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Economia e Finanza

TELECOMUNICAZIONI/ Scenario nero per il “settore IT” in Italia

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Le tecnologie informatiche infatti, se ben utilizzate, costituiscono un motore fondamentale sia per l’innovazione dei prodotti e dei processi, sia per il miglioramento della produttività di tutte le operazioni aziendali. E questo vale per la maggior parte dei settori industriali e dei servizi. A titolo di esempio possiamo citare due settori molto differenti come l’automobilistico e la sanità dove le tecnologie informatiche ed elettroniche hanno dato (e daranno in futuro) un contributo fondamentale all’innovazione dei prodotti, dei servizi e dei processi.

Quello di cui ancora non ci rendiamo conto è che il settore IT è, a sua volta, costituisce un vero e proprio settore industriale che incide in modo significativo sul PIL e sulla occupazione del paese e come tale deve essere trattato. A tutt’oggi il settore dal punto di vista delle politiche industriali e degli indicatori statistici di fatto non ha una identità propria : la parte software viene spesso assimilata al settore dei servizi alle imprese e la parte hardware finisce nel comparto (quanto mai obsoleto) delle “macchine elettroniche ed elettromeccaniche”. Inoltre gli investimenti in software e servizi, in quanto investimenti in atttività immateriali, non sono supportati in nessun modo sia dal settore bancario sia dai meccanismi di incentivazione fiscale.

E’ sempre più urgente quindi che sia a livello nazionale sia a livello regionale venga elaborato un piano di sviluppo organico del settore IT che superi l’attuale frammentazione degli interventi e che ponga le basi per un rilancio significativo degli investimenti in IT da parte delle imprese, della Pubblica Amministrazione e dei cittadini. Il piano elaborato dal ministro Brunetta e-gov 2012 va nella giusta direzione ma è fortemente carente in quanto a risorse effettivamente allocate.

 

(Alberto Daprà)

 

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