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LA STORIA/ L’imprenditore di Padova: per l’azienda ho rinunciato al mio stipendio

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Sì. Una nuova società è entrata, ha assunto i dipendenti che erano stati messi in mobilità, e ha avviato la loro riqualificazione aziendale e professionale. Sarà possibile ristrutturare l’offerta e quindi fare quel lavoro che erroneamente non è stato fatto prima. Le prospettive ci sono, anche se non a brevissimo termine. Ora occorre veicolare questa operazione senza traumi.

 

Nell’ultima Assemblea nazionale della Compagnia delle Opere Julián Carrón ha criticato fortemente l’individualismo come una delle principali tentazioni del nostro tempo, basata sul presupposto che «io raggiungo meglio il mio bene se prescindo dagli altri». Che ne pensa?

 

Sono d’accordo, e le posso confermare che la mia esperienza dimostra che è vero il contrario: a Padova ho avuto la fortuna di avere vicino persone che mi hanno aiutato a portare la responsabilità operativa e strategica di certe scelte. Gratuitamente, per un interesse a me come persona e non per tornaconto. Non si tratta tanto di “fare rete”. Fare rete è un’espressione di moda, si può fare rete per tutto, ma quello che serve davvero oggi è un aiuto reale: gente che si tira su le maniche, che dà una mano a trovare acquirenti e a rivedere i conti, fare uno studio per presentare alle banche un piano di rientro.

 

A proposito, le banche. Sono il tema più controverso del momento. Lei cosa può dire?

 

Da imprenditore ne ho un’opinione sempre più negativa. Dicono di voler aiutar gli imprenditori ma non lo fanno, sono invece brave a chiedere firme per impegnare i beni o per fideiussioni personali. Dispiace dirlo, ma se molte società falliscono è proprio per merito loro, perché se uno nel momento di difficoltà cerca aiuto e non lo trova, chi ha i soldi sono proprio le banche.

 

Le rispondono: non possiamo dare credito a tutti.

 

D’accordo. Ma se sono già esposto e non so rientrare, o la banca ci rimette tutti i soldi che mi ha prestato, oppure, se ci sono buone garanzie anche fondate, perché no, su una conoscenza personale, perché non può aver fiducia nell’operazione e aiutarmi a rientrare?

 

Secondo lei è una situazione comune a molti imprenditori?

 

Per quello che ho modo di vedere nel territorio e tra le persone con cui ho rapporto, tra gli imprenditori sono odiate. Per fare certe operazioni di credito occorrerebbe un ragionamento di lungo periodo, ma è proprio quello che non fanno. Noi stessi abbiamo crediti consistenti che non ci vengono saldati. La risposta delle banche? Sono problemi vostri.

 

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COMMENTI
26/11/2009 - Amo lavorare, serve solo una mano. (claudia mazzola)

Stessa cosa mio marito anche se in più piccolo, calo ordini, taglio costi e personale, in banca non si rientra dal fido e giù d'interessi e spese e fideiussioni, di non so cosa. Non siamo nati con la camicia ma ci dobbiamo tirare su le maniche.