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FIAT/ L’accordo con Chrysler sembra vicino. Ecco le indiscrezioni

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Fiat e Chrysler starebbero lavorando a un'alleanza secondo la quale la casa torinese rileverebbe il 35% del costruttore americano, con un'opzione, da esercitare nel tempo, per salire fino al 55% del capitale.

L'intesa, secondo indiscrezioni, consentirebbe a Chrysler l'accesso alle piattaforme del Lingotto, dalla mini all'alto del medio di gamma, passando per i suoi motori e le trasmissioni. Per Fiat, oltre all'ingresso nel capitale del costruttore americano, l'accordo si tradurrebbe nella possibilità di vendere negli Stati Uniti l'Alfa Romeo e la Fiat 500, anche grazie al taglio dei costi che si otterrebbe con la condivisione dei siti produttivi di Chrysler. Secondo le stime del Wall Street Journal i risparmi derivanti dall'alleanza sarebbero compresi fra i 3 e i 4 miliardi di dollari.

Chrysler ha in nord America 14 impianti di assemblaggio. Torino non commenta i rumors rilanciati da Automotive News Europe, mentre Chrysler si limita a dire: «Nell'attuale contesto economico trattative sono in corso fra le società in tutte le industrie, e la nostra non è diversa».

Cerberus Capital Management, proprietario di Chrysler, sembrerebbe intenzionato a conservare un interesse nel costruttore americano, mentre ancora non appare chiaro - riporta il Wall Street Journal - se Daimler intenda mantenere o meno la propria partecipazione in Chrysler, pari al 19,9%. Un eventuale accordo migliorerebbe - prosegue il Wall Street Journal - l'immagine della Chrysler agli occhi del Governo americano, che ha acconsentito a un prestito da 4 miliardi di dollari per il costruttore in difficoltà.

Sia per Fiat sia per Chrysler l'alleanza sarebbe «una mossa difensiva per la sopravvivenza di lungo termine», prosegue il quotidiano, sottolineando come «Chrysler e Fiat sono simili e, in qualche modo, complementari. Chrysler opera prevalentemente in nord America e i tre quarti delle sue vendite sono legati a camion, minivan e sport utility-vehicle. Fiat è specializzata in auto piccole e medie. Ambedue le società beneficerebbero di un maggiore volume di vendite globale».

L'accordo - secondo indiscrezioni - potrebbe essere annunciato al più presto domani. Ma per altri osservatori ci vorranno alcuni giorni: la potenziale intesa potrebbe essere infatti valutata dal consiglio di amministrazione di Fiat giovedì prossimo, in occasione della riunione per l'approvazione dei risultati del quarto trimestre e dell'intero 2008. Nonostante l'ultimo periodo dell'anno molto negativo Fiat - secondo un consensus di analisti finanziari - tiene: l'esercizio dovrebbe chiudersi con un risultato della gestione ordinaria di 3,27 miliardi (3,23 nel 2007) e un utile netto di 1,76 miliardi a fronte di 2,05 dell'anno precedente.

Per Fiat Group Automobiles gli analisti stimano un risultato della gestione ordinaria di 680 milioni nel 2008 (803 nel 2007) e di 40 milioni nel quarto trimestre (233). Per il 2009 gli analisti stimano un risultato della gestione ordinaria del gruppo di 1,37 miliardi, l'utile ante imposte a 590 milioni e l'utile netto a 490 milioni. Dovrebbe crescere l'indebitamento netto industriale, negativo per 4,07 miliardi. Per l'Auto la previsione è di un risultato della gestione ordinaria 2009 in rosso per 30 milioni, stimato positivo invece sia per Cnh sia per Iveco rispettivamente a 830 e 350 milioni. Nel 2010, infine, gli analisti prevedono per il gruppo Fiat un risultato della gestione ordinaria pari a 1,98 miliardi, un risultato ante imposte di 1,43 miliardi, un utile netto di 890 milioni e un indebitamento netto industriale in miglioramento anche se negativo per 3,76 miliardi.

Per l'Auto il 2010 riporterà in nero il risultato della gestione ordinaria, atteso a 180 milioni. «Se si ritornerà alla normalità entro fine 2009, il gruppo Fiat confermerà gli obiettivi 2010», ha detto l'amministratore delegato Sergio Marchionne a un seminario in Svizzera, dove ha anche parlato del ruolo fondamentale della produzione di auto low cost e della necessità di accelerare nuove alleanze. Nel progetto di lanciare entro il 2010 un nuovo marchio globale low cost potrebbe giocare un ruolo chiave l'India, ha dichiarato a un giornale locale Silverio Bonfiglioli, chief operating officer di Fiat Group Automobiles International.

Dall’Italia, John Elkann, vicepresidente di Fiat, conferma le trattative con Chrysler. «Che ne stiamo parlando non è un mistero, è da un po' che se ne parla», ha detto. Il titolo Fiat è stato sospeso, questa mattina, dalle contrattazioni di Borsa in attesa di una nota dopo le indiscrezioni di stampa di una possibile alleanza con Chrysler e il giovane vicepresidente del gruppo non ha voluto, anche per questo, anticipare nulla. Ha ricordato il comunicato in arrivo e il prossimo consiglio di amministrazione in agenda per giovedì quali occasioni deputate per comunicare al mercato. Secondo indiscrezioni di stampa Fiat potrebbe acquistare fino a un 35% di Chrysler in cambio delle sue tecnologie.



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