BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

EVASIONE FISCALE/ Il nuovo sistema di riscossione italiano è davvero efficace

Pubblicazione:giovedì 18 settembre 2008

fiscaleR375_17set08.jpg (Foto)

Sono incoraggianti i primi dati relativi alla lotta all’evasione fiscale condotta nei primi otto mesi del 2008, si evidenzia una crescita degli incassi erariali dell’8,3% rispetto al medesimo periodo 2007.

I dati diffusi da Equitalia, concessionario per la riscossione, evidenziano inoltre che buona parte delle entrate del Fisco (2,4 miliari di Euro su un totale di 3,9 miliari di Euro) sono riconducibili proprio all’attività di incasso dei debiti verso l’Erario già iscritti a ruolo, in incremento del 14,3% rispetto al medesimo periodo del 2007.

Tali risultati sono da leggere come l’esito positivo delle disposizioni normative introdotte negli anni precedenti (D.L. 262/06, Finanziaria 2008 e Manovra estiva) che costituiscono un passo avanti alla lotta all’evasione, attività che è di particolare urgenza in un Paese come l’Italia, in cui, sempre secondo i dati forniti da Equitalia, si registra un'evasione fiscale pari al 23% del Pil, che ci pone agli ultimi posti della classifica europea (guidata da Svezia 3%, Belgio 5% e Inghilterra 6%).

La Corte dei Conti lo scorso anno (con Delibera n. 16/2007/G) in uno studio comparativo dei risultati della riscossione per il periodo 2001-2004, aveva sottolineato dati scoraggianti, che evidenziavano come il costo della gestione della riscossione eguagliasse (e in alcuni casi superasse) l’ammontare dei crediti recuperati o riscossi. I primi risultati positivi, sempre in termini relativi all'Italia, si registrano in seguito all’adozione delle disposizioni contenute nel D.L. 262/2006, che prevede l’attribuzione di nuovi poteri agli agenti per la riscossione tra i quali spiccano:

 

1. la possibilità di compensare debiti e crediti tributari: tramite tale strumento il contribuente può assolvere l’obbligo di pagamento del debito iscritto a ruolo compensandolo con i crediti di imposta vantati, il tutto su iniziativa dell’agente della riscossione;

 

2. la possibilità di bloccare i pagamenti che le Pubbliche Amministrazioni debbono effettuare a favore di soggetti iscritti a ruolo con debiti scaduti;

 

3.la possibilità di accedere ad una procedura di pignoramento semplificata: la nuova procedura per effettuare il pignoramento dei crediti che il debitore vanta nei confronti dei terzi prevede che il terzo, una volta ricevuto ordine di consegna da parte dell’agente della riscossione, debba adempiere direttamente nei confronti concessionario entro il termine di 30 giorni.

 

Ulteriori agevolazioni alla riscossione sono state introdotte dalla Finanziaria 2008, successivamente integrata dalla cosiddetta Manovra estiva (D.L. 112/08) che ha attribuito agli agenti della riscossione il potere di dilazionare il pagamento delle somme iscritte a ruolo sino ad un massimo di 72 rate, a condizione che il soggetto debitore si trovi in una situazione di temporanea difficoltà economica. Tale disposizione, da quanto emerge dai dati forniti da Equitalia, ha ottenuto un certo apprezzamento da parte dei contribuenti debitori, dal momento che per il periodo da marzo a settembre 2008 sono pervenute un totale di 180.000 richieste (di cui 50.000 già evase) inerenti circa 4 miliardi di euro di debiti iscritti a ruolo.

Il tutto dimostra che con strumenti mirati ed un più intenso scambio di informazioni tra enti pubblici e concessionario per la riscossione, obiettivo oramai raggiungibile mediante l’informatizzazione dei dati dei contribuenti, l’Erario è nelle condizioni non solo di recuperare i propri crediti immobilizzati presso i ruoli di Equitalia bensì di disincentivare la tendenza all’evasione attraverso la certezza dei controlli e della riscossione. I risultati raggiunti, oltre a dimostrare un continuo impegno dell’esecutivo alla lotta all’evasione, consentono di auspicare per il futuro un rapporto più equo tra fisco e contribuente che si dovrà concretizzare anche nella riduzione della pressione fiscale e nella riduzione dei tempi di pagamento da parte dell’amministrazione finanziaria verso quei contribuenti con forti crediti tributari che attualmente sono costretti a tempi di attesa eccessivi e particolarmente onerosi.



© Riproduzione Riservata.