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PMI/ Perché lo Stato non paga i suoi debiti e dà una mano alla crisi?

Pubblicazione:sabato 28 novembre 2009

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In questo periodo di crisi stiamo, invece, assistendo al dilagare di un’anomalia. Le imprese, specialmente quelle che hanno un certo peso nel loro settore di riferimento, hanno allungato ulteriormente i tempi dei pagamenti ai loro fornitori ed ai loro professionisti i quali vedono in questa maniera incrementato il loro livello di fabbisogno che cercano di colmare rivolgendosi alle istituzioni creditizie le quali (con qualche eccezione per le piccole banche di natura territoriale) hanno “chiuso” quasi completamente l’erogazione del credito. A questo si aggiunga che anche l’Azienda Stato (ma anche gli altri enti territoriali) ha allungato in maniera vertiginosa la dilazione dei suoi pagamenti (sia per forniture ricevute sia per rimborsi fiscali) alle imprese ed ai professionisti, mentre nella fase di riscossione delle imposte le pretende nei tempi previsti e le eventuali forzate dilazioni sono onerose per multe ed interessi di mora. Il tutto è estremamente svantaggioso per le piccole e medie imprese e per i professionisti. Da qui il ridimensionamento produttivo con tutte le conseguenze che questo porta con sé.

C’è necessità di interventi di immediato sostegno alla tesoreria delle imprese, c’è necessità che lo Stato intervenga affinché i pagamenti commerciali tra imprese abbiano obbligatoriamente scadenze massime ragionevolmente prestabilite e che esso stesso si impegni nei propri pagamenti, specialmente quelli di fornitura al proprio apparato, in tempi assai meno biblici degli attuali.



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