BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FINANZA/ Gli analisti concordi: gli Usa rischiano una nuova recessione

Pubblicazione:

dollaronaufragioR375_16set08.jpg

Per Kirby Daley, capo stratega al Newhedge Group, «l'America senza l'estensione delle politiche di stimolo e l'estensione dei programmi di incentivo incorrerà verso la fine del 2010 in una recessione a doppia cifra che getterà in uno stato drammatico l'intera economia mondiale». Per Sean Callow, analista monetario alla Westpac Bank, «c'è una seria possibilità di Pil negativo per gli Usa nel secondo trimestre dell'anno prossimo, ipotesi che apre le porte a un orizzonte recessivo. Se a questo uniamo la contrazione del credito dei consumatori e la distruzione dello stato di salute dell'household balance sheet, sarà ben difficile poter governare e condurre una ripresa».

 

Insomma, gli analisti concordando: tagli dei consumi e disoccupazione galoppante sono i veri indicatori di allarme. Chissà che anche Trichet adesso ci sia arrivato. In compenso, però, la Borsa corre e festeggia su queste prospettive. Addirittura, stando all'inserto economico del Corriere della Sera, la maggior parte degli analisti crede a un'ulteriore crescita dei listini anche del 10% entro la fine dell'anno: difficile dargli torto con il clima di euforia vigente e mantenuto in vita dal muro di liquidità a costo zero pompato da governi e istituzioni monetarie.

 

C'è però anche un'altra faccia di questa corsa, una faccia che si palesa poco ma che deve farci pensare. Domenica, infatti, l'inserto Business del Sunday Times svelava in esclusiva che pochi giorni prima la Bank of England e anche altre banche centrali del mondo avevano garantito un prestito di 165 miliardi di sterline a Lloyds Tsb, la quale senza quell'intervento di emergenza sarebbe incorsa a breve «in un pesantissimo rischio da rifinanziamento».

 

Lloyds, infatti, si era lanciata sul mercato per un aumento di capitale da 21 miliardi di sterline al fine di evitare il finanziamento da parte del governo e di fatto la nazionalizzazione ma lo ha fatto mettendo a rischio la sua stessa esistenza: e stiamo parlando di pochi giorni fa, non di quelli immediatamente successivi al crack Lehman Brothers. E parliamo di Lloyds, non di una banca regionale di El Paso o del Wyoming.

 

La follia della crisi non solo non è passata ma è divenuta regola per far profitti maggiori e più in fretta, almeno finché il mercato del toro artificiale reggerà. Per quanto non si può dire con certezza, sicuramente dalla prossima primavera in poi ci troveremo di fronte a scenari molto, molto complessi e differenti.

 

CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO, CLICCA SUL PULSANTE >> QUI SOTTO


< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >


COMMENTI
11/11/2009 - Non esiste una resessione USA (luca pasini)

Purtroppo o per fortuna, a seconda dal punto di vista, se ci sarà recessione sarà globale e non solo USA. Saluti, Luca Pasini

 
10/11/2009 - Catastrofista uguale Comunista (Roberto Alabiso)

Perché mi trovo sempre d’accordo con quanto Lei scrive? Ho provato a darmi una risposta meno esagerata di quella che al potere finanziario, politico economico di lavoratori, cittadini, famiglie, insomma dell’uomo, non gliene può fregà de meno. Un’altra, potrebbe essere, visto la moria degli ordini e la scomparsa di clienti nel mio laboratorio, che sono probabilmente psicologicamente propenso a cercare una specie di conforto, in chi magari mi fa credere, che non è colpa tutta mia se chiuderò bottega, ma della crisi globale, mal comune mezzo gaudio. Poi però, siccome mi è stato insegnato a leggere i segni della realtà, mi rispondo che siamo proprio messi male e ciò che mi preoccupa, è che difficilmente saremo in grado di cambiare qualcosa, la finanza ci sprofonderà ancora di più, già sta succedendo per tutti quelli che hanno perso il lavoro in Europa e in America, ed inoltre tutti brindano e festeggiano ai guadagni delle grandi banche, delle borse e ai bonus da 700.000 dollari, tutti felici che il peggio sia passato, così che penso di essere proprio un emerito deficiente nel continuare a tagliare pezzi di vetro. L’altro giorno, dopo mesi ho preso una commissione di 200 euro, tutto al più avrei potuto stappare una gazzosa, e non sono esageratamente pessimista o meglio, catastrofista, un termine che ora in Italia fa rima con comunista. C’è però da aggiungere e forse già è stato detto, che prima o poi, anche i “deficienti”, nel loro piccolo s’in……. Grazie sempre e buona giornata.