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Economia e Finanza

ALITALIA/ Si può credere a un risanamento della compagnia?

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Tanto più che se rapportiamo la perdita sui primi nove mesi dell’anno al fatturato, come dovrebbe essere fatto per effettuare i confronti in termini del margine di perdita espresso in percentuale, scopriamo che quello della nuova Alitalia è purtroppo ben più alto di quello della vecchia, essendo il fatturato della prima più basso della seconda, a causa del dimagrimento subito dalla compagnia con la ristrutturazione.

 

È dunque ahimè possibile che tutti i tagli effettuati (aerei lasciati a terra, personale in cassa integrazione, riduzioni di salario per ora lavorata) e i vantaggi unilaterali accordati (sospensione dell’antitrust, eliminazione del debito, difesa di posizioni monopolistiche su alcune rilevanti tratte nazionali) non bastino a ristrutturare Alitalia entro il 2009. Si spera che i prossimi anni possano andare meglio e che non servano ulteriori “giri di vite” sulle condizioni retributive del personale o sulla dimensione di impresa.

 

Potrebbe infatti essere che nella forte perdita del primo trimestre 2009 siano entrati alcuni costi di avviamento non più ricorrenti. Inoltre il miglioramento economico che ci si attende per il 2010 potrebbe dar luogo a una situazione migliore. Anche la strategia commerciale della compagnia potrebbe migliorare. Ma questo scenario positivo è al momento terribilmente incerto e tutto da costruire.

 

In bocca al lupo e buon lavoro dottor Sabelli. La sfida è davvero difficile e molto impegnativa. Mi auguro che lei con il suo team ce la facciate e che tra tre anni possiamo ancora avere una compagnia aerea italiana, in utile e in crescita.

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COMMENTI
29/10/2009 - N.B.: questa si chiama Alitalia-CAI, perciò..... (fabio scaccia)

...non è la stessa compagnia di prima, che si chiamava Alitalia-LAI e, come Voi tutti ben sapete, è diventata una discarica di tutte le imposture della precedente gestione.E' Truffaldino continuare a sostenere che si sta risanando alitalia-lai.Questa è la condizione minima imposta da bruxelles.Questi qui(i Nostri),da buoni attacchini dei politici(non dimenticate che l'incontro decisivo tra caimani e piloti e sindacati è avvenuto a casa di Veltroni!)di due compagnie ne hanno fatta mezza, che fa e disfa a suo piacimento, mentre chi dovrebbe controllare (ENAC) ci fa sapere che è solo un'agenzia dipendente dal ministero dei trasporti.Dove c'è un tale che si chiama Matteoli, ricordate? In quanto all'analisi economica fatta nell'articolo; a)quali sono i costi non ricorrenti caricati eccezionalmente nel primo semestre?(facciamo sempre finta di non sapere che alitalia-cai gli aerei non li compra ma se li fa affittare da carlo toto, il super nostro,nonchè grande amico dei ds?;) b) anche ammettendo che AliCaimana perda normalmente in tre semestri e va in pareggio in estate (Aridatece Cimoli!), sono sempre 180-200 milioni di euro di perdite,su neanche 4 miliardi di fatturato,operando in monopolio,sotto scorta di politici,banchieri,sindacati e enti di controllo; c)il piano fenice è stato cambiato in corsa tre volte,eppure è su quello che hanno avuto l'assenso da bruxelles,come dire....se son rose fioriranno! Ma sì, fermiamoci qui, dai sabelli, facci vedere di che pasta sei fatto....

 
28/10/2009 - C'entra poco ma ci sta (Antonio Ferri)

Il commento di Daniele noveseinove è largamente condivisibile, in più vorrei far presente che il master plan di Fiumicino presentato recentemente a Palazzo Chigi, prevede lo sviluppo dell'aeroporto nella parte nord in cui la famiglia Benetton (altri coraggiosi della cordata Cai) sono proprietari di alcune migliaia di ettari di terreno (tenuta Maccarese ed altri) che verrebbero così ben valorizzati con la costruzione di opere a carico del contribuente (strade, autostrade, ferrovie, sanità, VVFF, Pubblica Sicurezza, ecc) consentendo ai suddetti laute plusvalenze. Non c'è che dire, i Benetton hanno avuto vista lunga; azionisti della nuova Alitalia, maggiori azionisti di ADR (gestori di Fiumicino), proprietari dei terreni su cui si svilupperà l'aeroporto di Fiumicino. Adesso è un po più chiaro il perchè di certe scelte fatte nel passato dai "coraggiosi" e poi, in caso le cose con Cai andassero male, c'è sempre AF pronta a rilevare tutta Cai, in definitiva a loro interessa solo il traffico passeggeri e così l'avrebbero mentre ai contribuenti (naturalmente per solidarietà) spetterebbe l'onere di qualche migliaio di cassintegrati in più.

 
28/10/2009 - No che non lo si può credere (Noveseinove Daniele)

Questa è un analisi che non tiene in conto affatto del contesto. Questa "soluzione" di risanamento NON ha ragioni di business direttametne correlati alla compagnia. La trattativa tra governo e "patrioti" s'è tenuta su una tavolo in cui si giocavano molte altre partite parallele, per esempio sulle autostrade (a proposito: ma di quel curisos personaggio che si chiama Palenzona non parlate mai?) E buona parte dei giocatori sono dei bari conclamati. Non mi riferisco (solo) al governo. Il risanamento della compagnia sarà eventualmente compiuto - come in parte è già avvenuto - con una serie infinita di protezioni, sussidi più o meno mascherati e favori che mai sono stati concessi ad altri. A farne le spese , in questa come nella stragrande maggioranza delle privatizzazioni italiane (che sarebbe più opportuno chiamare furti) saranno lavoratori, clienti e contribuenti. Insomma i cittadini.