BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

BORSA/ Analisi tecnica e random walk: due teorie di previsione a confronto

Pubblicazione:venerdì 20 novembre 2009

euro_bussolaR375.jpg (Foto)

L’Analisi Tecnica studia l’andamento dei prezzi nel tempo per prevederne le tendenze future. Studiando i movimenti del passato cerca quindi di prevedere il movimento futuro di uno strumento finanziario (azione, future o valuta). Charles Dow (1851-1902) è considerato il padre di questo tipo di analisi e sui suoi studi si basa ancora oggi l’analisi tecnica moderna.

 

La teoria di Dow si basa su sei punti fondamentali: 1) il mercato è formato da tre tendenze: lungo, medio e breve periodo; 2) queste tendenze si dividono in tre fasi: accumulo, partecipazione del pubblico e distribuzione; 3) il mercato azionario sconta tutte le notizie; 4) il trend di un settore deve essere confermato dall’andamento dei settori collegati; 5) il trend deve essere confermato dal volume; 6) il trend esiste e permane fino a quando non vengono dati segnali opposti, brevi periodi in controtendenza sono dunque normali.

 

Nel 1897 fu lo stesso Dow, fondatore del Wall Street Journal, a sviluppare due indici di mercato: l’Industrial Average e il Rail Average (che attualmente si chiamano Dow Jones Industrial Average e Dow Jones Transportation Average).

 

Logicamente, nell’ultimo secolo e in particolare negli ultimi anni, l’analisi tecnica è sempre stata in continua evoluzione, sono stati introdotti col tempo numerosi indicatori e oscillatori che mirano ad aiutare l’operatore a capire se un trend è ancora in corso oppure se ci si può aspettare un’inversione e sono stati ottimizzati alcuni pattern di prezzo, ovvero particolari formazioni grafiche che hanno una certa tendenza a ripetersi nella storia del titolo e possono fornire spunti sull’operatività futura.

 

Chi, operando in borsa, non ha mai sentito parlare di figure tecniche come canali, triangoli, testa e spalle, bande di Bollinger, medie mobili, supporti, resistenze e breakout? A conoscere l’analisi tecnica sono pertanto in molti, alcune persone basano la propria operatività esclusivamente seguendo queste tecniche, altri ne tengono conto, altri invece non ne vogliono sentire neanche parlare.

 

Dallo studio della teoria macroeconomica sappiamo che i prezzi dei beni, reali o finanziari, nel lungo periodo tengono al loro livello naturale. Ed è proprio questo il nocciolo della questione: cosa succede invece nel breve periodo? I prezzi si muovono in maniera casuale, sono vittime dell’umore degli operatori oppure si muovono a seconda di una conformazione appena disegnata su un grafico? E i prezzi si muovono sempre nello stesso modo oppure il loro comportamento cambia nel tempo?

 

Si potrebbe dibattere per giorni per dare una risposta a queste domande e alla fine del dibattito probabilmente, ogni persona conserverebbe la propria convinzione. Chi segue l’Analisi Tecnica basa la propria operatività aprendo o chiudendo una posizione a seguito del formarsi su un grafico di determinati pattern di prezzo o figure grafiche particolari.

 

Jesse Lauriston Livermore, uno dei più grandi trader dell’inizio del secolo scorso, scriveva: «In qualsiasi epoca le persone hanno sempre agito nella stesso modo nel mercato azionario e delle commodity, questo è stato il risultato dell’avarizia, della paura, dell’ignoranza e della speranza ed è il motivo per cui le configurazioni grafiche e i pattern si formano costantemente. I pattern che i traders e i tecnici osservano sono semplicemente il riflesso di comportamenti umani dettati dalle emozioni».

 

CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO, CLICCA SUL PULSANTE >> QUI SOTTO


  PAG. SUCC. >

COMMENTI
22/11/2009 - teoria di dow (Canna Fabri)

è sempre utile ricordare i "basics" anche se la relativa semplicità della teoria può trarre facilmente in errore chi la sottovaluta e la approccia quindi con superficialita^.

 
20/11/2009 - Random Walk (Gianni Grandi)

Interessanti entrambe i tipi di analisi descritti. L'Analisi Tecnica la conosco, dovrò approfondire alcuni concetti. Sicuramente viene studiata da gran parte degli operatori, quindi i suoi effetti sul movimento dei titoli si fanno sentire, ci sono dei livelli di prezzo a cui bisogna prestare grande attenzione. Anche il secondo modello di analisi descritto, quella dei moti browniani è interessantissimo: effettivamente pare che la borsa in alcuni momenti sia talmente irrazionale. Infine, sono d'accordo nell'affermare che la variabile più importante nell'operatività quotidiana sia proprio modo operativo di gestire il rischio.

 
20/11/2009 - analisi tecnica (diego chiodaroli)

argomenti sempre tecnici ma esposti in maniera comprensibile, ottimi anche per chi si appresta, per la prima volta, a guardare i mercati con maggiore attenzione.

 
20/11/2009 - un po' generalista (ciccio boni)

Ciao, il ricordare teorie del passato puo' far riflettere...magari oggi si è persa un po' la bussola Forse i padri dell'Analisi tecnica c'avevano visto giusto grazie

 
20/11/2009 - Analisi tecnica e random walk (mancuso emiliano)

molto interessante, mi ha dato un ottimo spunto di riflessione.