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ALITALIA/ “Pane al pane”, la compagnia di bandiera protagonista di una favola e di un gioco

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Allora, il governo di Prodi e Padoa-Schioppa voleva vendere l’Alitalia ai francesi di Air France. Per farlo indice una bella gara, arrivano diverse offerte, ma poi decide comunque - come tutti sapevano già - che l’Alitalia deve andare ai francesi.

 

Berlusconi, però, che ha molto fiuto, si alza in piedi e grida allo scandalo. «L’Alitalia è degli italiani - dice - e ci sono tanti imprenditori pronti a dare una mano perché resti italiana. Se vinco le elezioni, farò così».

 

Tutti sanno che non è vero, ma alcuni sindacati - ben contenti di non andare con i francesi che li farebbero lavorare di più - gli danno ragione. Nel frattempo l’economia va male, la benzina che serve a far volare gli aerei raddoppia di prezzo e Air France cerca di tirarsi fuori. Così se ne va e per non fare brutta figura dà la colpa ai sindacati.

 

E siccome la brutta figura la farebbe anche il Governo precedente, Prodi e Padoa-Schioppa danno la colpa a Berlusconi. Il quale però vince le elezioni e a questo punto si trova a dover fare quello che mantiene le promesse. Così si mette a cercare imprenditori che mettano i loro soldi per tentare di far volare ancora gli aerei di Alitalia.

 

Il tempo passa, ma non si trova nessuno. Siccome però Berlusconi è il capo del governo e può fare molti favori, ecco che piano piano gli imprenditori si trovano. Sono quasi una ventina, non mettono moltissimi soldi, e in cambio chiedono di guadagnarci quasi subito.

 

Il piano che presentano non è granché: Alitalia diventa piccolissima, i dipendenti guadagneranno molto meno, tutti i debiti se li tiene lo Stato e li farà pagare ai cittadini. A loro, gli imprenditori, non importa se salta tutto, perché tanto è solo un favore che fanno a Berlusconi e tra l’altro molti di loro sono più amici di quelli della sinistra. E quindi dicono: prendere o lasciare.

 

Alcuni sindacati sono subito d’accordo, prima ancora di leggere il piano. Altri, quelli che non vogliono bene a Berlusconi, dicono di no e tengono duro. Poi ci sono i piloti, che fanno un po’ i furbi perché hanno capito che ci possono guadagnare ad alzare la voce, visto che far volare gli aerei servono comunque loro, e visto che a molti interessa tenere un po’ Berlusconi sulla graticola.

Il tempo passa, i giornali scrivono, sulle tv si discute, si perde tempo, tutti gridano e tutti lanciano ultimatum.

 

Ora il problema è che se passa il piano di Berlusconi, ha vinto Berlusconi. Se l’Alitalia si salva con un piano un po’ diverso, ha vinto la sinistra. Se invece si trova una Grande Soluzione, nel gioco hanno vinto tutti. Molto, molto meglio del Gratta e vinci.

 

 

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