BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

J’ACCUSE/ Alle famiglie italiane mancano 15 miliardi di euro

Pubblicazione:

porcellino_rottoR375_26ago08.jpg

Al contrario, i modelli di welfare prevalenti all’estero da molti decenni prestano grande attenzione alle problematiche della famiglia, a cui vengono destinate quote oscillanti tra il 10 e il 15% di tutte le spese sociali. Anche un Paese ateo e recentemente entrato a far parte dell’Unione europea come la Repubblica ceca nel 2007 ha investito il 16% (cioè quasi tre volte tanto la quota dell’Italia) della propria spesa sociale a favore di famiglie e minori.

 

Ma il dato più eclatante cui giunge la ricerca di famigliaonline riguarda l’entità dell’impegno che l’Italia è chiamata a sostenere per colmare il gap che la separa con il resto dell’Europa. Infatti per riportare la situazione in equilibrio occorrerebbe destinare alla famiglia e all’infanzia risorse pari a 15 miliardi di euro. In pratica, una Finanziaria di medie dimensioni.

 

È chiaro dunque che si rende necessario un cambio di marcia importante. La firma del Trattato di Maastricht, la rincorsa all’euro, i patti di stabilità esterni e interni hanno costretto l’Italia a darsi una regolata sui conti pubblici, ma la riduzione della spesa va ora aggiustata tagliando le rendite improduttive e calibrando la destinazione dei fondi adeguandoli ai nuovi bisogni della società e della famiglia.

 

Scelte politiche che richiedono coraggio e lungimiranza, ma un’opportunità da cogliere subito c’è: visto l’elevato gradimento che sta riscuotendo lo scudo fiscale (le stime parlano di rientri di capitali che possono arrivare fino a 300 miliardi) è auspicabile che non venga lasciata cadere l’intenzione, manifestata dal Governo, di destinare parte di queste risorse extra proprio a favore delle famiglie, a partire da quelle più povere e più numerose.

 

(Marco Tedesco)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.