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Economia e Finanza

BORSA/ È possibile prevedere l’andamento dei titoli?

Prevedere questi movimenti, ovviamente, non è affatto la cosa più semplice del mondo, ma un po’ di esperienza, spiega STEFANO GIANTI di Sg Cons, può aiutare

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Opinioni personali, notizie, utilizzo di indicatori e oscillatori, analisi dei dati di bilancio di una società e del settore di appartenenza, paura degli operatori, situazioni di euforia, improvvisi rally e altrettanto improvvisi scoppi di bolle speculative: i mercati finanziari si muovono per una infinità di motivi.

 

Prevedere questi movimenti, ovviamente, non è affatto la cosa più semplice del mondo, con l’esperienza si possono studiare dei modelli di tipo statistico per ottenere profitti sfruttando i movimenti dei mercati finanziari internazionali, ovviamente questa esperienza deve essere anticipata e accompagnata da una proficua e costante formazione, senza la quale si potrebbe rischiare di “regalare” soldi al mercato.

Per chi conosce le opzioni, strumenti derivati complessi con i quali è possibile ottenere il diritto di comprare o vendere un determinato titolo azionario (o altro sottostante) entro una determinata scadenza a un determinato prezzo, sarà senza dubbio più facile conoscere già, almeno in parte, i contenuti di questo articolo.

Il concetto che vogliamo approfondire ora, è che i traders in opzioni si possono avvantaggiare rispetto ad altri grazie ad alcune indicazioni di tipo statistico-matematiche che si imparano prima di approfondire i concetti strettamente connessi all’operatività a mercato, come le strategie da applicare. Uno di questi è la volatilità implicita, che si rivela più difficile da capire rispetto alla semplice volatilità storica di un titolo azionario (o indice, etf, valuta, commodity, ecc.).

Iniziamo pertanto a dare una definizione alla volatilità storica: essa è la dispersione dei prezzi intorno a un prezzo medio, definito il periodo di osservazione considerato. In poche parole, è un modo per misurare l’ampiezza della variazione dei prezzi in un determinato periodo temporale definito.

Per capirci meglio, facciamo un esempio. Attualmente l’azione Google, società che gestisce il motore di ricerca on-line più famoso al mondo, quota 589 dollari. La sua volatilità storica, misurata con le chiusure delle ultime 100 sedute, è del 18,75%. Questo valore ci indica la “fluttuazione” che il titolo ha subito nel periodo considerato. Con questo dato abbiamo pertanto un’indicazione dei movimenti passati, già avvenuti, riflessi nel prezzo dell’azione.

Diversa cosa, più complessa, è la volatilità implicita: essa è riferita al prezzo delle opzioni, e non delle azioni, ed è la volatilità che è possibile derivare dal prezzo delle opzioni in base all’option pricing model di Black-Scholes-Merton. Il modello, ovviamente, ha le sue pecche, e chi volesse cimentarsi nella creazione di una più puntuale versione può scrivere all’autore per avere delle indicazioni più precise. Sarà un duro lavoro, ma potrebbe portare alla conquista di un premio Nobel!

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