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FERROVIE/ Costi, sussidi e pendolari. Come risolvere i problemi di Trenitalia?

A dicembre l’alta velocità accorcerà i tempi di percorrenza tra le grandi città italiane, ma restano da risolvere quattro grandi problemi che pesano sui viaggiatori e sui contribuenti

Trenitalia_NastroR375_04mar09.jpg (Foto)

L’alta velocità ferroviaria permetterà dal prossimo mese di dicembre di percorrere il tragitto tra Milano e Roma in meno di tre ore. Il treno diretto tra Roma Tiburtina e Milano Rogoredo permetterà di collegare le due città in circa 2 ore e 45 minuti grazie al completamento dell’ultimo ramo infrastrutturale tra Bologna e Firenze.

 

La notizia comincia a circolare e senza dubbio sembra essere una notizia positiva. Purtroppo ci sono almeno quattro problematiche che non sono affrontate quando si parla di questo evento.

 

In primo luogo i costi infrastrutturali di quest’opera. Il completamento della linea ad alta velocità, non solo ha visto tempi biblici (se ne iniziò a parlare negli anni ‘70), ma ha anche registrato costi eccessivamente elevati.

 

Uno studio presentato al Senato ormai tre anni fa, valutava il costo al chilometro di costruzione dell’infrastruttura superiore ai 30 milioni di euro. La stessa opera è costata circa un terzo in Spagna e in Francia. Certo in Francia possono circolare solo treni passeggeri e non merci, al contrario di quanto succederà in Italia, ma la differenza di costo è spiegata da motivazioni più importanti.

 

Le lentezze burocratiche, un terreno meno favorevole che negli altri paesi, aggiudicazioni di contratti poco trasparenti e molto costosi e altri fattori hanno provocato costi di costruzione esagerati. La problematica riguarda il passato e oramai non è possibile più fare nulla. A questa tuttavia si lega un secondo problema irrisolto: quello dei nodi ferroviari.

 

Il nodo è l’ingresso in città. In Italia si sono costruite le linee ad alta velocità al di fuori dei centri urbani, ma i nodi non hanno ancora visto il completamento. I treni arriveranno veloci fino alla periferia delle città, ma qui si troveranno come “imbottigliati”.

 

Il problema è parzialmente risolto con una soluzione non ottimale. Infatti si è deciso di spostare i treni regionali in altre stazioni, in modo da alleggerire il traffico nei principali punti di origine e destinazioni. Questo ritardo nella costruzione dei nodi ha provocato e provocherà dei problemi sempre maggiori per i pendolari, che vedranno treni meno puntuali.

 

Il completamento di questa infrastruttura essenziale non vedrà la luce prima del 2014 ed è un errore molto grave di progettazione. Certo il treno veloce ha un impatto mediatico molto superiore rispetto ai treni regionali. Tuttavia i treni regionali hanno un’importanza molto maggiore rispetto a quelli ad alta velocità perché riguardano un numero di passeggeri almeno dieci volte superiore.

 

L’aggravamento della congestione nei nodi ferroviari avverrà anche grazie ad una manovra anti-concorrenziale di Trenitalia. L’operatore monopolista ha infatti deciso di aumentare l’offerta del “FrecciaRossa” con una previsione di abbassamento del load factor. Viaggeranno più treni, ma sempre più vuoti.

 

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COMMENTI
09/11/2009 - 2 appunti (Noveseinove Daniele)

1) Per onestà intellettuale, però, sarebbe anche il caso di rendere conto degli oggettivi miglioramenti della gestione Moretti dopo quella allucinante dei manager "privati" prestati al pubblico. 2) Siamo in Italia. Se Trenitalia fosse privatizzata la posizione dominante non sarebbe affatto conquistata per efficienza, ma per intrallazzo e i profitti dell'azienda non sarebbero frutto di buona gestione ma a) di protezioni ottenute dallo Stato, b) di malversazioni a spese dei "clienti", c) di contratti-capestro per i dipendenti, d) di strangolamenti dei fornitori, e) di fregature ai danni dei piccoli azionisti, f) di distribuzione integrale degli utili in dividenti senza alcun investimento... dai, siamo onesti!!! daniele, milano

 
09/11/2009 - Servizi ferroviari (Lindo Caprino)

Ma il trasporto regionale che fine sta facendo? Alla generalità dei viaggiatori interessa solo la regolarità dei treni per i pendolari. Io vorrei che qualche dirigente delle FF. SS. o qualche giornalista mettesse una volta il naso sulla linea Milano-Mortara. Sentirebbe cosa pensa la gente dell'alta velocità! Su questa linea bisognerebbe essere PAGATI da Trenitalia per usufruire del suo (dis)servizio e non pagare il biglietto!