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J’ACCUSE/ Sapelli: il mito della crescita e i cattivi “maestri” uccidono le Pmi

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Con una straordinaria capacità di autocontrollo e di lungimiranza da parte del capitalismo familiare nel delegare le funzioni. Non al primogenito se non ne è capace, per esempio. Nel diritto agrario catalano il capofamiglia può scegliere di lasciare la proprietà fondiaria  al figlio più capace, anche se donna, purché in grado di mandarla avanti. L’eccellenza deve nascere in casa.

  

Torniamo alle piccole imprese e ai professionisti. Ce la faranno oppure la crisi per loro sarà l’ultimo atto?

 

Innanzitutto la crisi potrà portare una nuova presa di coscienza della loro qualità sociale: il fatto che sono una parte importante dell’economia e dello sviluppo civile di questa società. Ce la faranno? Questa è un’altra domanda. Non ce la faranno tutti, ma molti nuovi forse sì. Purtroppo lo sviluppo economico è pieno di sofferenza. Forse lo avevamo dimenticato.

  

Possiamo confidare nella capacità di aggregazione dei piccoli?

 

No. Bisogna confidare solo nell’innovazione, come nella speranza che si crei un sistema finanziario non bancocentrico ma fondato su banche, fondi di investimento e private equity. Fatta eccezione per le banche cooperative, le banche capitalistiche hanno dimostrato di essere nemiche dello sviluppo economico. La finanza, mentre parla di responsabilità sociale d’impresa, ha ripreso a macinare utili speculativi, come se nulla fosse accaduto, e a consumare nel forno della vendita i capitali che potrebbero alimentare gli investimenti. Ai piccoli non arriva e non arriverà quasi nulla.

  

La politica cosa può fare?

 

Può fare molto. Sul lungo periodo, cambiare il modello di istruzione: favorire, innovandola, la formazione tecnica a scapito dell’università. È la chiave per ricreare uno spirito favorevole alla piccola e media impresa. I nostri operai specializzati e i nostri periti lavorano e sono ricercati in tutto il mondo, mentre i figli degli imprenditori fanno la caccia ad una seconda laurea, che li parcheggia fuori dalla realtà in attesa di una disoccupazione certa. Sul breve periodo, detassare fortemente l’impresa e il lavoro, tassare i consumi, abolire la spesa pubblica improduttiva. E combattere il pericolo della deflazione.

  

Viceversa la maggioranza di governo ha qualcosa da temere dalle piccole imprese e dagli imprenditori?

 

Per ora no, ma la base sociale che ha votato Pdl al nord potrebbe cominciare a scomporsi, perché dalla rappresentanza bisogna poi arrivare alla decisione politica. Ora c’è la rappresentanza, ma la decisione politica che dovrebbe soddisfare gli interessi rappresentati mostra il fiato corto.

  

C’è, a suo parere, un modello al quale possiamo rifarci?

 

L’Argentina. L’opinione comune è rimasta all’Argentina del default, in realtà è un paese capace di uscire dalle crisi come l’araba fenice. La gente fa comunità e ha fiducia nel lavoro collettivo, occupa le fabbriche, non per fare la rivoluzione ma per metterle in moto quando si fermano. Ma soprattutto, è un paese in cui la gente non aspetta più niente dallo stato, ma tutto da se stessa, dalla solidarietà, dall’amore - nell’accezione di Paolo VI, cioè come forza dello sviluppo - e dall’altruismo. Ed è proprio questo il miglior antidoto alla decadenza morale.

 

(Federico Ferraù)

 



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COMMENTI
11/11/2009 - inverno demografico,bomba implosa,non esplosa. (attilio sangiani)

sono il sesto di tredici figli. Alcuni miei fratelli hanno continuato l'impresa paterna o ne hanno fondate altre. Io mi sono laureato in legge ed ho fatto il docente e,poi,il magistrato. Ora sono in pensione. Quidi parlo con cognizione di causa. Mi pare che si dia poca o nulla importranza all'"inverno demografico". Dove sono le famiglie i cui figli possono far tesoro della "cultura d'impresa " assimilata in famiglia; della frugalità per accumulare il rispsrmio necessario per la innovazione e l'aggiornamento produttivo ? Oggi non ci sono più figli ! Nessuno,uno o due al massimo,che prendono altre strade più comode. Perchè non denunciare la cultura neo-maltusiana,inoculata a piene mani da cattivi maestri,ben forniti di capitali finanziari e di giornali,come quelli del "Club di Roma" ? Perchè non ricordare che fu Aurelio Peccei,alto dirigente Fiat,supportato da Gianni Agnelli,a fondarlo nel 1969 ed a pubblicare nel 1972 tragici proclami contro la "bomba demografica ",con la approvazione dei guru della cultura dominante ? Perchè non ricordare che,con la "apertura a sinistra" ( 1961-62 ) si sono sterilizzati gli elementi di politica per la famiglia : la edilizia popolare ( i fondi Gescal stornati al fondo pensioni); gli assegni familiari lasciati deperire con la inflazione; il fisco a misura di carichi di famiglia,affievolito con la riforma fiscale del 1972 e successivi peggioramenti ? Ha ragione Sabelli :per conoscere le p.m.i. occorre conoscere la famiglia. E sostenerla.

 
11/11/2009 - vorrei sottolineare... (Umberta Mesina)

che qui si parla di pmi E professionisti. Grazie. Era ora. Nel nostro Paese esiste, più o meno chiaramente espressa, l'equazione partita Iva = evasione fiscale. E questo è proprio un problema culturale, prima che economico o politico.

 
11/11/2009 - Commento all'intervista al Sig. Sapelli (Gianluigi Lonardi)

Detassare imprese e lavoro, abolire la spesa pubblica improduttiva e magari avere fondi per investimenti e ricerca, non si può pensare di avere tutte queste cose senza secessione, non si può finchè 4 o 5 regioni devono mantenere tutte le altre

 
11/11/2009 - Speriamo che non si tratti di parole a vuoto. (GIORGIO GAVINEL)

Questa mattina ho ascoltato Corradino Mineo su Rainews24 con ospiti Guidalberto Guidi e Nicola Rossi. Entrambi hanno sottoscritto quanto affermato da Ferruccio De Bortoli rimarcando le grandi difficoltà nel quale si trovano le Pmi. E' risaputo che nel nostro paese gli investimenti in sviluppo ed innovazione sono spesso ridotti ma purtroppo senza innovazione non ci possono essere possibilità di crescita. Mi ha colpito in particolare un'affernazione del Senatore Pd Nicola Rossi il quale ha ammesso lapidariamente: "La Sinistra non conosce nè capisce le Pmi quindi non ha fatto nulla (quando era al governo), la Destra conosce e capisce le Pmi ma non ha fatto niente comunque." Mi piacerebbe che personaggi di tale spessore avessero maggior rilievo politico. Spero non sia una pia illusione.