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NUCLEARE/ Anche Westinghouse (Usa) entra in partita. Ma chi la blocca ora sono le Regioni

Pubblicazione:lunedì 5 ottobre 2009

chu_scajolaR375.jpg (Foto)

 

 

Nel corso della trasferta negli Stati Uniti, dopo qualche mese, forse con inescusabile ritardo e su sollecitazione americana, sono stati firmati un memorandum sulla cooperazione nella ricerca e sviluppo nel campo del nucleare civile e la “dichiarazione congiunta” fra i governi statunitense ed italiano in materia di “cooperazione industriale e commerciale nel settore dell’energia nucleare”.

In questa collaborazione  Italia-Usa, pur nella genericità dei testi firmati, ci sono almeno tre aspetti che incidono nel risiko industriale nucleare italiano. Innanzitutto, alla tecnologia Epr francese da 1600 MW (Areva) si affianca ora quella dell’ Ap1000 da 1100 MW: si delinea una minimale competizione tecnologica che assicura qualche elemento di flessibilità sulle dimensioni della centrale in termini di potenza e di collocazione nei siti. Si apre infatti la possibilità per Westinghouse e General Electric di partecipare alla necessaria convalida delle rispettive tecnologie e di presentarsi ad eventuali gare, anche se sei mesi di ritardo avvantaggiano probabilmente Areva.

Il secondo elemento riguarda la genovese Ansaldo, che si assicura il ritorno a pieno titolo nella partita nucleare, grazie all’accordo con Westinghouse divenendone il principale cooperatore industriale per l’Ap1000, non solo per eventuali impianti nazionali ma anche per quelli cinesi o altre realizzazioni.

Una terza interessante questione, più incerta nelle sue conclusioni, riguarda lo spazio che si apre per altre Utility, differenti dalla cordata Enel-Edf: questi partner ancora non sono venuti allo scoperto, ma i candidati, anche europei, non mancano: in prima fila forse Eni.

Il ministro Scajola ed il suo staff proseguono quindi nella loro marcia: porre la prima pietra nel 2013 e immettere i primi chilowattora in rete entro il 2019. ma, salutato Chu e rientrato a Roma, il ministro ha ritrovano gli ostacoli di casa: sono già dieci le Regioni che hanno presentato ricorso alla Corte costituzionale contro la legge (n. 99 dello scorso luglio). La strada dell’atomo richiede il presidio di molti fronti. Oltre agli accordi internazionali urgono più che mai azioni di informazione, divulgazione e compensazione con la collettività nazionale. Il “nucleare” è sicuro e maturo, ma la via per il suo rilancio non è una passeggiata.

 

 



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COMMENTI
05/10/2009 - necessità di chiarimenti (Luisa Memore)

perfettamente d'accordo sugli ultimi capoversi: occore maggiore informazione; per esempio urge sapere come e dove verranno smaltite le scorie. Visto che il nucleare è "sicuro e maturo" non si capisce perchè sul tema ci sia tanta reticenza...