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CRISI/ Forte: il no al lodo Alfano ci regala più debito pubblico

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Gli operatori economici delle grandi banche o dei nuovi organismi d’investimento finanziario hanno il naturale interesse a parlar male del nostro debito pubblico. È sempre stato così ed è sempre accaduto in qualsiasi banca italiana. Lo scopo è chiaro: far vedere che il rischio del debito italiano è maggiore, in modo da favorire il proprio debito, britannico o americano che sia. Da un lato c’è l’interesse degli operatori in titoli, dall’altro c’è quello degli operatori in valuta contro l’euro. Prepariamoci a che questo avvenga anche a livello di governi.

 

Si riferisce all’Europa?

 

Ma certo. Avverrà quando si discuterà delle cariche europee. La Gran Bretagna candida Tony Blair alla presidenza dell’Ue. Ora, con tutta la simpatia e la stima che si può avere per Blair, grande statista liberale e cattolico, sarebbe il candidato del paese meno adatto per quella carica, perché la Gran Bretagna non fa parte dell’euro. Se passa l’ipotesi Blair, Francia e Germania chiederanno altro in cambio e diranno: voi avete il ladrone Berlusconi, che volete? La logica è la stessa: far passare l’Italia per la pecora nera.

 

Ma gli ultimi dati Istat e Ocse su produzione industriale e ripresa premiano il nostro paese.

 

Sì. La mia osservazione è che non vedo nessuno di coloro che più avversano Berlusconi dire che i dati Istat e Ocse - insieme alla tenuta sostanziale dell’occupazione, con un tasso di disoccupazione al 7,5 per cento mentre gli altri paesi Ue sono due punti sopra - sanciscono il buon lavoro del governo. La verità è che stiamo uscendo dalla crisi prima degli altri e soprattutto avendo speso meno. Ma c’è in giro una cronica ostinazione a leggere i dati in negativo.

 

Anche lei dunque ammette che c’è qualcuno a cui piace vedere sempre il bicchiere mezzo vuoto. Perché?

 

Per non far nomi, Confindustria. E lo fa per due ragioni: primo, perché ha in seno una robusta ala antigovernativa; e secondo, perché agli industriali italiani più grandi fa sempre comodo piangere miseria per avere aiuti dallo stato. Senza contare il flirt, che sempre ritorna, con la Cgil.

 

La concertazione non è mai morta?

 

Un sindacato libero darebbe fastidio, invece il sindacato organizzato crea una specie di ordine corporativo che alla bisogna ha i suoi vantaggi. È il classico modello della Mitbestimmung, cioè della concertazione: mi metto d’accordo e limito lo scontro. Gli imprenditori piccoli e medi hanno voluto la contrattazione decentrata, ma le imprese più grandi, che hanno in mano il bastone, hanno questo problema: se Confindustria perde potere come organo, anche le grandi imprese perdono il potere - che hanno solo in Italia - di dirigere il mondo industriale. In Italia non hanno capito che devono fare industria e lasciar fare la politica agli altri.

 

Pensa a qualcuno in particolare?

 

A Fiat per esempio. Ma pensiamo anche alla tradizione di Cuccia in Mediobanca: nessuno poteva e doveva dimenticare la sua provenienza azionista e, di conseguenza, la “gemmazione” diretta di Mediobanca dall’esperienza del Cln. La grande impresa non ama la contrattazione decentrata e ha bisogno dell’organo politico. I benefici ci sono tutti: o hanno sovvenzioni, o esoneri fiscali, o altri benefici che non sta a me ricordare. Pensiamo alle privatizzazioni, e alle reti che hanno portato in dote. Quando vidi Benetton entrare in Parlamento pensai che avesse un amore per la politica, invece se ne uscì con in tasca la società Autostrade.

 

 

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COMMENTI
13/10/2009 - la pagliuzza e la trave (Luisa Memore)

"Quando vidi Benetton entrare in Parlamento pensai che avesse un amore per la politica, invece se ne uscì con in tasca la società Autostrade." Scusate l'ovvietà, ma quando Berlusconi "scese in campo" che cosa avete pensato? E oggi cosa si ritrova in tasca? Altra ovvietà - se ho una casa con i muri pericolanti non mi metto a progettarne un ampliamento: prima la rinforzo. Quindi, perchè insistere sulle "grandi opere" quando l'enorme opera che attende è il risanamento del territorio (e in parte la decementificazione)?

 
13/10/2009 - democrazia (roberto fantechi)

@celestino prima di pronunciarsi su democrazia parlamentare e democrazia presidenziale sarebbe bene che lei si informasse, ad esempio la corte costituzionale ci sarebbe ancora, eccome! e le garanzie democratiche sarebbero ancora più stringenti; naturalmente se lei intende democrazia padronale, beh se la goda lei, ma non in questo paese saluti

 
13/10/2009 - Elezione diretta del capo dello Stato (celestino ferraro)

Poiché il presidente lassù sul Colle rappresenta l’unità nazionale, cioè tutti i cittadini, sarà meglio sia eletto dal popolo anziché dal Parlamento che - è noto - agisce secondo logiche politiche e se ne infischia del bene comune. Non è un cambiamento da niente, serve qualche mese per attuarlo. La sinistra non ci sta? Pazienza. Alle Camere la maggioranza assoluta c’è ed è del Cavaliere. Si fanno due passaggi in Parlamento; dopo di che sarà chiesto un referendum? Si vada alle urne. Voglio vedere chi vince. Se,come ipotizzo… (scrive Vittorio Feltri) Oggi il capo dello Stato viene eletto dalla PARTITOCRAZIA: si domandi all’eterno Marco Pannella cosa sia la PARTITOCRAZIA, la CUPOLA, come la definisce garbatamente lui. Finiamola con questi giochetti truffaldini: che vada al Quirinale l’eletto dal popolo e non il designato dai Palazzi per raggirare la democrazia. Già da ieri avremmo dovuto por mano a questa fondamentale riforma della nostra Carta costituzionale, non ci sarebbe stata la beffa del “Lodo Alfano” e l’immunità parlamentare sarebbe restata la guarentigia del Parlamento popolare al riparo dei potentati CORPORATIVI. Celestino Ferraro

 
13/10/2009 - Quale giustizia manca? (ivano sonzogni)

Siamo lo zimbello del mondo intero a causa della prescrizione di ogni accusa al premier o siamo lo zimbello per il premier che abbiamo? In Italia la destra parla continuamente della giustizia come problema, ma il problema non era costituito dalla criminalità (anche quella finanziaria coperta dallo scudo fiscale)? Non sono personalmente contro tutele alle maggiori cariche dello Stato, ma si dovrebbe vietare a certe persone di fare politica: quanti fedine penali macchiate abbiamo in parlamento e al governo?