BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FINANZA/ Il futuro della ripresa si gioca a Pechino

Pubblicazione:giovedì 12 novembre 2009

Cina_CrescitaR375.jpg (Foto)

Secondo i dati del Tesoro statunitense, infatti, la Repubblica Popolare (esclusa Hong Kong) deteneva, a luglio 2006, 700 miliardi di dollari in titoli del debito americano a lungo termine. Di questi, 107 miliardi erano “agency bonds”, ossia pacchetti formati da mutui “garantiti” (più o meno) da qualche entità pubblica statunitense.

 

La Cina ha comprato titoli a lungo termine per 2,5 miliardi di dollari a luglio 2007, ne ha comprati ancora 2,7 miliardi ad agosto quando è scoppiata la bolla dei subprime e addirittura 8 miliardi a settembre, quando le colossali dimensioni del crack erano ormai note a tutti. Il comportamento appare anche più strano se si tiene conto che nel 2002 la Cina acquistò non più di 100 milioni di questi titoli fatti di mutui. Nel 2006, ne aveva 107 miliardi: un aumento del mille per cento.

 

A questo accumulo di debito Usa va aggiunto quello di Hong Kong: la città aveva, a giugno 2006, 13,4 miliardi di titoli Usa, di cui oltre 5 miliardi in mutui confezionati. Il perché di questa politica apparentemente suicida è semplice: Pechino non aveva altra scelta che questo gioco pericoloso per mantenere bassa la sua valuta rispetto al dollaro, mentre contemporaneamente stava accumulando troppi dollari con le sue esportazioni. Ora la camera di compensazione sembra pronta alla chiusura. O all'esplosione.

 

Per questo, più che alle follie della Borsa o ai numeri allegri di Ocse e soci, occorrerà tenere gli occhi aperti sul prossima visita di Barack Obama a Pechino: molto del futuro economico mondiale si deciderà lì. Compresa l'entità e il tempo necessario alla ripresa, che in Cina, almeno stando alle valutazioni sulle commodities, sarebbe già iniziata visto che un aumento della domanda di petrolio da parte del Dragone ieri ha fatto risalire il greggio sopra gli 80 dollari al barile.

 

Quanto sia richiesta e quanto sia speculazione, non è dato a sapersi: le “piscine oscure” sono piene di pescecani in questi giorni.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  

COMMENTI
12/11/2009 - xx (GIORGIO TOSOLINI)

Interessante questo articolo. Speriamo corrisponda al vero che la Cina, finalmente, cominci a pensare seriamente che è necessario rivedere il tasso di cambio estremamente favorevole dello YUAN. La situazione attuale è che in Cina con 1.000 Yuan (circa 100 EUR)al mese di stipendio si vive, conducendo una vita dignitosa e risparmiando pure una buona percentuale, come usano fare i cinesi. In Europa invece 1.000 EUR al mese sono ormai un minimo vitale. C'è qualcuno che sa dire come si fa a competere nel mercato internazionele con uno squilibrio simile?

 
12/11/2009 - cina tutto oro quello che luccica ? (michele fortunato)

allego un commento interessante ma la capacità della cina di passare dalla funzione di vagone a quella di locomotiva deve essere ancora testata. nè catastrofismo nè ottimismo : solo sano realismo !! http://www.politico.com/news/stories/1109/29330.html