%». All'interno il Dossier Nucleare

NucleareR375_29ago.jpg (Foto)

Svela i piani futuri dell’Enel il suo amministratore delegato Fulvio Conti, in un’intervista al Corriere della Sera. «Tutto pronto per il nucleare – risponde Conti – Ci sono gli uomini, c’è la tecnologia, ci sono i mezzi. Siamo a disposizione del Governo, pronti a partire». D’altronde, secondo il dirigente, una scelta di questo tipo sarebbe suggerita proprio dalla «corsa dei prezzi delle materie prime». Interrogato sui tempi affinché le prime centrali diventino operative, l’ad dell’azienda elettrica afferma: «Possiamo partire con la prima centrale anche subito per essere a pieno regime nel giro di 7-8 anni, con un investimento di 3,5-4 miliardi, assumendo processi autorizzativi rigorosi ma certi nei tempi». Successivamente tranquillizza chi teme per le ripercussioni ambientali del cambio di direzione nella produzione italiana: «Con le centrali di ultima generazione la compatibilità ambientale è piena», ed evidenzia l’aporia della situazione energetica italiana: «viviamo in un paradosso particolare: ci professiamo un paese antinucleare, ma il 15% dell’energia che consumiamo proviene da centrali atomiche francesi, svizzere, slovene. Se riequilibriamo il nostro mix di produzione, includendo anche maggiori quote di carbone pulito, la bolletta delle famiglie e delle imprese potrà ridursi del 20-25%». Inoltre il gruppo, spiega Conti, sarebbe pronto a sbarcare in Borsa con il primo titolo “verde”, Elen Greenpower, valutata dagli analisti tra i 10 e i 15 miliardi di euro: «La quotazione resta l’ipotesi più probabile. Collocheremo fino al 40% del capitale nel corso del 2009». Una battuta finale anche sui debiti della società: «I flussi di cassa ci consentono di sostenere gli investimenti programmati, pagare i dividendi e servire il debito mantenendo il rating A. Entro fine anno il debito sarà sotto i 50 miliardi».

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