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SCENARIO/ Cirino Pomicino: Tremonti? Non c’entra l’Irap, ma 5 anni di scelte sbagliate

tremonti_vittimaR375.jpg (Foto)

 

 

 

È ovvio. Non ci sono il rigore da una parte e la crescita dall’altra. La crescita è l’unico modo per risanare i conti pubblici. Il rapporto deficit/Pil è un rapporto tra la spesa e la ricchezza, cioè il prodotto interno lordo. Ma se il Pil non cresce o cresce in maniera insoddisfacente, come fa l’altro a ridursi? Sembra semplice, ma la realtà è che la politica economica è una cosa troppo seria per lasciarla fare ai tecnici. Bisogna lanciare l’allarme: salvate il soldato Italia.

 

Via dunque alle riforme. Cosa deve fare Berlusconi?

 

Ridurre la pressione fiscale su imprese e famiglie. Questa è la riforma da fare subito, quella che può attivare i consumi e gli investimenti privati e dunque avviare uno sviluppo virtuoso. Naturalmente nessuno pensa di finanziare la riduzione delle tasse in disavanzo; ma ritengo che si possa farlo recuperando risorse all’interno dello stesso bilancio dello stato. Gli spazi finanziari per farlo ci sono.

 

Si può rendere più efficiente la macchina dello stato tagliando la spesa inefficiente.

 

Ma non si può risanare solo a suon di tagli, perché se Tremonti taglia 15 miliardi di euro in tre anni, come ha fatto la sua finanziaria, deve anche avere la pazienza di dire quali sono le funzioni che non devono più svolgersi. Va bene arginare lo spreco, ma questo può ammontare massimo a due o tre miliardi. Non possono essere 15 miliardi. Se lasciamo intatte le funzioni che le amministrazioni centrali dello stato devono svolgere ma togliamo loro i fondi alimentiamo il debito sommerso. Perché non parliamo dei debiti della Pa verso terzi, che al 31 dicembre 2007 erano apri a 70 miliardi?

 

In effetti è una cifra esorbitante, che tiene dentro anche il gettito Irap.

 

Con la differenza che il privato creditore non può farsi valere e può solo aspettare, ma quando ad essere creditore è lo stato, se il cittadino non paga entro i termini prestabiliti si attivano i procedimenti. E nell’ultimo decreto anticrisi si dice che i debiti pregressi della Pa possono essere pagati dopo un nuovo monitoraggio straordinario. L’ultima trovata inaccettabile per guadagnare altro tempo.

 

Come si risolverà lo scontro sulla politica economica che divide Tremonti dal capo del governo?

 

Non si risolverà, perché Berlusconi è attaccato su tutti i fronti, ha paura della Lega e non ha il coraggio politico di sollevare Tremonti o imporgli una linea di politica economica alternativa. Il fatto più preoccupante è che ad esonerare Tremonti dovrebbero essere i risultati di cinque anni di politica economica che non ha portato il paese da nessuna parte. Ma questo non avviene.

 

 

 

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COMMENTI
29/10/2009 - L'economista POMICINO (celestino ferraro)

Andiamo, non vorrete farmi credere che Pomicino sia uno capace di emulare Keynes: non è stato all'altezza quando faceva il ministro del Bilancio (sbilanciatissimo), perché dovrebbe essere il mentore di Tremonti? Direbbe Frassica (Quelli della notte): è implicito, lo dice il nome stesso: Ex re nomen habet. CF

 
28/10/2009 - Da che pulpito Pomicino.. (Gianbattista Pasinetti)

Veramente, pensando alla "prima repubblica" mi viene solo in mente un disavanzo pubblico stratosferico che tutti i governi che si sono succeduti hanno ereditato e che continua tutt'ora a frenare le nostre possibilità di sviluppo e se ben ricordo in certi anni ho visto anche l'inflazione viaggiare oltre il 20%.. Era colpa di Tremonti anche allora? Poi forse Cirino Pomicino dovrebbe farsi prima perdonare altre cosette... non è così? Buon lavoro a tutti!

 
28/10/2009 - aumentare la domanda di beni di prima necessità (attilio sangiani)

a mio parere non vedo perchè chiedere la diagnosi ad un medico ,corresponsabile della malattia del paziente Italia,che è l'enorme debito pubblico.Dannosissimo non solo per la difficoltà di ridurlo e lo spread con i titoli esteri,ma per i gravi danni che ha prodotto da subito : infatti lo spreco del passato ha impedito di investire preziose risorse nelle infrastrutture che ci consentirebbero di sostenere la concorrenza estera( ferrovie,strade,vie del mare,innovazioni tecnologiche,ospedali efficienti in "tutte" le regioni,servizi pubblici rapidi,precisi,poco costosi,giustizia veloce e "non politicizzata",uso intelligente delle risorse idriche,delle fonti alternative di energia,ammodernamento della agricoltura,ecc.). Ora ne paghiamo lo scotto.A questo punto della crisi e del debito penso che l'unico provvedimento possibile e utile sarebbe ridurre la pressione fiscale sulle famiglie con l'adozione immediata dello "splitting" . Ciò farebbe aumentare i consumi di beni e servizi prodotti quasi esclusivamente in Italia,compresa la edilizia. L'indotto rimarrebbe nel Paese con effetti di moltiplicazione e di accelerazione. Solo in un secondo momento vedrei la riduzione dell'IRAP,( praticamente un doppione dell'IVA ) che penalizza l'impiego di manodopera e non tanto di materie prime. Mi sembra poi già in atto la detassazione degli utili reinvestiti,per incentivare gli investimenti delle imprese.

 
28/10/2009 - TREMONTI-POMICINO (ARRIGO MASINELLI)

MA DOVE SONO FINITI IL QUOZIENTE FAMILIARE E IL BUONO SCUOLA ? SOSTENERE LA FAMIGLIA E L'EDUCAZIONE VUOL DIRE ANCHE FAR RIPARTIRE L'ECONOMIA, FACENDO "RIPARTIRE" LA SOCIETA' CIVILE E SOSTENENDO I COSIDDETTI CORPI INTERMEDI. BERLUSCONI E TREMONTI SVEGLIATEVI !!!!!!!!!!!!

 
28/10/2009 - Cirino Pomicino (forno lodovico)

Ha ragione! Chiedo volentieri scusa a Cirino Pomicino per il tono finale del mio intervento (il contenuto comunque rimane). Lodovico Forno

 
28/10/2009 - SCELTE ECONOMICHE SBAGLIATE SÌ, COSTRETTI DALLA NO (Di Tolve Vincenzo)

Ciro Pomicino, canta da Rap stonato, ma afferma la verità che la rovina del nostro Paese, sono stati proprio quei Politici della Prima Repubblica, che castra l’economia! Tremonti e Berlusconi come possono trasformare un Paese Industrializzato che, da agricolo e col 84% analfabeti (Lucania) ha costruito solo cattedrali nel deserto solo per frenare e ringraziarsi con il clientelismo quei cittadini che oggi sono alla soglia del 40%? Casini è l‘esempio col suo Centro, erede di Ciro che, ovunque cedono per consensi, vizio del passato che, se guardate la Lucania, con poco più di 600.000 abitanti, avranno di certo il doppio d’assegni d’assistenza, oppure, la Sicilia, Calabria e Puglia, quanti assunti per nepotismo negli enti Pubblici o in Rai quasi tutti Funzionari e Direttori, chi paga? Tutto questo, senza aggiornarsi con infrastrutture non sapendo programmare ed aggiornare i 4 Codici Civili e Penali e Riforme strutturali, compreso quando nella costruzione dell’Autostrada del sole l’A1 non sapevano dell’evoluzione e di quadruplicarla? Che cosa dire che, negli anni ‘70 che il 75% per cento delle merci viaggiano su gomme? Provate a rileggervi la relazione del mio amico Bruno Morosilio, al convegno Uiltrasporti di Ariccia, ebbene, sbaglio che, abbiamo oltre 3500 km di coste, forse, meglio dire che non volevano toccare gli interessi della Fiat - Agnelli - Pirelli? Cosa dire della centrale di Caoso costata oltre 200mld€ per costruirla e smantellarla?

 
28/10/2009 - cirino... giulio (roberto fantechi)

seguo il commento precedente... da buona prassi italiana cirino dà addosso a giulio... il commentatore dà addosso a cirino... evviva! così a questo modo non si arrive da nessuna parte.... e siamo fermi da 15 anni, la recessione ha solo esacerbato il problema... così il conundrum ci tiene prigionieri... quando lo si è, prigionieri, che fare? le catene vanno spezzate... ci vogliono uomini coraggiosi e lungimiranri, non mezze tacche che sono preoccupate da problemi o personali o disopravvivenza... abbassare le tasse ad imprese e persone... e vai! tagliare con coraggio e neutralità di obiettivi... e vai! alternative? spiattellatele... e vai! ma basta dire sì e no allo stesso tempo e denigrare le parti opposte... saluti

 
28/10/2009 - Sembra facile... (forno lodovico)

Non sono d'accordo con il punto di vista dell'intervistato sulla strategia contro la crisi. Dare una valutazione così sicuramente negativa, in corso d'opera di una crisi la cui gravità non era possibile prevedere, mi sembra che tradisca una sbrigativa voglia di criticare, anzi di dare addosso, solo per un antipatia pregressa. La crisi non è finita e le sue conseguenze non sono ancora tutte chiare. Pertanto giudicare adesso è prematuro. Fare del senno di poi mi sembra anche un pò banale come esercizio. Condivido il giudizio che il tallone di Achille di Giulio Tremonti è nella sua formazione, a mio avviso, tipica del controller dei conti di una azienda multinazionale. Conoscono bene i numeri, non conoscono i processi ed a volte operando dall'alto si vede bene la direzione che i numeri dell'azienda dovrebbero avere, ma non si sa come realizzarlo agendo sui processi. Questo porta a strategie a volte controproducenti. L'avvento però di un tecnico di questo genere rispetto ai "politici" precedenti è sicuramente un miglioramento. Se in decenni di amministrazione Dc si fosse avuto lo stesso scrupolo sui conti oggi non saremmo così zavorrati dai debiti. Cirino Pomicino appartiene a questa era di totale irresponsabilità contabile. Cordiali saluti, Lodovico Forno

RISPOSTA:

Mi sembra utile che il Sig. Forno guardi i risultati dei tre anni del governo Andreotti- Carli-Pomicino scritti sui bollettini della Banca d'Italia e vedrà che quel governo per la prima volta azzerò il bilancio primario, quello al netto degli interessi, nel 1991, anno in cui il debito era del 98% del Pil. Dopo la cura dei tecnici in questi 15 anni, dopo 16 manovre finanziarie, 160 miliardi di ricavi per la vendita di aziende pubbliche il debito è ad oggi il 115% del Pil. Ognuno è libero, poi, di pensarla come vuole ma i dati sono la verità incancellabile. Cordialità, Paolo Cirino Pomicino