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CRISI FINANZIARIA/ La Fed salva AIG, il colosso assicurativo. Una decisione storica

Pubblicazione:mercoledì 17 settembre 2008

aig_sedeR375_17set08.jpg (Foto)

La Fed ha accordato un prestito da 85 miliardi ad AIG. Il piano prevede che al governo vada il 79,9% del colosso assicurativo. Il disordinato fallimento di AIG «avrebbe peggiorato» la già fragile condizione dei mercati. Lo afferma la Fed, spiegando i motivi che l'hanno portata a compiere una mossa senza precedenti, cioé quella di salvare una società assicurativa.

 

«Il board della Fed, con il completo appoggio del Tesoro, ha autorizzato la Fed di New York ad effettuare un prestito da 85 miliardi ad AIG», si legge nel comunicato diramato dalla banca centrale, dove si precisa che la decisione è stata presa alla luce delle attuali condizioni dei mercati: un fallimento disordinato di AIG avrebbe potuto - constata la Fed - aumentare «i già significativi livelli di fragilità del mercato finanziario».

«L'obiettivo del prestito è quello di assistere AIG a far fronte gli impegni presi. Il finanziamento faciliterà il processo nel corso del quale AIG cederà alcune delle proprie attività in modo ordinato», prosegue il comunicato. Il prestito ha una scadenza di 24 mesi e sarà ripagato con la vendita degli asset AIG. «Gli interessi dei consumatori sono tutelati dai termini dell'accordo», precisa la Fed, sottolineando che al Governo va il 79,9% della società, compreso il diritto di veto sul pagamento dei dividendi.

 

Una decisione storica - Il piano di salvataggio, orchestrato ancora una volta da banca centrale e Tesoro, appoggiato dal presidente George W. Bush, prevede inoltre che il colosso assicurativo passi sotto il controllo del Governo: una decisione storica visto che, a differenza di Fannie Mae e Freddie Mac, AIG non è neanche regolata dal governo federale.

Dopo aver deluso Wall Street non tagliando il costo del denaro, la Fed cerca così di tranquillizzare il mercato, ancora scosso dal fallimento di Lehman Brothers. Il crack di AIG avrebbe avuto conseguenze catastrofiche sui mercati americani e mondiali, già sotto stress: mastodonte con un bilancio da 1.040 miliardi di dollari, il colosso assicurativo se fosse fallito avrebbe rischiato di innescare un effetto domino, spingendo al collasso una serie di intermediari finanziari e causando perdite - secondo le prime approssimative stime - per oltre 180 miliardi di dollari solo alle istituzioni finanziarie.

Il problema di Aig, le cui attività spaziano dalle assicurazioni ai servizi finanziari alle imprese, non sarebbero stati tanto essere gli asset tradizionali, come le assicurazioni sulla proprietà o sulla vita, ma i prodotti finanziari, che includono le assicurazioni sui debiti più rischiosi e quelle dei bond a rischio di default. Proprio il valore di questi asset è andato deteriorandosi nell'arco dell'ultimo anno a causa della crisi del credito che ha colpito gli Stati Uniti.

 

Dopo una giornata convulsa e il susseguirsi di febbrili incontri, il presidente della Fed Ben Bernanke e il segretario del Tesoro Henry Paulson sono usciti allo scoperto, con un piano senza storico, che non ha precedenti. Tramontati i tentativi di trovare una soluzione privata con il coinvolgimento di JpMorgan e Goldman Sachs, Bernanke e Paulson hanno ritenuto che l'unica alternativa perseguibili al fine di evitare un collasso del sistema. Per la seconda volta dai tempi della Grande Depressione, la Fed si è avvalsa della speciale autorità conferitale della statuto, che le consente in circostanze estreme di concedere prestiti a ogni società non in grado di assicurarsi un adeguato finanziamento da parte di altre banche.

  

Come mai è stato possibile concedere il prestito - Come riporta il Wall Street Journal online, la Banca Centrale americana, che in un primo momento sembrava avere le mani legate perché normalmente tratta con banche e broker non con società di assicurazioni, ha deciso di concedere il prestito, reso possibile nell'ambito della sezione 13, paragrafo 3, del Federal Reserve Act, ovvero quello che autorizza la Fed a concedere prestiti «a individui o società che si trovano in situazioni di gravità straordinaria».

 

Le conseguenze di un collasso avrebbero potuto essere devastanti per l'intero sistema finanziario, come ha sottolineato lo stesso dipartimento del Tesoro. Per la precisione, secondo le stime di M&A Advisory, il fallimento di AIG avrebbe avuto un impatto sui mercati per 180 miliardi di dollari, ovvero circa il 50% del capitale raccolto dalle istituzioni finanziarie a livello globale fin dall'inizio della crisi del credito.



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