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ECONOMIA REALE/ 9. Cinque per uno, la moltiplicazione che può battere la crisi

«Noi abbiamo fatto una scelta forte: ci siamo messi insieme, abbiamo creato un gruppo che va in giro come se fosse un’unica azienda». Sergio Allegro, a capo del commerciale di Künzi Spa, racconta a ilsussidiario.net un caso di successo

lavoro_meetingR375.jpg (Foto)

«Una volta si chiamava regalo aziendale, oggi si parla di marketing relazionale. Lo si faceva in pochi periodi dell’anno, oggi le operazioni di comunicazione dell’immagine sono diventate più complesse, hanno bisogno di una strategia. Noi abbiamo fatto una scelta forte: ci siamo messi insieme, abbiamo creato un gruppo che va in giro come se fosse un’unica azienda». A raccontarlo è Sergio Allegro, a capo del commerciale di Künzi Spa, azienda specializzata nell’oggettistica promozionale, cioè nella vendita di quegli oggetti che le aziende regalano per veicolare la propria immagine. È così che un Victorinox, il classico coltellino svizzero accessoriato che tutti conosciamo, può andare in giro con su impresso il logo della nostra azienda. Ma lo stesso vale per orologi, cravatte, penne.

Cavadini 1960, Bolaffi, Victorinox, Prodir, Mosconi seterie e un’idea imprenditoriale: quella di presentarsi insieme sul mercato, mettendo insieme il portafoglio clienti e dividendo i costi. «Non abbiamo fatto una società che gestisce cinque marchi, ma un’aggregazione commerciale e di comunicazione. Lo spunto è venuto a me. L’idea - racconta Allegro - l’avevo già avuta nel 2002, quando ho aggregato aziende svizzere nella Camera di commercio elvetica. Sì, sono recidivo. L’ho riproposta ai colleghi, abbiamo superato perplessità e diffidenze e ora lavoriamo insieme».

 

Chi siete e cosa fate?

 

Victorinox è svizzera ed è un brand ormai internazionale. Künzi, l’azienda italiana che opera con il marchio,  è italiana ed esiste dal 1936. Cavadini è una storica azienda costruttrice di orologi, Mosconi fa cravatte, foulard e sciarpe, Bolaffi è attiva da più di un secolo nel settore del collezionismo e Prodir è una casa svizzera che produce articoli da scrittura come penne e agende personalizzabili. Tutti e cinque operiamo nello stesso mercato. La più grande è Bolaffi, con un centinaio di dipendenti. Cavadini e Mosconi sono aziende piccole, in cui prevale la dimensione artigianale e sono ciascuna sui dieci dipendenti, mentre Künzi ne ha circa quaranta.

 

Chi si rivolge a voi?

 

Piccole, medie e grandi aziende che acquistano prodotti per scopi promo-pubblicitari, per fare il lancio di un prodotto, far conoscere il brand, fare una campagna di incentivazione. Ci chiedono un prodotto che porti il marchio dell’azienda. Per questo deve essere resistente, bello, di qualità. Quando il cliente viene da noi ci spiega quali risultati in termini di marketing vorrebbe conseguire e noi facciamo una consulenza personalizzata.

 

È stato lei ad avere l’idea di lavorare insieme. Com’è avvenuto?

 

Operando nello stesso settore, ci conoscevamo e questo ha fatto sì che prima di tutto si creasse un solido rapporto personale. Col tempo siamo diventati amici. Ci confrontiamo, facciamo network per le informazioni che riguardano il mercato. Finché un giorno arriviamo alla conclusione che le fiere di settore non ci bastano, che avremmo bisogno di qualcosa in più. Abbiamo prodotti di alta qualità che mediamente costano più degli altri, il cliente deve poterli vedere e toccare, apprezzarli per il loro pregio. E noi dobbiamo poterli spiegare. Da qui è nata l’idea di un roving show, una fiera itinerante tutta nostra con la quale mettiamo insieme il nostro portafoglio clienti. E che si è rivelata lo strumento migliore per trovarne di nuovi.

 

Non avete creato però una nuova società.

 

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