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Economia e Finanza

FINANZA/ Gli analisti concordi: gli Usa rischiano una nuova recessione

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Il dollaro, stimano gli analisti, si rafforzerà anche del 20% mentre la sterlina - e questo potenziale crack bancario appare solo il segnale di una debolezza strutturale del sistema britannico, tanto che la Bank of England sta ormai giocando con il fuoco del quantitative easing e quindi del rischio debito fuori controllo portando il suo programma a 200 miliardi di sterline - entro marzo-aprile andrà a 0,95 sull'euro.

 

Ma il problema non riguarda solo Usa e Gran Bretagna, visto che in un sistema così globalizzato quello dell'effetto domino è il rischio più grande che corrono i mercati: oggi San Paolo-Intesa e Unicredit presentano le loro trimestrali, vedremo un po' come saranno i conti. Di certo gli istituti italiani non si sono mai lanciati in operazioni folli come quelli statunitensi, inglesi o anche tedeschi ma resta il nodo irrisolto di finanziamenti a imprese e famiglie, soprattutto alla luce della scelta dei due istituti di non accettare la strada dei Tremonti-bond e cercare sul mercato - quindi senza vincoli verso il Tesoro - i mezzi per ricapitalizzare e rimettere in sesto le riserve.

 

Non temete, non ci sono casi Lloyds all'orizzonte in Italia ma il problema è che ci sono molti, potenziali casi Lloyds nel mondo: tutti i grado di fare molti, molti danni. E questo lo sanno anche Corrado Passera e Alessandro Profumo. O almeno dovrebbero. Visto che ieri, le agenzie di stampa sembravano voler dar vita a uno scherzo del destino mettendo una dopo l'altra queste notizie di cui riporto il titolo: “Lettonia/ Pil terzo trimestre crolla del 18,4%. Inflazione -0,9%” seguito quattro minuti dopo da “Banche: Unicredit, in Est Europa torneranno a crescere da 2011”.

 

Certo, se riescono a disincagliare i crediti bloccati e trasformati in bad assets dalla gelata della crisi e se il Fondo Monetario continuerà generosamente a pompare soldi. Lì come in Ucraina, Estonia, Lituania ma anche Repubblica Ceca, Romania e Bulgaria: quantitative easing come unica exit strategy sembrano dire i mercati, viste anche le reazioni delle Borse.

 

Peccato che quella sia la strada che porta al default sul debito. Ma d'altronde in un mondo in cui il numero uno di Goldman Sachs si permette di dire al Sunday Times che «le banche stanno facendo il lavoro di Dio» e che «i bonus sono il segnale di ripresa dell'economia», tutto può accadere. Davvero. Anche che nostro Signore da lassù mediti querela.

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COMMENTI
11/11/2009 - Non esiste una resessione USA (luca pasini)

Purtroppo o per fortuna, a seconda dal punto di vista, se ci sarà recessione sarà globale e non solo USA. Saluti, Luca Pasini

 
10/11/2009 - Catastrofista uguale Comunista (Roberto Alabiso)

Perché mi trovo sempre d’accordo con quanto Lei scrive? Ho provato a darmi una risposta meno esagerata di quella che al potere finanziario, politico economico di lavoratori, cittadini, famiglie, insomma dell’uomo, non gliene può fregà de meno. Un’altra, potrebbe essere, visto la moria degli ordini e la scomparsa di clienti nel mio laboratorio, che sono probabilmente psicologicamente propenso a cercare una specie di conforto, in chi magari mi fa credere, che non è colpa tutta mia se chiuderò bottega, ma della crisi globale, mal comune mezzo gaudio. Poi però, siccome mi è stato insegnato a leggere i segni della realtà, mi rispondo che siamo proprio messi male e ciò che mi preoccupa, è che difficilmente saremo in grado di cambiare qualcosa, la finanza ci sprofonderà ancora di più, già sta succedendo per tutti quelli che hanno perso il lavoro in Europa e in America, ed inoltre tutti brindano e festeggiano ai guadagni delle grandi banche, delle borse e ai bonus da 700.000 dollari, tutti felici che il peggio sia passato, così che penso di essere proprio un emerito deficiente nel continuare a tagliare pezzi di vetro. L’altro giorno, dopo mesi ho preso una commissione di 200 euro, tutto al più avrei potuto stappare una gazzosa, e non sono esageratamente pessimista o meglio, catastrofista, un termine che ora in Italia fa rima con comunista. C’è però da aggiungere e forse già è stato detto, che prima o poi, anche i “deficienti”, nel loro piccolo s’in……. Grazie sempre e buona giornata.