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FINANZA/ Il paradosso del default: letale, ma salutare per l’Italia

Euro_Glifo_StrappatoR375.jpg (Foto)

Il perché è semplice. Un eventuale default italiano potrebbe inficiare il valore dell’euro, al massimo, per l’entità complessiva della partecipazione italiana alla Bce, ovvero il 14%: escluso, quindi, un effetto Argentina. Nel caso estremo di uscita dall’eurozona, infatti, l’Italia potrebbe reagire al default svalutando la moneta per rendere conveniente l’export: non avendo più debiti per via del fallimento, sarebbe tecnicamente persino possibile una svalutazione del 50%.

 

Il che rappresenterebbe un incubo per tutti i concorrenti europei poiché, disponendo il nostro paese di imprese in grande quantità e di grande qualità, la svalutazione shock di un’eventuale nuova lira produrrebbe la distruzione del settore manifatturiero di tutti i paesi mediterranei, Spagna , Francia e Turchia incluse, a favore dell’Italia.

 

Inoltre il 50% del nostro debito pubblico è in mani straniere, il che significa che immediatamente i governi inizierebbero a trattare per avere una restituzione anche parziale del credito: poiché esso viene usato principalmente ai fini pensionistici, diversi governi sarebbero disposti a fare di tutto perché almeno il 30% del debito sia pagato, come nel caso argentino. Solo il 15% dei Bot è realmente in mano a investitori italiani individuali, una fetta di cittadini per cui comunque sarebbe possibile approntare una sorta di rete di salvataggio.

 

Nei fatti - e Dio ce ne scampi - dichiarare un default sarebbe un brutto colpo per 5-10 anni, soprattutto perché il fabbisogno pubblico dovrebbe calare enormemente, con un taglio gigantesco della pubblica amministrazione visto che non sarebbe più possibile finanziare nulla se non entro il 45% di pressione fiscale nazionale. Paradossalmente, uno shock durissimo ma salutare.

 

Che non accadrà, salvo una spirale incontrollata della crisi, proprio perché l’euro forse non è uno scudo ma una leva che costringe i nostri partner a salvare noi o qualunque altro membro a rischio di destabilizzazione. Per salvare se stessi.

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COMMENTI
19/11/2009 - default ? (michele fortunato)

1) l'italia nel settembre del 1992 non ha defaultato (lo so è un brutto italiano) allora uscimmo da quello che veniva chiamato il serpente monetario. 2) too big to fail (troppo grande per fallire) è una logica suicida che non possiamo mai accettare. non possiamo accontentarci dei soliti luoghi comuni che l'italiano è risparmiatore che il debito pubblico è nelle mani dei risparmiatori. non possiamo accettare questa situazione come un dogma in grado di creare lo scudo anche per il futuro. l'italiano è sempre meno risparmiatore e con i tassi sotto l'1% la tentazione di buttarsi su investimenti alternativi cresce e qs è un fatto che va considerato. piuttosto bisognerebbe guardare meglio i fondamentali tedeschi che si stanno deteriorando brutalmente per 2 fattori: A)il debito dei laender tedeschi che venivano finanziati tramite euromercato stanno tornando al mittente b) il salvataggio di Hypo real estate sta catapultando sul debito tedesco una massa di debiti colossale. in sintesi noi stiamo male ma gli altri (non solo germania ma anche UK e Spagna) forse stanno se non peggio non molto meglio di noi !!