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FINANZA/ I giochi di speculazione del governo Usa

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Chi abbia ragione dei due, in un momento simile è difficile dirlo. Certamente le politiche di quantitative easing, a lungo andare fanno più danno che utile e la scelta di dismettere tutte le partecipazioni governative per fare cassa parla questa lingua. Dall'altra, però, resta il fatto che scommettere un po' sulla leva del debito può rivelarsi una scelta vincente se consente un consolidamento della ripresa e mette al riparo il sistema da possibili - e probabili - nuovi terremoti. Una cosa sola è certa: avere la sterlina e la Bank of England permette grande libertà e velocità di manovra, opzioni che la Bce non pare avere nel suo dna.

 

Detto questo, non solo da questa parte dell'oceano si comincia a pensare in maniera difensiva, ovvero di dar vita a una sorta di hedging politico della crisi. Il governo statunitense ha infatti deciso di liberarsi al più presto della sua quota in Citigroup, qualcosa di più di un terzo delle azioni del colosso creditizio statunitense e lo ha fatto cercando di sfruttare al massimo le potenzialità dell'istituto prima di lasciarlo al proprio destino. È infatti di tre giorni fa l’annuncio della vendita di Phibro, la divisione di Citigroup specializzata nel trading sul mercato del petrolio e di altre materie prime, punta di diamante del gruppo e una delle vere e proprie macchine fabbrica soldi durante il rally che portò le quotazioni del petrolio a toccare i 147 dollari nel luglio del 2008, in piena crisi e poi a disfarsi con altrettanta bravura delle posizioni quando la brusca virata dettata dal crollo della produzioni li portò a 34 dollari pochi mesi dopo.

 

Parlavamo di hedging politico e ora spieghiamo il perché. Phibro è stata acquistata dalla compagnia petrolifera Occidental Petroleum Corporation per soli 250 milioni di dollari, cifra che non rappresenta nemmeno gli utili di un anno di Phibro, che infatti negli ultimi cinque anni ha presentato conti in attivo mediamente di 371 milioni di dollari.

 

Il problema era tutto politico: primo, uno dei suoi trader riceve 100 milioni di dollari l’anno e questo in clima di caccia a speculatori e streghe finanziarie può apparire sgradevole per un governo democratico che si ritrova ad essere anche azionista. Secondo, appariva decisamente sgradevole per il ministro del Tesoro, Timothy Geithner, spiegare a mercato e cittadini che il governo che rappresenta era primo azionista di uno dei protagonisti principi del mercato dei futures petroliferi e delle commodities, mercato che proprio Geithner insieme alla Sec sta cercando - almeno a parole - di regolamentare evitando la giungla delle dark pools.

 

Insomma, squeezes e corners poco si abbinano con il profilo da Nobel per la pace del governo democratico. Il momento è questo e quando due governi come quello Usa e quello britannico si lanciano in operazioni di svendita del genere significa che i rischi sono seri: questa settimana, poi, verranno rese note le trimestrali di molte banche, con Goldman Sachs che già annuncia utili stellari. La Borsa è pronta a un altro rally, il mondo si prepari a un'altra bolla.



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COMMENTI
13/10/2009 - E se invece... (Francesco Giuseppe Pianori)

E se invece questa manovra congiunta tutta anglosassone svelasse l'estrema debolezza delle due Amministrazioni a tutto vantaggio di chi il Potere lo detiene davvero? Brawn è un bravo "patacone" incompetente, il classico "utile idiota"; il Premio Nobel per la Pace 2009 è una sexy controfigura, abile incantatore. Essendo io di estrazione mista contadino-padronale, credo che la cosa migliore sia comunque rimboccarsi le maniche e non fidarsi dei chiacchieroni. L'Italia è un esempio: il popolo è sempre stato capace di andare avanti anche senza Governo e portando "zeppe" ai piedi inconcepibili per altri popoli. Forse è per questo motivo che Pietro venne a Roma e non si è più allontanato. Gli speculatori hanno sempre fatto una brutta fine...

 
13/10/2009 - Paga Pantalone? (Pilade Tonin)

Insomma, i governi (e quindi noi) vendono i gioielli di famiglia per finanziare l'acquisto di immondizia, nel caso di creazioni di bad banks nazionali, o semplicemente pagando il conto con la svalutazione della moneta e quindi del risparmio; in Italia le banche in un anno hanno portato i rendimenti dei pronti contro termine dal 4% all'1-1,5% e rifiutano i Tremonti Bond, quindi non sembrano più aver bisogno di soldi; però la UE pretenderà a breve la stretta sui mutui soffocando le famiglie che sono i migliori pagatori e i primi finanziatori del sistema (anche perché gli utili agli speculatori li hanno già pagati loro colle perdite in borsa). Allora? Paga sempre Pantalone?

 
13/10/2009 - che fine hanno fatto gli asset tossici ?? (michele fortunato)

non dimentichiamo la maxi bolla delle maxi bolle: tutti i titoli più o meno tossici ritirati dalla fed e che vivono in un limbo. che fine ha fatto tutta questa carta ? se le banche hanno bisogno di far cassa liquidando gli attivi - la mossa della fed appare un palliativo se le vendite hanno come contropartita la stessa banca centrale. di fatto l'impressione è che la pulizia nei bilanci non sia veramente iniziata : diciamo che semplicemente il problema degli asset tossici è stato spostato dalle banche alla fed. ma il problema sopravvive e lotta insieme a noi !! (....)