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Economia e Finanza

ALITALIA/ La compagnia non decolla? Tutta colpa di Roma

Roma, come realtà geografica, è fuori dall’intreccio delle rotte importanti, perciò passare da lì per raggiungere altre destinazioni vuol dire impiegare più ore di volo

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Nella loro audizione alla commissione Trasporti della Camera, Roberto Colaninno e Rocco Sabelli hanno analizzato la situazione di Alitalia, fornendo anche le linee guida della strategia che intendono perseguire per il futuro. Abbiamo chiesto a Renato Picardi, Docente di Logistica & Organizzazione del Trasporto Aereo, un commento sulle dichiarazioni del management della compagnia aerea.

 

Professore, qual è il suo parere su quanto detto dai vertici di Alitalia?

Il domani mi potrà anche smentire, ma al momento mi pare che non ci sia molto da stare allegri: le dichiarazioni di Colaninno e Sabelli mi sembrano troppo ottimistiche.

Sono però contento di scoprire che anche Sabelli si è accorto che Fiumicino non è un hub. Ha infatti descritto una tipologia di traffico sullo scalo romano che è tipicamente point to point.

È stato allora un errore strategico puntare su Fiumicino? Cosa avrebbe dovuto fare Alitalia?

Roma, come realtà geografica, è fuori dall’intreccio delle rotte importanti, perciò passare da lì per raggiungere altre destinazioni vuol dire impiegare più ore di volo. Guardando inoltre alle tipologie di traffico, probabilmente la salvezza di Alitalia sarebbe stata quella di trasferirsi a Milano. Certamente, questo era praticamente impossibile, perché tutto era basato nella capitale, a partire dagli equipaggi. Il trasferimento a Milano avrebbe però aperto tutte le possibilità di trasporto e di riempimento dei velivoli che a Roma non ci sono.

Un trasferimento del genere avrebbe però creato dei problemi al partner Air France. E poi Malpensa soffre ancora di problemi infrastrutturali…

Certamente. Prima dell’arrivo di Cai, Air France aveva già in mente di acquistare Alitalia proprio perché non voleva avere Malpensa tra i piedi. Per quanto riguarda i problemi infrastrutturali, ce n’erano e ce ne sono, ma qualcosa per migliorare la situazione la si sta incominciando a fare.

Tornando all’audizione alla Commissione Trasporti della Camera, Sabelli ha detto che la maggioranza dei passeggeri di Malpensa viaggia con tariffe full economy o low cost. Qualcuno ha letto queste dichiarazioni come “offensive” nei confronti dello scalo lombardo. Cosa ne pensa?

Quel che ha detto Sabelli è vero, non è spregiativo nei confronti di Malpensa, e credo che sia un’osservazione valida per quasi tutti gli scali mondiali. La gente non vuole spendere più di tanto per viaggiare, in questo momento il mercato è così. È chiaro che se l’economia tornerà a tirare ci saranno più passeggeri disposti a spendere per viaggiare più comodi.

Cosa pensa dell’idea di utilizzare il brand AirOne per far concorrenza ai vettori low cost?