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ALITALIA/ Si può credere a un risanamento della compagnia?

Da alcune poche e semplici considerazioni, è facile arguire che quei politici che sostengono che Alitalia è stata ormai risanata non possono essere creduti

alitalia_nastro_rossoR375_20ago08.jpg (Foto)

La crisi economica che stiamo attraversando è dura e non è certo ancora finita. Essa ha impattato in modo molto negativo anche sul settore del trasporto aereo. È difficile trovare compagnie aeree con buoni dati economici. La Iata, associazione di categoria a livello mondiale, prevede che l’intera industria resti in perdita sia nel 2009 che nel 2010, come già avvenuto nel 2008. Per il 2009, ad esempio, l’industria del trasporto aereo prevede di perdere circa 7,3 miliardi di euro. Solo pochissime compagnie gestite in modo magistrale possono andare in utile in un mercato così difficile.

 

L’operazione CAI-Alitalia non poteva nascere in un contesto di mercato peggiore. Come stanno andando le cose a livello di redditività economica? Da Sabelli sappiamo che nel 2009 il primo trimestre ha registrato una perdita di 210 milioni, il secondo una perdita di 63 milioni e il terzo è andato in pareggio. Complessivamente dunque per i primi nove mesi dell’anno in corso abbiamo una perdita di 273 milioni.

Se consideriamo che la vecchia Alitalia negli ultimi anni perdeva circa un milione al giorno (quindi 365 milioni a fine anno), possiamo dire che non siamo ancora sicuri che, in valori monetari, la nuova Alitalia farà effettivamente meglio nel 2009 di un anno tipo della vecchia Alitalia. Tutto dipenderà dall’ultimo trimestre, tradizionalmente non così vantaggioso per le compagnie aeree.

Basterebbe purtroppo una perdita di 92 milioni nel quarto trimestre per avere in valore monetario una performance della nuova Alitalia in linea con la vecchia Alitalia. Se la perdita fosse più alta, come stima Ugo Arrigo, avremmo addirittura un peggioramento del risultato economico. Da queste poche e semplici considerazioni, è facile arguire che quei politici che sostengono che Alitalia è stata ormai risanata non possono essere creduti.


COMMENTI
29/10/2009 - N.B.: questa si chiama Alitalia-CAI, perciò..... (fabio scaccia)

...non è la stessa compagnia di prima, che si chiamava Alitalia-LAI e, come Voi tutti ben sapete, è diventata una discarica di tutte le imposture della precedente gestione.E' Truffaldino continuare a sostenere che si sta risanando alitalia-lai.Questa è la condizione minima imposta da bruxelles.Questi qui(i Nostri),da buoni attacchini dei politici(non dimenticate che l'incontro decisivo tra caimani e piloti e sindacati è avvenuto a casa di Veltroni!)di due compagnie ne hanno fatta mezza, che fa e disfa a suo piacimento, mentre chi dovrebbe controllare (ENAC) ci fa sapere che è solo un'agenzia dipendente dal ministero dei trasporti.Dove c'è un tale che si chiama Matteoli, ricordate? In quanto all'analisi economica fatta nell'articolo; a)quali sono i costi non ricorrenti caricati eccezionalmente nel primo semestre?(facciamo sempre finta di non sapere che alitalia-cai gli aerei non li compra ma se li fa affittare da carlo toto, il super nostro,nonchè grande amico dei ds?;) b) anche ammettendo che AliCaimana perda normalmente in tre semestri e va in pareggio in estate (Aridatece Cimoli!), sono sempre 180-200 milioni di euro di perdite,su neanche 4 miliardi di fatturato,operando in monopolio,sotto scorta di politici,banchieri,sindacati e enti di controllo; c)il piano fenice è stato cambiato in corsa tre volte,eppure è su quello che hanno avuto l'assenso da bruxelles,come dire....se son rose fioriranno! Ma sì, fermiamoci qui, dai sabelli, facci vedere di che pasta sei fatto....

 
28/10/2009 - C'entra poco ma ci sta (Antonio Ferri)

Il commento di Daniele noveseinove è largamente condivisibile, in più vorrei far presente che il master plan di Fiumicino presentato recentemente a Palazzo Chigi, prevede lo sviluppo dell'aeroporto nella parte nord in cui la famiglia Benetton (altri coraggiosi della cordata Cai) sono proprietari di alcune migliaia di ettari di terreno (tenuta Maccarese ed altri) che verrebbero così ben valorizzati con la costruzione di opere a carico del contribuente (strade, autostrade, ferrovie, sanità, VVFF, Pubblica Sicurezza, ecc) consentendo ai suddetti laute plusvalenze. Non c'è che dire, i Benetton hanno avuto vista lunga; azionisti della nuova Alitalia, maggiori azionisti di ADR (gestori di Fiumicino), proprietari dei terreni su cui si svilupperà l'aeroporto di Fiumicino. Adesso è un po più chiaro il perchè di certe scelte fatte nel passato dai "coraggiosi" e poi, in caso le cose con Cai andassero male, c'è sempre AF pronta a rilevare tutta Cai, in definitiva a loro interessa solo il traffico passeggeri e così l'avrebbero mentre ai contribuenti (naturalmente per solidarietà) spetterebbe l'onere di qualche migliaio di cassintegrati in più.

 
28/10/2009 - No che non lo si può credere (Noveseinove Daniele)

Questa è un analisi che non tiene in conto affatto del contesto. Questa "soluzione" di risanamento NON ha ragioni di business direttametne correlati alla compagnia. La trattativa tra governo e "patrioti" s'è tenuta su una tavolo in cui si giocavano molte altre partite parallele, per esempio sulle autostrade (a proposito: ma di quel curisos personaggio che si chiama Palenzona non parlate mai?) E buona parte dei giocatori sono dei bari conclamati. Non mi riferisco (solo) al governo. Il risanamento della compagnia sarà eventualmente compiuto - come in parte è già avvenuto - con una serie infinita di protezioni, sussidi più o meno mascherati e favori che mai sono stati concessi ad altri. A farne le spese , in questa come nella stragrande maggioranza delle privatizzazioni italiane (che sarebbe più opportuno chiamare furti) saranno lavoratori, clienti e contribuenti. Insomma i cittadini.