BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FISCO/ Servizi a persona, famiglia, impresa: le nuove frontiere del welfare

Pubblicazione:

famiglia_bambina_paffutaR375.jpg

 

Il giorno 24 novembre 2009 alle ore 10 presso l’Hotel Nazionale di Roma avrà luogo la presentazione della ricerca “I buoni servizio nelle politiche sociali di alcuni paesi europei. Possibili applicazioni in Italia”.

Lo studio è stato realizzato dall’Università di Genova e dalla London School of Economics grazie al contributo di Accor Services Italia, con l’obiettivo di promuovere anche nel nostro paese un dibattito scientifico sulle possibili forme di defiscalizzazione dei servizi alla persona.

Anche in Italia si parla infatti sempre di più di conciliazione tra lavoro ed impegni familiari. La questione appare della massima rilevanza in quanto il nostro paese presenta due caratteristiche che lo rendono “anomalo” rispetto ai principali paesi industrializzati: un tasso di partecipazione alla forza lavoro delle donne ed un tasso di fertilità particolarmente bassi.

In particolare, lo studio analizza la possibilità di attivare anche in Italia politiche di sostegno della domanda di servizi di cura che – attraverso l’erogazione di “buoni servizio” – aiutino i lavoratori (e soprattutto le lavoratrici) a conciliare impegni familiari ed impegni lavorativi. Tali politiche di sostegno alla domanda non si pongono necessariamente in contrapposizione rispetto alle più tradizionali “politiche di offerta” (finanziamento di asili nido, erogazione di servizi per gli anziani non autosufficienti…) ma ne possono al contrario costituire un essenziale complemento: gli strumenti oggetto della presente analisi possono attribuire infatti ai lavoratori gradi di flessibilità che consentono loro di utilizzare al meglio anche la rete dei servizi offerta dal settore pubblico.

I buoni servizio possono essere utilizzati non solo come modalità per trasferire in modo vincolato risorse pubbliche (come avviene in numerosi programmi sociali attuati a livello regionale), ma possono essere utilizzati anche nell’ambito di accordi attuati tra soggetti privati con una incentivazione fiscale che ne riconosce la meritorietà sociale. Quest’ultimo approccio (adottato nei tre Paesi considerati nello studio, Belgio, Francia e Regno Unito) prevede infatti che il trasferimento di risorse private attraverso lo strumento del buono servizio anziché attraverso erogazioni monetarie garantisca circa la finalizzazione di tali risorse verso usi di utilità sociale e giustifichi il favore fiscale riconosciuto dal Governo.

Dal punto di vista metodologico, il lavoro parte da un’analisi delle più rilevanti esperienze europee in materia da noi considerate e – attraverso un apposito modello statistico basato su “micro-dati” – simula gli effetti dell’ipotetica applicazione in Italia di ciascun programma straniero.

Lo studio è così organizzato:

- nella prima sezione si svolge un’analisi della situazione del mercato del lavoro italiano con particolare riferimento alla condizione femminile e alle cause dalla ridotta partecipazione femminile.

- nella seconda sezione viene svolta un’analisi puntuale delle esperienze di politiche di questo tipo attive in Belgio (Titre service) in Francia (CESU) e nel Regno Unito (Childcare Voucher).

- nella terza sezione vengono presentati i risultati ottenuti con il modello di microsimulazione circa il costo e gli effetti distributivi di ciascun programma alternativo immaginando che esso (con vari scenari alternativi) sia introdotto nel nostro Paese.

 

CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO, CLICCA IL SIMBOLO >> QUI SOTTO

 

 


  PAG. SUCC. >