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FINANZA/ Tre grossi rischi smentiscono l’ottimismo di Tremonti

Pubblicazione:mercoledì 25 novembre 2009

tremonti_R375_10set08.jpg (Foto)

Tutto inutile. L’economia della Germania, si sa, è un po’ il termometro con cui si misura lo stato di salute dell’Europa. Beh, il check up non è dei migliori per il vecchio continente. La Confindustria tedesca ha confermato che la metà dei suoi membri sta patendo una contrazione del credito e lo stesso ministro delle Finanze, Peter Steinbruck, aveva dovuto ammettere che «dobbiamo prendere molto seriamente in considerazione il rischio di un credit crunch per la seconda metà di quest’anno»: avendolo detto il 1 settembre, fate voi due conti.

 

Ma non basta. A confermare la gravità della situazione sono giunte le richieste accessorie di Steinbruck: sospensione di Basilea 2 per permettere il salvataggio delle banche e soprattutto prestito diretto da parte dello Stato per far ripartire il credito. Suona, a occhio e croce, come una chiamata d’emergenza. Simile all’appello di Tremonti.

 

Un po’ di ottimismo ci vuole, certo e i dati di ieri ne hanno portato una briciola, ma attenzione, perché la crisi è ancora di sistema e più che i colpi di coda vanno temute le inversioni depressive. O, come negli Usa, i rischi iper-inflattivi. Che segnano sì l’uscita formale dalla crisi ma certo non portano con sé tempi di vacche grasse.



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COMMENTI
25/11/2009 - Quale crisi stiamo attraversando? (Silvano Rucci)

Il danno alla finanza ed all’economia è venuto dall’applicazione di un modello politico “illegittimo”! Innanzitutto nell’uso del credito, consentito a chiunque, anche a coloro che non potevano permetterselo o garantirlo! In secondo luogo avendo eliminato i vari paletti e le regole stabilite dopo la crisi del 1929, che hanno allargato la emissione legalizzata di carta straccia, trasformando il credito in porcherie tossiche, diffuse sull’intero pianeta con la New Economy! Negli Stati Uniti il credito allargato a tutti per i mutui e per il consumismo, apparentemente sembrava portare sviluppo ed occupazione ma è stata solo una illusione! Nel breve volgere di qualche decennio l’accumulo del debito è stato insostenibile, “non essendo garantito” e l’economia è scoppiata generando la crisi insieme alla miseria! Quale crisi stiamo attraversando? Una crisi diversa perché nel 1929/30 esisteva soltanto l’economia reale! Per riprendersi era sufficiente ricominciare a lavorare, magari più di prima, ma c’era solo da lavorare! Ora invece per potersi riprendere è necessario accollarsi il debito tossico enorme, poi superare una disoccupazione ambigua come una pandemia, poi lavorare di più! Ma dove lavorare se le Aziende chiudono? Sul PC? In definitiva c’è da convivere con una doppia economia: una reale ed una virtuale! Prima di fare altri danni riflettiamo e cerchiamo di capire l’intero imbroglio in cui ci siamo cacciati! Poi ragionare sulla soluzione più giusta possibile!

 
25/11/2009 - Una domanda (Roberto Alabiso)

Secondo Lei, che tipo di idea hanno in mente i nostri ministri dell'Economia, li cito al plurale nella speranza che l'On. Tremonti abbia modo di consultarsi con qualcuno nel compito grande di tenere insieme "capre e cavoli", verso le piccole, medie o microscopiche imprese. Sacconi, riguardo alla questione disoccupazione e cassa integrazione, ha risposto intervistato, che era già nel conto, cioè la situazione di grave crisi è sotto controllo, perchè prevista. Vorrei capire sino a che punto possiamo spingerci nell'accettare come poco influenti nel sistema economico generale, la perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro, conseguente alla chiusura di un numero innumerevole di imprese. Queste ultime infatti, non sono too big to fail, se chiudono, tranne a non fare troppo rumore, non verranno neanche considerate un problema. Basta il solito strombazzamento dell'aumento , pur misero del Pil a tenere a bada i disoccupati? Per tutti gli altri c'è la comunicazione tranquillante o almeno contraddittoria, come il titolo di una trasmissione Rai dal titolo " Come abbiamo fatto ad uscire dalla crisi? " Per tornare alla domanda quante chiusure: il 20% il 30% il 40% ? Oppure il 70%? Cordiali Saluti