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Economia e Finanza

FINANZA/ Da petrolio e oro le nuove minacce di crisi

Se il lingotto è da sempre il bene rifugio, diversificare le follie cicliche lanciandosi in hedging sul greggio appare una follia autodistruttiva che può provocare pari almeno alla crisi bancaria

Petrolio_Barili_OroR375.jpg(Foto)

Un vecchio adagio giornalistico dice che non esiste nulla di più inedito dell’edito. Parafrasandolo, verrebbe da dire che non esiste nulla di più segreto e sconosciuto di ciò che è pubblico. Quindi, conviene ripeterlo.

 

Nel giorno in cui l’Abi, l’Associazione bancaria italiana, annuncia la moratoria di un anno dal pagamento dei mutui per i disoccupati e chi versa in difficoltà, giova ricordare che le stesse banche che ora vorrebbero da noi un inchino di fronte alla loro magnanimità godono - oltre a tutti gli aiuti ottenuti finora - da poco anche di otto miliardi di euro messi a disposizione della Cassa Depositi e Prestiti, soldi stanziati con l’unico scopo di dare ossigeno alle imprese.

Sentendo i rappresentanti di categoria, dalla Cgia di Mestre in poi, non ci pare che questo impegno per ora sia stato mantenuto: e in un paese che basa la sua spina dorsale sulle Pmi questo appare suicida oltre che deontologicamente inaccettabile. Vediamo se con il passare dei giorni, dopo i proclami, si passerà ai fatti.

Ma non solo in Italia, come ben sapete, le banche sono tutt’altro che in buona forma. In America, ad esempio, Wells Fargo ha annunciato profitti per i propri azionisti, 56 centesimi per azione, ma in coda ai comunicati ha dovuto ammettere che le perdite legate a “bad loans” hanno toccato 5,1 miliardi di dollari. Evviva. Ma non è tutto.

Bank of America, JP Morgan Chase e Citigroup hanno riportato pesanti perdite sul credito diretto a causa del fatto che moltissimi loro clienti stanno lottando con le unghie e con i denti per riuscire a pagare le bollette. Insolvenze a catena, sta per partire il grande domino della depressione. Il dato sulla richiesta di mutui in Usa, infatti, è crollato per la seconda settimana di fila mettendo in evidenza una difficoltà estrema delle famiglie per rifinanziare visto l’aumento dei tassi. C’è poco da stare allegri. Tanto più che la stessa Wells Fargo, sempre ieri, ha dichiarato candidamente che attende il picco massimo delle perdite per l’anno prossimo, senza però specificare in quale trimestre.

E mentre in Gran Bretagna il governatore della Bank of England, Mervyn King, fa capire chiaramente che un’altra crisi potrebbe essere alle porte proponendo con urgenza a Gordon Brown la divisione dei rami retail e investment delle banche - come dire, tuteliamo almeno i risparmi visto che l’ingegneria finanziaria è tutt’altro che finita e le bolle crescono come funghi -, assistiamo impotenti a un’altra impennata immotivata del prezzo del petrolio e, di conseguenza, l’aumento in un mese di 3 euro di un pieno di benzina.


COMMENTI
22/10/2009 - previsioni, previsioni... (Giuseppe Crippa)

Premesso che Lei, dott. Bottarelli, mi piace molto più come analista economico che come commentatore politico, apprezzo la sua propensione a scommettere in entrambi i campi su avvenimenti futuri (che spesso non si realizzano, come ad esempio l’inversione di tendenza in borsa prevista per fine settembre). Continui pure così: le motivazioni che adduce riguardo alle sue previsioni sono sempre stimolanti e molto ben presentate, ed in ogni caso ciascuno è libero di sbagliare (soprattutto in politica)

 
22/10/2009 - solo una informazione o domanda ingenua (attilio sangiani)

in questo e altri articoli,di diversi autori si fa riferimento ai "poteri forti". Non crede l'autore (che stimo molto) che sarebbe meglio chiamarli "poteri di fatto", per distinguerli da quelli legittimi dello Stato? Infatti il POTERE dello Stato è il titolare o il rappresentante della SOVRANITA',ed ha il monopolio della forza.Quelli "di fatto" possono solo condizionare. Se usano la forza,la loro è "violenza bruta" ( come le mafie,i terroristi,ecc.). E poi: perchè non si dice mai quali sono i "poteri forti o meglio "di fatto" ? Gli articoli di giornale o blog non dovrebbero essere comprensibili solo agl "addetti ai lavori",ma anche ad ogni lettore che abbia la licenza media,non dico agli analfabeti ( che non potrebbero nemmeno leggerli ! ). Cordialmente