BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Economia e Finanza

FINANZA/ Bolla e speculazioni ci riportano all’epoca dei subprime

La debolezza del dollaro sta scatenando ampie manovre sul mercato che potrebbero rivelarsi molto rischiose. La deflagrazione di una bolla monetaria si avvicina sempre di più

bolle_R375.jpg(Foto)

Una decina di giorni fa abbiamo parlato di pesantissime speculazioni a causa dell'ultima moda sui mercati, ovvero un colossale carry trade garantito dalla debolezza del dollaro. Cosa sia il carry trade è presto detto: è la pratica speculativa consistente nel prendere a prestito del denaro in paesi con tassi di interesse più bassi, per cambiarlo in valuta di paesi con un rendimento degli investimenti maggiore in modo sia da ripagare il debito contratto sia da ottenere un guadagno con la medesima operazione finanziaria.

 

Ora il carry trade, solitamente impostato su yen e franchi svizzeri, è concentrato invece in dollari, presi a prestito per acquistare assets: le scelte della Fed di stampare denaro a nastro con tassi di interesse a zero rende conveniente questa operazione e gli stimoli pubblici posti in essere dal governo garantiscono ancora qualche tempo di speculazione serena.

Solo che il dollaro non potrà restare così debole a vita e quando si paleserà l'inversione dei corsi monetari saranno lacrime non solo per chi ha investito, ma soprattutto per le banche. Bene, il sottoscritto insieme ad alcuni analisti della City hanno dato vita ad alcune potenziali simulazioni rispetto a quale potrebbe essere l'impatto di un riapprezzamento del dollaro dopo questa stagione di estrema debolezza: il risultato è di quelli poco gradevoli, ovvero rischio di inversione al rialzo del 20-25% entro al massimo cinque-sei mesi.

Cosa significhi questo è presto detto: chi si troverà a dover chiudere posizioni short aperte utilizzando dollari per comprare assets rischiosi - e per questo attualmente, nel falso mercato del toro, visti come molto fruttuosi - avrà un aggravio spaventoso di spesa e spesso non riuscirà a scaricare gli stessi assets, facendo deflagrare con tutta la sua forza la bolla monetaria creata dal combinato congiunto di dollaro debole e liquidità in accesso a costo zero.

Il problema è che in questi mesi che ci dividono dall'esplosione della madre di tutte le bolle, la scelta della Fed di mantenere a zero tecnico il costo del denaro porterà a un continuo aumento del prezzo di commodities ed equities globali: insomma, cavalieri del mercato al rialzo, ci sono ancora mesi di denaro facile e veloce davanti a voi. Approfittatene prima che i mercati si trasformino in esangui piazze di disperazione globale.


COMMENTI
27/11/2009 - il "subprime" europeo (michele fortunato)

IN POCHI ANNI LE COSTE SPAGNOLE SONO STATE CEMENTIFICATE DA UNA SPECULAZIONE EDILIZIA SENZA PRECEDENTI IN SPAGNA. SPECULAZIONE CHE E' STATA FINANZIATA DALLE BANCHE TEDESCHE ED INGLESI. IL CONTRIBUTO DELL'EDILIZIA SUL PIL SPAGNOLO E' IL PIU' ALTO DI TUTTA EUROPA ED OGGI CON IL DUBAI IN DIFFICOLTA' PUO' DARSI CHE QUALCUNO SI DOMANDI SE IN EUROPA C'E' QUALCHE PAESE CHE POTREBBE PRESTO AVERE PROBLEMI SIMILI A QUELLI DEL DUBAI ( O DELL'IRLANDA ) DI FATTO 2 ANNI FA IL DEFICIT DI BILANCIO SPAGNOLO ERA A ZERO ED OGGI E' AL 9% DEL PIL. SE IL MERCATO IMMOBILIARE NON FA QUALCHE MIRACOLO LA SPAGNA RISCHIA IN BREVE DI TROVARSI IN FORTE CRISI.....E QUESTA CRISI TRAVOLGEREBBE I PAESI VICINI. E' STATO DETTO SPESSO CHE L'EUROPA NON HA I PROBLEMI IMMOBILIARI CHE HANNO CARATTERIZZATO GLI USA ( DEFAULT E SUBPRIME ) TEMO CHE POTREMMO SCOPRIRE PRESTO CHE L'AMERICA NON E' COSI' LONTANA...!!!

 
05/11/2009 - Ma gli asset tossici dove sono? (Luca Cantatore)

Bottarelli, io ancora non sono riuscito a capire una cosa: che fine hanno fatto gli asset tossici e i mutui subprime? Non ci hanno raccontato che senza un loro smaltimento il sistema finanziario sarebbe collassato? Grazie e saluti, LC

RISPOSTA:

Caro Cantatore, gli assets tossici sono ancora tutti lì nella pancia delle banche o parcheggiati presso le banche centrali in attesa che la fatina li faccia sparire con la bacchetta magica. Scherzi a parte, la bolla della liquidità in attesa di scoppiare, li farà saltare fuori tutti. E ci sarà davvero poco di cui rallegrarsi. Servivano stress test serissimi e rigidissimi almeno otto mesi fa per cercare di ripartire e non ritrovarci con la Borsa che corre grazie ai soldi pubblici immessi sul mercato per salvare le banche e che queste stanno usando per fare trading e profitti: ora è tardi, sia per gli stress test che per una politica statale di mark-to-market che rendesse davvero operativa e risolutiva la carta della bad bank. Cordialmente (Mauro Bottarelli)