BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FERROVIE/ Costi, sussidi e pendolari. Come risolvere i problemi di Trenitalia?

Pubblicazione:lunedì 9 novembre 2009

Trenitalia_NastroR375_04mar09.jpg (Foto)

 

Questa decisione di aumentare l’offerta serve ad occupare le tracce migliori, in modo da bloccare o penalizzare l’entrata di competitor. È una tipica barriera all’entrata finalizzata a creare problemi al nuovo operatore privato, Nuovo Trasporto Viaggiatori, che entrerà sul mercato nel 2011.

 

Questa manovra creerebbe meno problemi se fosse fatta da un’azienda privata che legittimamente si è creata la propria quota di mercato con una gestione efficiente. Questo non sembra essere il caso di Trenitalia e della holding che detiene il 100% dell’azienda, Ferrovie dello Stato. L’azienda che è controllata interamente dal Ministero dell’Economia non è certo un esempio di efficienza.

 

Dal 2000 al 2008 ha ricevuto oltre 40 miliardi di euro tra contributi e sussidi dallo Stato. Nel corso dell’ultimo triennio si è registrato un ulteriore aumento di contributi e sussidi per quasi 900 milioni di euro l’anno e vi è il serio rischio che esistano dei sussidi incrociati nella società.

 

Come è infatti possibile che Trenitalia Cargo non sia ancora fallita dopo che negli ultimi anni ha perso centinaia di milioni di euro l’anno a causa di una gestione meno efficiente di quella degli operatori privati? Come è possibile che a fronte di un’offerta stabile nell’ultimo triennio da parte di Trenitalia sia nel trasporto a media e lunga percorrenza che in quello regionale, i sussidi siano aumentati del 70% e del 27% rispettivamente?

 

Questi problemi hanno delle soluzioni almeno parziali. In primo luogo è necessario effettuare la divisione reale tra il gestore della rete, RFI, e l’operatore ferroviario dominante, Trenitalia. In questo modo si favorirà la concorrenza.

 

Se si vuole finanziare il servizio universale, devono essere fatte delle gare trasparenti, dove non vinca sempre l’operatore storico e dominante e non si devono fare leggi dove i contributi sono dati solo a Trenitalia. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato dovrebbe aprire un’indagine sul comportamento anti-concorrenziale di aumento dell’offerta da parte di Trenitalia.

 

La privatizzazione di Trenitalia potrebbe aumentare l’efficienza dell’azienda, in modo che diminuisca il costo per i contribuenti, che ogni anno pagano 200 euro di tassazione generale per contribuire al funzionamento di FS.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  

COMMENTI
09/11/2009 - 2 appunti (Noveseinove Daniele)

1) Per onestà intellettuale, però, sarebbe anche il caso di rendere conto degli oggettivi miglioramenti della gestione Moretti dopo quella allucinante dei manager "privati" prestati al pubblico. 2) Siamo in Italia. Se Trenitalia fosse privatizzata la posizione dominante non sarebbe affatto conquistata per efficienza, ma per intrallazzo e i profitti dell'azienda non sarebbero frutto di buona gestione ma a) di protezioni ottenute dallo Stato, b) di malversazioni a spese dei "clienti", c) di contratti-capestro per i dipendenti, d) di strangolamenti dei fornitori, e) di fregature ai danni dei piccoli azionisti, f) di distribuzione integrale degli utili in dividenti senza alcun investimento... dai, siamo onesti!!! daniele, milano

 
09/11/2009 - Servizi ferroviari (Lindo Caprino)

Ma il trasporto regionale che fine sta facendo? Alla generalità dei viaggiatori interessa solo la regolarità dei treni per i pendolari. Io vorrei che qualche dirigente delle FF. SS. o qualche giornalista mettesse una volta il naso sulla linea Milano-Mortara. Sentirebbe cosa pensa la gente dell'alta velocità! Su questa linea bisognerebbe essere PAGATI da Trenitalia per usufruire del suo (dis)servizio e non pagare il biglietto!