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NUCLEARE/ Anche Westinghouse (Usa) entra in partita. Ma chi la blocca ora sono le Regioni

Il ministro Scajola ha firmato con gli Usa un protocollo di intesa in campo nucleare. La partita italiana, dopo l’accordo Enel-Edf, alla tecnologia Epr francese (Areva) affianca ora quella di Westinghouse. Con partner Ansaldo. Ma le incognite maggiori rimangono tutte in casa nostra

chu_scajolaR375.jpg (Foto)

La scorsa settimana una delegazione governativa italiana, guidata dal ministro Claudio Scajola, si è recata in visita a Washington per incontrare il Segretario generale dell’Energia Steven Chu ed il suo staff: tema centrale un accordo quadro in materia di energia nucleare, per creare la base di collaborazioni di natura innanzitutto industriale e commerciale.

Gli Stati Uniti d’America hanno dato sempre risalto esplicito all’amministrazione pubblica delle politiche energetiche: il Doe (Department Of Energy) ha mantenuto infatti negli ultimi decenni un ruolo centrale nelle politiche nazionali ed internazionali americane. Nonostante questo, quel paese non è certo un esempio virtuoso. Due sono i problemi principali: eccesso nei consumi ed elevate emissioni nell’ambiente. Dalle auto ai frigoriferi, i consumi specifici di energia degli americani sono ancora molto alti e fuori controllo. Le molte centrali a carbone o a olio sono inefficienti e le emissioni di CO2 troppo elevate. Gli Usa sono quindi destinati a scegliere una politica che opti con decisione sia per l’efficienza energetica che per fonti di produzione che limitino le emissioni della CO2 in ambiente investendo sulle energie alternative, ovvero nucleare e rinnovabili. In questo scenario, Obama ha collegato la nuova politica energetica con la creazione di investimenti in infrastrutture e occupazione per nuove tecnologie.

Il Doe è il regista di questa politica e l’attuale segretario Steven Chu, nominato da Obama, ha ulteriormente incrementato il ruolo del “suo” dipartimento, sia per la personale autorevolezza che per la spinta sul tema energetico voluta del neo presidente. Il valore della visita di una delegazione governativa italiana è perciò tutt’altro che un episodio secondario.

Da parte sua, sul versante dell’energia il governo italiano si trova soprattutto nella necessità di mettere in pratica il percorso per il rilancio della produzione di elettricità con fonte nucleare ed il cammino è indubbiamente complesso e richiede di procedere a tappe forzate.

In questo senso, le alleanze con paesi che già operano nel settore sono un passaggio irrinunciabile. Lo scorso 24 febbraio i capi del governo francese ed italiano hanno firmato un accordo in materia di formazione e ricerca. A margine di esso, Enel ha sottoscritto con Edf un impegno per la realizzazione di quattro centrali in Italia (il relativo veicolo societario, denominato “Sviluppo Nucleare Italia”, è stato costituito lo scorso agosto). La tecnologia scelta è quella resa disponibile dal colosso industriale francese Areva e che è nota con il nome di Epr.

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COMMENTI
05/10/2009 - necessità di chiarimenti (Luisa Memore)

perfettamente d'accordo sugli ultimi capoversi: occore maggiore informazione; per esempio urge sapere come e dove verranno smaltite le scorie. Visto che il nucleare è "sicuro e maturo" non si capisce perchè sul tema ci sia tanta reticenza...