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Economia e Finanza

BORSA/ Le tecniche per guadagnare in tutte le stagioni

Come affrontare i mercati che sono sulle montagne russe? Perché avere paura di affrontare il mercato azionario temendo che una correzione o un crollo possa essere sempre dietro l’angolo? Risponde STEFANO GIANTI di Sg Consulting

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Come affrontare i mercati che sono sulle montagne russe? Perché avere paura di affrontare il mercato azionario temendo che una correzione o un crollo possa essere sempre dietro l’angolo?

Nonostante il rialzo degli ultimi otto mesi, che è avvenuto dopo un crollo disastroso, abbiamo fatto un passo indietro di cinque anni con le quotazioni degli indici di Borsa. Dopo la crisi del 2001, il mercato ha impiegato sei anni per recuperare le quotazioni precedenti. Sei anni! Non sono pochi…

E poi nel 2008 cosa succede? Succede che in tre mesi, vengono bruciati completamente i rialzi degli ultimi anni e vengono ripresi i valori delle quotazioni del 1996. Dodici anni polverizzati in dodici settimane! Basta osservare un semplice grafico per rendersene conto.

Probabilmente, “polverizzare” non è il termine esatto, perché, ovviamente, c’è chi trae dei profitti e chi subisce perdite. Quello che è certo, è che il valore dei titoli si è ridotto e quindi molte aziende ora valgono meno.

Quello che fa impressione è osservare un grafico di più lungo periodo, supponiamo a 20 anni. Ci accorgeremo subito che dal 1995 al 2000, quindi in sei anni di trattazione, il mercato ha più che triplicato il proprio valore. Ma l’economia globale ha davvero corso così tanto?

Un’altra cosa che possiamo osservare, guardando lo stesso grafico, è che sono sempre avvenute grandi e più o meno profonde “correzioni” (vedi 1973 e 1974, 1987, 1990, 1998, 2001 e 2002, 2008).

Notiamo come questi “shock” si ripetano costantemente nel tempo, in maniera più o meno marcata. Certo, il ribasso appena subito dai mercati è stato tremendo, nessuno è ancora in grado di affermare con certezza che le perdite verranno recuperate in tempi brevi e i segnali che arrivano dai dati macroeconomici sono altalenanti.

Quello che insegna la storia è dunque che è davvero difficile capire che i prezzi dei titoli corrispondano davvero al valore di una società, soprattutto se l’investitore privato “gioca” in Borsa e quindi si diverte a mettere a rischio i propri risparmi comprando un titolo soltanto perché ha letto che qualche istituzionale l’ha “promosso” e sta spingendo all’acquisto. La cosa più difficile è capire il timing di ingresso, ovvero il momento giusto per comprare o vendere un determinato titolo.

Tra l’altro, un errore comune è il limitarsi a comprare azioni, e basta. In questo modo si guadagna quando il mercato sale, si perde quando il mercato scende. Nulla di più semplice. Ma anche nulla di più frustrante quando il mercato scende all’impazzata come si è visto già due volte in questi ultimi anni. Anni e anni di profitti in fumo. Ed erosione pazzesca del proprio capitale, ovvero dei propri risparmi.


COMMENTI
27/11/2009 - Info (Stefano Casati)

Mi piacerebbe sapere qualcosa di più sulle tecniche operative cui hai accennato. Sarei particolarmente interessato a conoscere più in dettaglio come si fa a guadagnare con i ribassi di Borsa ... Grazie.

 
27/11/2009 - DA APPROFONDIRE (ciccio boni)

Salve, mi sembra interessante il discorso di poter guadagnare anche con i ribassi dei mercati o addirittura in situazioni di lateralità. Ma dove si possono trovare indicazioni su queste tecniche? veramente c'è gente che guadagna se la borsa scende? o rimane laterale? Sembra impossibile per chi come me ha sempre comprato titoli azionari aspettando un rialzo dei prezzi, magari affidandosi ai soliti noti. grazie

 
27/11/2009 - Molto interessante (mancuso emiliano)

Sarebbe bello se si potessero approfondire le strategie nei dettagli operativi. Grazie

 
27/11/2009 - Tecniche di gestione del rischio (Gianni Grandi)

E' giusto affermare che operare in borsa non è (fortunatamente!) limitarsi a comprare azioni aspettando che il mercato azionario salga o prendere il dividendo una volta l'anno. Giustamente l'information technology ha portato anche più facilità nell'accesso al mercato da parte di noi "piccoli" privati. Mi piacerebbe molto approfondire la mia per ora superficiale conoscenza degli strumenti citati nel testo.