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FINANZA/ Ottobre nero per la Borsa. Grazie alle banche, parola di Tremonti

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Che dire delle sdegnose scelte di Barclays di accettare il sistema di protezione o quelle di Lloyds di volerne uscire? E questo vale anche per Commerzbank, seduta su 101 miliardi di euro di titoli tossici eppure pronta a ridare parte dei fondi ottenuti dal governo tedesco. Strana velocità di ripresa in periodo di crisi dell'economia reale, davvero strana.

 

Siamo alla “bolla di crisi”, ovvero un eccesso di denaro statale che ha fatto la gioia di banche e fondi speculativi, gettatisi a capofitto sui mercati - nonostante gli scarsi volumi e i book non liquidissimi - per sfruttare a più non posso il rally e con questa scelta, perpetuata anche grazie alle decisioni assistenzialiste di molti governi e alle scelte della Fed, lo hanno prolungato artificialmente.

 

Attenzione, la correzione dei corsi potrebbe fare vittime, anche eccellenti, non solo feriti. Non è un caso che Goldman Sachs parli di questo periodo come di un nuovo ottobre 1999, ovvero un periodo in cui lanciarsi nell'investimento sfrenato di titoli sottostimati grazie proprio all'eccesso di liquidità che sta spingendo il sistema.

 

E infatti, stando a una tabella contenuta nell'ultimo report di Goldman Sachs, vediamo che dal 9 marzo di quest'anno - inizio del mercato del toro - a guadagnare maggiormente sulle piazze europee sono stati i titoli di settore a fortissimo rischio, ovvero assicurativi e bancari, cresciuti rispettivamente del 66% e del 62%; al terzo posto, ma con una crescita “solo” del 30%, i titoli del settore minerario.

 

Questa crisi, stando ai numeri, non ha proprio insegnato nulla alle banche. Anzi, le ha rese ancora più avide perché timorose di venire rimesse in carreggiata e costrette a fare il loro lavoro. Quando quindi Tremonti parla di gestazione di una nuova crisi dovuta a decisioni come quelle prese dai board di Intesa-San Paolo e Unicredit non sbaglia. Anzi, ci vede lungo e temo sia molto preoccupato.

 

Anche perché al di là delle nuove svalutazioni all'orizzonte, l'inverno porterà con sé il rischio di default nell'Est Europa, mercato dove moltissimi banche europee sono pesantemente esposte: un domino che parta, ad esempio, dall'Austria potrebbe risultare un grattacapo non da poco non solo per i governi ma soprattutto per Bce ed Ecofin.

 

Speriamo di eccedere con le cautele e con i timori, ma i dati che giungono dai mercati parlano chiaro e nonostante possa non piacere la logica degli aiuti di Stato - personalmente non mi piace - le decisioni delle principali banche Ue di smarcarsi dai piani di protezione governativi per poter sguazzare ancora sulle strade della speculazione sono quantomeno criminogene: ne va, infatti, non solo del bene comune ma della tenuta stessa del sistema. Tenuta che questo autunno caldo di recessione e disoccupazione galoppante metterà di per sé già parecchio a rischio.



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COMMENTI
01/10/2009 - E' ora di finirla! (Alessandro Sasso)

E' ora che i governi prendano in mano seriamente la situazione togliendo alle banche il potere di creare debito dal nulla e mettendo in galera un po' di managers! Lo Stato deve riprendersi il potere economico-finanziario riportando la Banca d'Italia sotto controllo statale togliendolo alle banche private. Non se ne può più e tra non molto la gente disoccupata inizierà a rivoltarsi! Ma quanto ci vuole a dare a Draghi un bel calcio nel sedere e rimandarlo dal suo padrone Goldman Sachs? Quanto ci vuole a capire che dietro tutto questo c'è una strategia volta a creare un nuovo ordine mondiale? Questa gentaglia pensa che siamo tutti scemi? Saluti