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ALITALIA/ Callegari (Direttore strategie): così stiamo rimettendo in pista la compagnia

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Dobbiamo lavorare ancora sulla puntualità, perché vogliamo migliorare il nostro dato del 75% a livello di rete. Possiamo fare ancora di più nell’assistenza al passeggero, intesa come orientamento dell’azienda al cliente in ogni momento del processo e possiamo mettere l’orientamento al cliente a servizio di un’innovazione di tipo informatico, arrivando a un custom relationship management molto più sofisticato. Tutto questo passa evidentemente per un ulteriore salto di qualità, in modo che l’atteggiamento di attenzione al cliente sia sempre più diffuso, perché il cliente è un valore per l’azienda.

 

Quali strategie avete in mente per attirare nuovi passeggeri e aumentare così il load factor?

 

Premesso che il load factor non è un indicatore di performance assoluta e che la nostra competitività sui costi ci consente il raggiungimento del pareggio operativo a coefficienti di load factor inferiori a quelli di altri vettori, abbiamo già messo in atto una serie di azioni che ci hanno permesso di arrivare ai risultati che abbiamo ottenuto in termini di riempimento degli aerei.

Continueremo a lavorare sul miglioramento dei prodotti, sull’investimento sul cliente a terra e in volo e su una gamma di tariffe competitive. Siamo già in promozione sul mercato italiano e anche sui mercati esteri con un’aggressività e una flessibilità sconosciute alla vecchia Alitalia. I risultati ci dicono dove è necessario fare delle correzioni e noi interveniamo, come è giusto che sia.

 

A seguito della fusione con AirOne, e per effetto della legge 166/2008, Alitalia gode di una posizione dominante su molte rotte interne, dove spesso non c’è la competizione con l’Alta velocità ferroviaria. Cosa risponde a chi critica questo vostro vantaggio?

 

Innanzitutto la concorrenza tra aereo e Alta velocità esiste ed è reale. La scorsa settimana con la presentazione delle nuove tratte dell’Alta Velocità abbiamo visto che il prodotto di Trenitalia non è solo Milano-Roma, ma anche Milano-Napoli, Torino-Roma, Torino-Venezia, Torino-Napoli e Venezia-Roma. Inoltre abbiamo visto i dati sul numero di posti e di frequenze che Trenitalia offre. Se valutiamo le rotte in termini di volume di passeggeri, dove c’è concorrenza tra treno e aereo mi sembra di poter dire che alla luce della capacità offerta dal mezzo di trasporto concorrente vi sia un livello di competizione più che accettabile. C’è poi da notare un’altra cosa importante.

 

Quale?

 

Sulla Torino-Roma c’è un concorrente come Blu Express, sulla Catania-Roma c’è Windjet, sulla Cagliari-Roma Meridiana e sulla Venezia-Roma Easyjet, come anche sulla Lamezia-Roma. E se non fosse così noi non avremmo una quota di mercato intorno al 50%. Mi sembra che il mercato stia trovando un suo equilibrio all’interno di offerte tutte egualmente competitive - e rivolte a segmenti di domanda che in alcuni casi sono gli stessi e in altri casi sono diversi - in termini di bisogni di trasporto. Mi sembra, anche in questo caso, che ci sia un livello di competizione più che accettabile.

 

Anche sulla Linate-Fiumicino?

 

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COMMENTI
07/11/2009 - Quelli che il load factor ci fa un baffo.. (fabio scaccia)

Arrivando qualche giorno dopo l'annuncio del risultato del terzo trimestre, con relativre cifre,godo di un piccolo vantaggio competitivo rispetto ai miei colleghi di commento. Chiedo venia.Dice il dott. Callegari che il load factor di alitalia non deve essere per forza uguale a quello degli altri, per guadagnare. E'una storiella che abbiamo già sentito a proposito di airone di Toto. Ma veniamo ai dati.Facendo il rapporto tra fatturato e numero di passeggeri trasportati nel terzo trimestre e nei due trimestri precedenti, il risultato è straordinariamente costante! Cioè si è mantenuto costante l'introito per passeggero trasportato.La cosa suggerisce alcune considerazioni: a) da perfetta monopolista, il costo del biglietto alitalia non scende (tanto non c'è concorrenza!) nei periodi di stanca della domanda; b)che per pareggiare la struttura dei costi di questa alitalia, il load factor medio non può scendere sotto il 75%, checchè ne dica Callegari,cioè il risultato del terzo trimestre.Le strategie in continua evoluzione indicano poi che non c'è nessuna strategia di fondo, se non quella di resistere un pò e poi passare la mano ai francesi.Certo poi c'è il ministero della difesa che assegna contratti per trasportare i militari in italia e in afghanistan.A trattativa privata? Certo,ci sono le regioni che pagano per avere rotte..Credo che non sia il caso di farsi illusioni,caro Callegari,da che mondo è mondo per guadagnare bisogna riempire gli aerei di passeggeri paganti.

 
05/11/2009 - antitrust (matteo parmigiani)

Mi piacerebbe chiedere se Alitalia starebbe in piedi senza il monopolio Milano-Roma e senza l'ordinanza Malpensa-killer sul congelamento degli slot targato Tajani (commisario europeo trasporti). P.S.: sarebbe interessante chiedere anche al ministro Frattini come stanno procedendo i negoziati per le liberalizzazioni di atterraggio che è (sarebbe) obbligato a svolgere.

 
04/11/2009 - SE I CATTIVI SON DIVENTATI BUONI..(non resisto!) (Z sara)

E perche' non chiedere al Direttore Strategie (magari per la prossima volta quando verra' a raccontarci di come le hostess gli portano le crostate in ufficio e i piloti vanno ad abbracciarlo prima di decollare..) cosa ne pensa del concetto di "corporate social responsibility" e dei 600 piloti Alitalia e delle loro famiglie, molti dei quali piloti militari in congedo con Curricula di tutto rispetto che negli accordi di Palazzo Chigi CAI si era impegnata ad assumere e ai quali invece sembra preferire piloti di compagnie private minori fallite o figli degli amici con poca esperienza? (Poveri noi!) Se tanto hanno a cuore il benessere del personale e stanno facendo squadra... come pensa che si sentono tutte quelle persone che sanno di essersi salvate non per via dei loro MERITI ma solo perche' erano su un aeromobile piuttosto che un'altro? Lavorano felici? E poi se proprio l'intervistatore sara' piu coraggioso la prox volta perche non chiedere come mai questa allegra compagnia di beneficienza non ha accettato di salvare piu' professionalita' offrendo il part-time a rotazione, permettendo cosi a categorie iperspecializzate di mantenere le loro qualifiche guadagnate con anni di sacrifici personali e familiari, invece di condannarli a restare senza lavoro o a costringerli a trasferirsi con le loro famiglie in posti lontani? Solo cosi potremo valutare se i cattivi sono diventati buoni davvero.. o se oltre ad aver ricevuto un regalone dagli italiani si comportano pure da ...

 
04/11/2009 - OSTE COM'E' IL VINO (Z sara)

Spaziale l'intervista!Callegari ha superato se stesso rispondendo a questa domanda:..com’è ora il rapporto con i vostri dipendenti e con i sindacati? "Riteniamo, ..che i rapporti non solo siano buoni ma siano ciò che ha consentito all’azienda di compiere lo straordinario percorso di questi mesi. I risultati che otteniamo sono possibili solo se le persone ...credono nel progetto dell’azienda e ne diventano i promotori convinti". Un'altra risposta possibile era: "beh' prima abbiamo mortificato e umiliato il capitale umano che ha reso grande Alitalia nel mondo, a partire dal suo fiore all'occhiello,i piloti, poi ci siamo allargati a tutto il personale operativo, quello produttivo insomma. Ne abbiamo cacciato via malamente qualcuno che si e' permesso di scrivere a verbale cosa non andava in qualche aeromobile e questo e' servito di lezione agli altri che si sono subito allineati per paura di perdere il lavoro...del resto la crisi economica globale ha ridotto dell'80% le possibilita' di trovare lavoro altrove e quindi ci e' andata alla grande. I sindacalisti li abbiamo fatti fuori approfittando delle loro diatribe interne. Abbiamo trasformato una grande compagnia che collegava il mondo con l'Italia in un servizio per pendolari business a spese degli Italiani. Ci siamo presi solo la parte buona e' facciamo finta di essere un'azienda privata vera, una che deve camminare da sola, prendendoci oltre a tutti gli aiutini pure il tempo per decollare.Siamo molto soddisfatti! Grazie Italia

 
04/11/2009 - Aliballe (Guido Gazzoli)

certo che ci vuole coraggio ad affermare che tutto sta andando bene prendendo come esempio i dati del trimestre estivo , dove le compagnie aeree fanno i maggiori utili.Sarebbe come se uno che dirige un centro balneare dicesse felice e raggiante che tra giugno e settembre ha pareggiato i conti.....credo che l'affermazione lascerebbe un pò perplessi circa il suo stato. Se è per questo anche la vecchia Alitalia riusciva a pareggiare i conti in estate ed a raggiungere margini di utile.... Quanto poi ai dipendenti beh,altro punto dolente..basta conoscerne qualcuno e farsi dire come si trova..credo che le risposte saranno differenti da questa ondata di ottimismo un tot al chilo.C'è aria di molta rassegnazione tra loro e si vede!!! Auguri

 
04/11/2009 - Malpensa (Giorgio Allegri)

Caro Callegari, non ci prenda in giro... Se i partner di Alitalia offrono tanti voli intercontinentali da Malpensa (e mi chiedo perché nella sua risposta non ha citato i voli che opera direttamente la sua compagnia?) non vuol dire che l'offerta di Alitalia sia di tutto rispetto per Malpensa! La verità è che Alitalia vende i biglietti dei suoi partner guadagnandoci un pò di soldini e quindi a che le serve mettere un aeroplano intercontinentale in più a Malpensa?