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LAVORO/ Il posto fisso non esiste più. Dove cercare sicurezza e stabilità?

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I lavoratori che cambiano lavoro si possono sostanzialmente suddividere in due grossi gruppi: coloro che pur cambiando non hanno grossi problemi, trovano occupazione in un percorso di carriera contrattuale stabile o in crescita, circa l'80% della popolazione osservata (andando verso contratti di maggiore stabilità nel tempo), e coloro che rimangono intrappolati in contratti flessibili o peggiorano la loro situazione, il rimanente 20%.

 

Sono dati che evidenziano l'esigenza di un sistema integrato di tutele economiche e di servizi da riprogettare ponendo al centro la persona. È un percorso già tracciato in alcuni punti del libro bianco del Ministero del Lavoro e attuato nelle politiche di intervento di alcune regioni (il programma della "dote lavoro" della Regione Lombardia ne rappresenta un esempio concreto).

 

La storia degli ultimi anni e l'esperienza della crisi economica in atto rafforzano l'esigenza di un intervento strutturale per sostenere le persone nei propri percorsi lavorativi in un’ottica di responsabilità e valorizzazione dei diversi attori del mercato (Istituzioni, Organizzazioni di servizio, imprese e lavoratori), una riforma che per porre al centro la persona si fondi su una concezione del lavoro come azione volta a cercare di offrire risposte agli infiniti bisogni propri e degli altri.

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COMMENTI
28/10/2009 - Chi fa da sè ... (GIORGIO GAVINEL)

Purtroppo o per fortuna lo "Stato mamma" non esiste più e non può esistere in un contesto socio economico attuale. Sono profondamente irritato lalle affermazioni demagogiche del ministro Tremonti e da chi le sottoscrive. La globalizzazione e l'evoluzione tecnologica hanno provocato una radicale trasformazione del mercato del lavoro che costringe tutti i livelli a rimettersi in discussione. Dobbiamo prenderne atto e cercare soluzioni individuali e/o collettive che ci permettano di affrontare questa realtà. Cambiare periodicamente lavoro non riserva solo aspetti negativi. Prima decidiamo di affrontarlo e meglio è.

 
28/10/2009 - Posto fisso (Pierluigi Assogna)

Perfettamente d'accordo. Quello che serve è la ragionevole certezza di un reddito dignitoso, la presenza diservizi sociali che possano sostenere la flessibilità, che è certamente un grande valore, e a cui non si può rinunciare.