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CARO ENERGIA/ I prezzi delle utilities variano, ma spesso il meccanismo non è trasparente

Gran parte di ciò che spendiamo o consumiamo dipende dal petrolio e, di conseguenza, anche i prezzi. Ma occorre più chiarezza nell'informazione pubblica. DANIELA VAZIO e GIAN PAOLO REPETTO, responsabili ricerche RIE per il mercato elettrico e del gas, ci spiegano i difetti di un'amministrazione non sempre trasparente

gasR375_29set08.jpg (Foto)

Il caro energia si ribalta sulle bollette familiari di elettricità e gas. Dato l’interesse che queste variazioni suscitano nell’opinione pubblica, cercheremo di evidenziarne alcuni aspetti per la maggior comprensione degli automatismi e delle incertezza che le caratterizzano.

Innanzi tutto occorre considerare che l’autorità per l’energia elettrica ed il gas, in base ai propri compiti costitutivi, ossia dal 1997, aggiorna trimestralmente i prezzi di riferimento del gas metano e dell’elettricità per usi domestici secondo metodologie prestabilite dallo stesso organismo di regolazione. Con il processo di liberalizzazione dei servizi di pubblica utilità ed al fine di tutelare le categorie a minor potere contrattuale, questi prezzi sono applicati o comunque rappresentano un opzione di scelta per tutte le famiglie.

La formazione del prezzo finale nel mercato elettrico e del gas è la sommatoria dei costi relativi all’utilizzo della componente energia e al processo di erogazione del servizio, tralasciando al momento la parte fiscale sempre presente nei prezzi al consumatore finale. I prezzi sono perciò il risultato di tre principali costi : i costi di approvvigionamento e/o produzione di gas ed elettricità, i costi per l’utilizzo delle infrastrutture di trasporto e i costi di commercializzazione. Mentre la seconda e la terza categoria di costo sono aggiornate per lo più annualmente dall’autorità e subiscono per il consumatore variazioni contenute, la componente energia è invece legata all’andamento dei prezzi del petrolio e di un paniere di combustibili tra cui alcuni derivati dal petrolio stesso e risulta suscettibile di variazioni molto significative nei suoi aggiornamenti trimestrali. Si tenga conto che oggi nel gas la componente energia è giunta a pesare per il 62% sul prezzo finale ante imposte e per il 39% sul prezzo imposte incluse, mentre nell’elettricità l’incidenza è correlativamente del 65% e del 58%

Per il metano il legame tra prezzo del petrolio e costo del gas è espresso tramite una formula predefinita che consente previsioni con scarti minimi rispetto a quanto poi effettivamente applicato. L’unica approssimazione può dipendere dal tempo intercorrente tra le stime e l’effettiva applicazione basandosi le prime su previsioni dei prezzi del combustibile e la seconda su dati a consuntivo. In particolare l’indicizzazione della componente energia (la c.d. QE) è legata alle variazioni di valore di un paniere di combustibili di riferimento costituito, sulla base di pesi predefiniti, dal prezzo del greggio, del gasolio da riscaldamento e dell’olio combustibile. Se trimestralmente il valore del paniere, calcolato tramite meccanismi di medie mobili dei prezzi, varia oltre la soglia del ± 2,5%, la componente energia e quindi il prezzo finale vengono aggiornati. Ad oggi, per la congiuntura petrolifera, si è assistito al quinto rialzo consecutivo rispetto al settembre 2007 per un aumento complessivo del 22% .

Molto più complesso il meccanismo di traslazione del costo di combustibili per la generazione dell’energia elettrica nel prezzo al consumo per dilazioni di costi, conguagli, stime e contabilizzazione il cui preciso ammontare è a conoscenza esclusiva dell’Autorità, che lo calcola solo a ridosso delle scadenze di aggiornamento. Per l’energia elettrica, l’aumento appena stabilito dello 0,8% dal 1° ottobre, rappresenta il sesto trimestre di rialzo dei prezzi finali. L’incremento complessivo dallo scorso luglio risulta del 16,4% incluse le imposte.

Infine una precisazione che ci sentiamo in dovere di fare. La difficoltà di centrare la stima degli aumenti o riduzioni dei prezzi relativi all’energia elettrica, dovuto alla mancanza di informazione pubblica, non pensiamo giovi alla trasparenza del sistema. Colpire l’effetto del meccanismo creato, ovvero le stime non puntuali e l’allarmismo delle stesse, non eliminerà la causa principale ovvero la poca trasparenza che genera necessariamente confusione.

Riteniamo infine che la pluralità dell’informazione, se scientificamente motivata, non possa essere mai di danno.

 

(Daniela Vazio e Gian Paolo Repetto, responsabili ricerche RIE per il mercato elettrico e del gas)

 

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