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Economia e Finanza

FINANZA/ Usa: Fannie Mae e Freddie Mae diventano società pubbliche

Il governo degli Stati Uniti si è assunto la responsabilità di traghettare Fannie Mae e Freddie Mac fuori dalla grave crisi finanziaria in cui sono cadute, trasformando di fatto i due colossi dei mutui in società pubbliche per un periodo indeterminato

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Il governo degli Stati Uniti si è assunto la responsabilità di traghettare Fannie Mae e Freddie Mac fuori dalla grave crisi finanziaria in cui sono cadute, trasformando di fatto i due colossi dei mutui in società pubbliche per un periodo indeterminato. Questo l’annuncio dato ieri mattina dai funzionari del dipartimento del Tesoro e della Federal Housing Finance Agency (Fhfa) - l'agenzia a cui compete il controllo di Fannie e Freddie - presentando i dettagli del piano. Il governo ha anche reso nota la decisione di sostituire i vertici di entrambe le società: Herb Allison, ex vice presidente di Merrill Lynch, è stato scelto per la guida di Fannie Mae e prenderà il posto di Daniel Mudd, mentre David Moffett, ex vice presidente di Us Bancorp., verrà messo a capo di Freddie Mac, sostituendo Richar Syron.

 

Di fatto, se prima Fannie e Freddie erano semigovernative, ora il governo ne assumerà almeno temporaneamente il pieno controllo. Il dipartimento del Tesoro acquisterà stock di azioni privilegiate, mentre la Federal Housing Finance Agency (Fhfa) - l'agenzia a cui compete il controllo di Fannie e Freddie - agirà da supervisore, assumendo il controllo delle operazioni ordinarie delle due società, che non smetteranno così di funzionare. L'agenzia ha fatto sapere che al momento "non esiste un esatto orizzonte temporale" per la fine di questa situazione, e che i poteri degli azionisti verranno temporaneamente sospesi finché questo durerà. Secondo dati depositati perso la Securities and Exchange Commission - la Consob statunitense - allo scorso 30 giugno erano in circolazione circa 36 miliardi di dollari di azioni privilegiate delle due società. In qualità di supervisore, la Fhfa sarà in grado di "prendere tutte le decisioni necessarie e appropriate per mettere la società in condizioni di essere solvente e proseguire le attività, preservando e conservando gli asset e le proprietà della società".

 

Il segretario al Tesoro Herny Paulson ha detto che le decisioni sono state prese perché "Fannie Mae e Freddie Mac sono così grandi e interlacciate con il nostro sistema finanziario che un fallimento di una delle due causerebbe una grande turbolenza nei nostri mercati finanziari di casa nostra e in tutto il mondo". Il piano include anche l'acquisto da parte del governo di obbligazioni garantite da mutui subprime possedute dalle società. Il presidente della Federal Reserve Ben Bernanke ha diffuso un comunicato in cui fa sapere di apprezzare questa decisione del Tesoro, "che fornirà un sostegno fondamentale per i mercati dei mutui in questo periodo di insolita incertezza del mercato del credito". Il Presidente degli Stati Uniti George W.Bush ha detto che la storica decisione del governo americano di assumere il controllo dei due giganti dei mutui Fannie Mae e Freddie Mac si è resa necessaria per via del "rischio inaccettabile" rappresentato dalla possibilità di un loro crollo.

L'aumento sempre più rapido delle insolvenze sui mutui immobiliari espone le due società al rischio di enormi perdite, che potrebbero costare ai contribuenti americani decine di miliardi di dollari - il salvataggio potrebbe costare fino a 100 miliardi di dollari secondo diverse fonti - ma Paulson ha sottolineato che l'impatto finanziario di un fallimento delle due società sarebbe disastroso per il sistema. "Un fallimento inciderebbe sulla capacità degli americani di ottenere mutui per la casa, presiti per comprare automobili e l'accesso ad altri canali di credito", ha detto. Fannie e Freddie possiedono o garantiscono oltre 5.000 miliardi di dollari in contratti di mutuo negli Stati Uniti, circa la metà dell'intero paese. Negli ultimi quattro trimestri hanno riportato perdite complessive per 14 miliardi di dollari, e ne sono previste ulteriori nei prossimi mesi, dovute all'aumento delle case confiscate, dei pignoramenti e dei mancati pagamenti delle rate sui mutui.

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