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CHRYSLER/ Il doppio salto mortale di Marchionne può far male a Fiat

Marchionne_ChryslerR375.jpg (Foto)

Il piano mostra una crescente integrazione con Fiat che è “il nuovo proprietario”, come ha chiarito il presidente Bob Kidder. Chrysler sarà americana fuori e Fiat dentro. La Cinquecento che faceva bella mostra di sé accanto alle vetture americane, dava il segno della novità. Jeep, il marchio sul quale si basa il rilancio della casa americana, monterà dall’anno prossimo motori Fiat e alcuni modelli verranno prodotti su piattaforme comuni. Non solo: il paese test per il rilancio sarà il Brasile dove il gruppo torinese gode di una posizione di forza. Il ritorno della casa italiana negli States avverrà attraverso la rete Chrysler.

 

Ma attenzione, la nuova 500, la vetturetta alla quale bisogna abituare l’élite giovane e affluente delle metropoli Usa, verrà prodotta in Messico non in Italia o in Europa. E’ legittimo chiedersi, dunque, se questa strategia entrerà in contraddizione con i legittimi interessi dei lavoratori e dell’economia italiana. Negli Usa, la Fiat, a fronte di 9 miliardi concessi dal governo, promette il rilancio produttivo. In Italia riuscirà a rispettare gli impegni? Che fine faranno gli stabilimenti ad alto rischio come Termini Imerese e Pomigliano d’Arco?

 

Non avrà un compito facile Marchionne, anche perché si è lanciato senza rete, o meglio senza la rete più importante che è quella fornita dagli azionisti. Gli eredi Agnelli giurano di dare tutto il sostegno possibile.

 


COMMENTI
05/11/2009 - Auguri all'"italo-canadese" (Francesco Giuseppe Pianori)

Augurissimi all'italo-canadese Dott. Marchionne. Se gli riesce la "piroetta", il Nobel per l'Economia non glielo toglie nessuno. "Faber est suae quisque fortunae" ovvero "Chi non risica non rosica" Da parte mia umilmente affermo "Chi vivrà vedrà". Certo che mi sento un po' inorgoglito anche io come italiano: finalmente uno che non si lamenta, ma si tira su le maniche e osa. MEMENTO AUDERE SEMPER. Io faccio il tifo per Lei, Dott. Marchionne