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Economia e Finanza

CRISI/ Il trader: ecco cosa ho imparato dal crollo del gigante Lehman

La testimonianza del blogger e trader BUDDY FOX sul giorno del giudizio dell’economia mondiale, il 15 settembre 2008. Dopo le profonde cicatrici inferte dal “botto” la rinascita di un uomo che ha una grande esperienza da raccontarci

Lehman_croce_rossaR375_15sett08.jpg(Foto)

In Italia è il mattino del 15 Settembre 2008 quasi magicamente, o meglio, maleficamente, la Lehman Brothers scompare dalle cartine della geografia finanziaria mondiale. Esattamente sette anni dopo le Torri Gemelle, un altro botto spaventa l’America, il mondo e tutta la popolazione finanziaria, portafogli annessi. Come per le Torri, anche questo è stato un botto improvviso. Nel 2008, per la finanza ormai caduta a valle, si apre un’ulteriore voragine che risucchia istantaneamente il gigante Lehman e con lei, un’intera platea di investitori attoniti ed impotenti di fronte al tragico imprevisto.

Gli shock che non si dimenticano, o come diceva il mio gran maestro (e prima di Lui il Professor De Maria) gli eventi entelechiani, proprio per la loro natura, sono imprevedibili e lasciano cicatrici indelebili nell’anima e nel portafoglio. Dopo quella tragedia, la retorica era in fila ad accusare e spiegare che tutto era inevitabile ed era stato previsto. Peccato che nella vigilia, di richiami non se ne fossero sentiti anzi, molti erano in ginocchio al santuario della finanza (alla FED), a chiedere clemenza e pietà. Quasi nessuno credeva al fallimento, lo dimostra l’investimento che il guru Soros aveva fatto pochi giorni prima sulla banca in questione. Lo dimostra il salvataggio dei due “ballerini di Broadway Fannie e Freddie”, accaduto giusto qualche giorno prima e che alimentava concrete speranze nel “Too big to fail”. Nessun gigante sarà lasciato al proprio destino. Questa era la palese dimostrazione che sui mercati, anche se i segnali si possono in qualche modo intercettare (meglio interpretare), l’incognita e l’imprevisto rimangono la regola.

La mia storia professionale, battezzata con la svalutazione del Peso messicano e dopo aver superato nell’ordine: crisi asiatica, russa, Lewinski, bolla internet e caduta delle Torri Gemelle, affronta il passaggio all’età adulta con la messa in pratica del mio studio sulla prossima svalutazione del Dollaro contro Euro. Per la cronaca era il Settembre del 2002 (giusto 7 anni fa) ed il Cross quotava circa 0,94. Nonostante qualche sofferenza, la previsione diventò realtà, il Cross superò il mio obiettivo di 1,40. Il 2006 fu l’alba di una nuova avventura, la continua discesa dello Yen contro le principali valute del sistema fu la spia di un’irrazionalità nascente. Da lì nacque un nuovo studio, l’intuizione e cioè la correlazione tra il buon andamento delle borse a braccetto di una corale e generalizzata speculazione rialzista controbilanciata dalla debolezza della moneta giapponese, quello che fu poi chiamato “Carry Trade”. Nel 2007 si raggiunsero picchi assoluti, estremi, ma come insegna Keynes «l’irrazionalità può durare più a lungo di quanto sia la disponibilità del tuo portafoglio».

Nella Primavera/Estate dello stesso anno, il primo vero allarme: Bear Stearns è costretta a chiudere due suoi Hedge Fund, scoppia la bolla dei mutui Subprime. Le borse accennano momenti di nervosismo, e così lo Yen dà i primi segnali di risveglio, un antipasto di quanto sarebbe accaduto l’anno successivo. La mia convinzione era in crescita. Il 2007 si chiude fiacco, con pochi morti e qualche ferito. Il 2008 si apre pieno di dubbi e la consueta liturgia di speranza ed ottimismo per il futuro, ma nessuno immaginava quanto l’anno nascente avrebbe sconvolto il sistema finanziario mondiale.


COMMENTI
04/10/2009 - Volpe e Volpino. (leonardo tomat)

Vero, la sua profezia si è avverata il mercato nostrano ha realizzato in 6 mesi un rialzo mai visto prima. Il perchè e soprattutto il per come di questo rialzo è altra faccenda. Un anno esatto per prendersi una cardiopatia da esaurimento nervoso e avere un ptf negativo per il 12%. Non entro nel merito dei post targati "io compro" anche se devo dire che i consigli di ottobre/novembre su ucg mi fanno molto ma molto pensare sulla Sua effettiva capacità di gestire un patrimonio privato. molto. Ma l'ha sfangata e allora diamo a cesare quel che è di cesare. Perchè ho scritto? Ho scritto perchè penso di essere un suo coetaneo, come Lei ho un blog, come Lei mi sono occupato di gestioni patrimoniali salvo poi scegliere un altra strada. Lei scrive che "Quello che ho imparato da quest’esperienza non è la presenza dell’imprevisto e della sorpresa, quello lo sapevo già, ma che quel che conta è sopravvivere, esserci ogni giorno, e non guadagnare o straguadagnare, ..." Vero anche questo. Ma mi chiedo nei precedenti 10 anni (Lei dice di aver passatto indenne la crisi del '98) questo concetto non le era ancora diventato chiaro? Buona Giornata.

 
04/10/2009 - Volpe o Volpino? (leonardo tomat)

Leggerla mi ha divertito, saperla custode di patrimoni altrui un pò meno e curioso come sono ho scoperto il suo blog. Quella che Lei chiama campagna di sensibilizzazione "io compro" in realtà iniziò lunedì 29 settembre 2008. Iniziava con un dichiarazione di guerra che di primo acchito mi ha fatto pensare ad un dilettante che fa un uso smodato della monetina. ma Lei è un gestore patrimoniale che riceve pacche sulle spalle da suo superiore e me ne scuso. Dicevo iniziava così (spero non si offenderà se posto direttamente, in caso contrario la redazione ha le mie generalità e potrà avvanzare tutte le richieste che riterrà più oppurtune) "Oggi 29 Settembre 2008, io Bud Fox compro e metto tutta la liquidità rimasta disponibile. Avremo un panico maggiore? Forse si, ma quest'area e questo sentiment sono troppo appetibili, e se tanto da qui si andrà a picco, tanto sarà recuperato in fretta". "... compro e metto tutta la liquidità rimasta disponibile...". una vera dichiarazione di guerra come dicevo, quando i suoi colleghi battevano in ritirata. Da quel giorno il mercato nostrano scenderà, dopo aver già smarrito per strada un 35% abbondante dai max del 2007, di un 50% abbondante per altri 4 mesi con un involuzione finale ben + profonda e rapida dell'immediato post lehman. Ad oggi i valori di indice sono a - 12% rispetto a quella dichiarazione di guerra. come diceva Lei "... se tanto da qui si andrà a picco, tanto sarà recuperato in fretta...". continua ...