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FINANZA/ Le Borse perdono? Aspettate di vedere la “follia di marzo”…

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Ciò che ancora non sapete è, invece, quali sia il sentiment e il modus operandi dei grandi broker e grandi gestori di fronte a questa situazione di scollamento tra mercati ed economia reale, ovvero Borse che sembrano continuare a tirare e dati macro che parlano la lingua della crisi più nera. Primo, il monetario. Nelle segrete stanze delle grandi banche d'affari della City c'è ormai una certezza: la sterlina, da qui a marzo, scenderà sotto la parità con l'euro e più precisamente si pensa a una fluttuazione attorno allo 0,95. Un euro così forte, ammesso che la debolezza del dollaro prosegua a questi livelli, significa una zavorra per l'export dell'eurozona: speriamo che alla Bce abbiano analisti in gamba come quelli della City.

 

Secondo e più grave da un certo punto di vista, il mercato è pericolosamente sovrabbondante di cash a costo zero. Girano, insomma, quantità di soldi spaventose e siccome mantenere cash o mettere in banca è follia quando si parla di centinaia di milioni si continua a restare in giostra sul ciclico: si esce quando si pensa che ci sia il tonfo, ma dopo tre giorni si torna a investire. E a fare tanti, tanti soldi. Il portafoglio medio di un grosso gestore di una banca d'affari, prima della crisi, era tranquillamente di 800 milioni di dollari. Durante il grande tonfo, si era assottigliato a 250. Ora si torna a viaggiare su cifre di 500-600 milioni di portafoglio: il 20% circa resta cash, il resto rimane in circolo.

 

Il perché è presto detto: con i tassi a zero e i governi che pompano stimoli stampando denaro dal nulla è chiaro che ci si trova di fronte a una sovrabbondanza di denaro, il cosiddetto “muro di liquidità” e questo permette ai mercati di viaggiare spesso come locomotive nonostante “main street” faccia i conti con una depressione spaventosa. E questo è destinato a perdurare visto che la messe di denaro è tale da mantenere i book liquidi ancora per un po' e soprattutto perché né la Bce, né la Bank of England, né la Fed hanno la minima intenzione di alzare i tassi a breve.

 

Tutto questo denaro, però, sta creando una bolla spaventosa che prima o poi è destinata a scoppiare, sia in caso di rialzo dei tassi, sia per un'inversione dei corsi che potrebbe essere garantita da un'altra - molto probabile - crisi bancaria ad inizio del prossimo anno dettata da svalutazioni che i vari CeO definiranno con viso contrito “inaspettata”.

 

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COMMENTI
29/10/2009 - Purtroppo...le cipolle lasciano l'alito cattivo (Roberto Alabiso)

Purtroppo le Sue ipotesi non sono così peregrine. Ad intuito anche a me pare che qualcosa non torni. Speriamo che tutti quelli che la pensano come lei possano sbagliare. Comunque il mio carissimo amico Filippo, una sera dell'anno scorso in questo periodo ebbe a dire; Vorrà dire che mangeremo pane e cipolla,anche così potremo essere felici! Magari ci puzzerà un pò l'alito, ma sicuramente impareremo a dare "valore a ciò che vale". Cordiali saluti resto sempre un Suo fan

 
29/10/2009 - pil americano del terzo trimestre. (maura del torrione)

Il dato sul Pil americano è stato veramente una sorpresa? Da tempo dicono che la crisi è in frenata e, forse, nonostante i pessimisti come lei è vero. Forse dovrebbe rivedere le sue posizioni. grazie

 
29/10/2009 - pil americano (roberto fantechi)

terzo trimestre + 3.5%.....correggere articolo....grazie

RISPOSTA:

Caro Fantechi, nell'articolo viene citata la stima fatta da Goldman Sachs sul Pil del terzo trimestre americano. Il dato reso noto oggi e da lei ricordato ha in effetti suscitato sopresa andando oltre le previsioni degli analisti che, ovviamente, non spetta a noi correggere.

 
29/10/2009 - La bella notizia è che tutto passa. (claudia mazzola)

Quando c'è una crisi in atto la gente è lamentona più del solito, ma non è la crisi che fa l'uomo è il lamento che fa la crisi.

 
29/10/2009 - aspettando marzo (Fabrizio Terruzzi)

quando sono malato non mi preoccupa tanto la malattia quanto il dottore che dovrebbe curarmi, così è per questa crisi. Che poi basterebbe un po' di buon senso e di prudenza. Fabrizio