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SCENARIO/ “Il capitalismo non conosce morale”? C’è chi dalla crisi non ha imparato nulla

Pubblicazione:sabato 17 ottobre 2009

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Anche se siamo tuttora nel mezzo di una grave crisi economica di cui è difficile pronosticare il momento e le modalità di uscita, non sembra inopportuno prendere in considerazione alcuni possibili, futuri cambiamenti sociali ed economici, che dovrebbero contrassegnare la ripresa dell’economia globale negli anni a venire.

Se ne è fatto un richiamo sul “Bulletin” n.3 del 2009 del Credito Svizzero, che riporta le previsioni del Prof. Kjell Nordström della Stockholm School of Economics, previsioni da valutare anche sotto il profilo finanziario – bancario, perché potenzialmente in grado di incidere sul modus operandi degli intermediari e del mercato finanziario.

Premesso che il limite di questi scenari futuri è il rischio di attribuirne un significato di valenza generale, mentre non si può prescindere dal grado di innovazione e di sviluppo di ciascun paese (o area geografica) nel quale si concretizzeranno, incominceremo, senza seguire un ordine di importanza, col fare riferimento alla possibile trasformazione sociale che si lega al forte incremento delle economie domestiche unipersonali.

Anche, ma non soltanto, a causa della crescita delle separazioni fra coniugi indotte dalla dolorosa crisi della famiglia tradizionale, già oggi si assiste all’aumento del numero dei single, uomini e donne, che scelgono di vivere da soli, per l’appunto costituendo famiglie monocellulari.

Se, come si ipotizza, questo fenomeno assumerà dimensioni rilevanti, non c’è dubbio che si avranno ripercussioni in diversi campi.

Ne risentiranno, ad esempio, il mercato immobiliare che dovrà fornire sempre più alloggi di contenuta ampiezza e il mercato finanziario e assicurativo che dovrà implementare prodotti e servizi adatti a risolvere problemi in gran parte differenti da quelli di una famiglia pluripersonale, tenendo conto altresì della crescita delle aspettative di vita che, allo stato, sono maggiori per le donne.

È inoltre probabile che di questa trasformazione si abbia un riflesso anche sulla domanda di infrastrutture e perfino sulle dimensioni degli imballaggi.

Se sarà così, le aziende di produzione ed i fornitori di servizi saranno obbligati ad adeguare i propri modelli operativi e ad adottare politiche di marketing più attente al lifecycle dell’individuo e, in campo finanziario, al suo wealth lifecycle, come del resto già avviene per la gestione dei patrimoni personali.

 

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