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NUCLEARE/ Ecco smontate le tre ultime “balle atomiche” degli ambientalisti all’amatriciana

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Fatte queste doverose considerazioni di carattere politico in senso lato, alcuni brevi cenni nel merito di alcuni problemi sottesi all’identificazione dei siti idonei per le centrali nucleari. Limitiamoci a tre semplici considerazioni su alcuni temi indicati da più parti come critici: il pericolo sismico, la disponibilità idrica per il raffreddamento, la densità abitativa nell’area.

 

“L’Italia è troppo sismica, le centrali non sarebbero sicure”: il Giappone ha oltre 50 reattori nucleari installati su un territorio in diverse zone ben più sismico di quello italiano. Eppure le centrali del Sol Levante sino ad oggi hanno dimostrato di sopravvivere molto bene ai numerosi sismi che le hanno interessate. Si consideri, quale caso limite, l’evento del 16 luglio 2007 che ha interessato il più grande sito nucleare del mondo (7 reattori per quasi 8000 MWe) nelle prefetture di Niigata e Nagano: nonostante un sisma di intensità molto superiore a quella di riferimento per la progettazione dei reattori, i reattori si sono arrestati in sicurezza, senza gravi danni. Dopo 2 anni di approfondite verifiche ed analisi, i reattori hanno ripreso il funzionamento.

 

“L’Italia ha pochi fiumi di grande portata, adeguata a raffreddare le centrali”: fatto salvo che la soluzione più “facile” è insediare le centrali sul mare, occorre ricordare che i tre reattori di Palo Verde (Usa) sono collocati nei pressi di un deserto in Arizona, quindi senza mare né fiume. Esistono soluzioni tecnologiche che consentono un consumo molto ridotto di acqua, anche in condizioni ambientali impegnative come quelle di una zona arida.

 

“L’Italia è densamente abitata, non c’è sufficiente spazio libero per collocare le centrali”: si consideri di nuovo l’esempio giapponese, territorio più abitato rispetto all’Italia, o anche il caso dei nostri vicini svizzeri, dove le centrali non sono molto distanti da paesi e città. Inoltre, i nuovi reattori di III generazione hanno un livello di sicurezza che consentirebbe di ridurre l’area di rispetto e di pianificazione dell’emergenza attorno all’impianto, dai 10 km delle normative attuali a pochi chilometri.

 

L’auspicio, in sintesi, è che si inizi un confronto serio e serrato tra le diverse posizioni, cercando di entrare nel merito dei temi, con il principale obiettivo di consentire ai nostri concittadini il formarsi di una personale convinzione, quale che sia, ma ragionevole, informata e non emotiva. Ce la faremo?

 

 

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COMMENTI
26/12/2009 - Nucleare si, nucleare no. (Lindo Caprino)

Si dice: l'uranio non ce l'abbiamo e lo dobbiamo importare. Ed il petrolio ed li gas ce l'abbiamo? Le centrali nucleari costano molto di più delle centrali eoliche o solari. Perché allora i grandi produttori vogliono costruire centrali nucleari se non sono economiche? I costi di costruzione e di gestione sono solo a carico loro! Poi, riscaldamento dell'acqua di scarico; e l'anidride carbonica immessa nell'aria dalle centrali tradizionali? Questa i "verdi" non la considerano mai, mentre avversano le centrali nucleari. Problema delle scorie: come fanno tutti gli altri Stati che hanno centrali nucleari? Forse qualcosa possono insegnarci. Con tutto ciò non voglio dire che bisogna costruire solo centrali nucleari, ma mi sembra un'opzione che non si possa escludere a priori per una sorta di ancestrale avversione all'atomo! Per pareggiare la potenza di una centrale nucleare, quanti Kmq. di pannelli solari bisogna costruire e collocare sul territorio a danno dell'agricoltura (e del paesaggio)? Questo è mai considerato dagli anti-nucleari?

 
24/12/2009 - Smontato cosa? (Enzo Gianotti)

Sto cercando di informarmi, sto cercando di essere obiettivo e capire, per farmi un'idea sul si o no, al nucleare, quindi cerco di leggere voci pro e voci contro. ...Ma se questa è pro! Annuncia platealmente di smontare le motivazioni degli ambientalisti, leggo l'articolo e non parla delle questioni più importanti: costi/benefici, per esempio. Mi sembra solo uno delle tante voci "sensazionaliste" che puntano sull'ignoranza e sul fatto che ci si limiti al titolo senza leggere l'articolo. Per mè, nel dubbio, questo articolo è un punto a favore del no. E ribadisco ancora che non sono assolutamente prevenuto. Enzo

 
15/12/2009 - false risposte (Luisa Memore)

Giusto per entrare più nel dettaglio: anche se non occorresse molta acqua per raffreddare gli impianti, questa verrebbe comunque restituita molto più calda di prima: è noto all'autore il danno ambientale causato dall'aumento della temperatura delle acque a valle? Inoltre si continua a non rispondere all'elementare quesito: DOVE METTIAMO LE SCORIE? Perchè costruire impianti che sono già "vecchi" quando entrano in funzione? E in ultimo: COME MAI IL PREMIO NOBEL RUBBIA è CONTRARIO ALLE CENTRALI NUCLEARI?

 
15/12/2009 - sono favorevole perchè (mauro bazzi)

le centrali a energia eolica e da fonti pulite costano 20 volte di più di quelle nucleari e danno 100 volte meno in quantità di energia prodotta! Purtroppo questo non si dice mai! Per le scorie faremo come fanno tutti gli altri paesi che hanno da decenni le centrali nucleari. Se ce la fanno loro possiamo farcela anche noi!

 
15/12/2009 - altre obiezioni (Alessandro d'Alessandro)

Sono contrario al nucleare per varie ragioni: 1) l'uranio lo dobbiamo importare, no? allora saremo comunque dipendenti da qualcuno. 2) cosa ne facciamo dell'uranio usato, lo mettiamo in qualche bombetta o lo sotterriamo? Entrambe le opzioni mi sembrano un po' preoccupanti. 3) I costi di costruzione e di esercizio di una centrale nucleare sono infinitamente maggiori di quelli di una centrale eolica o solare. Mentre si discute delle centrali nucleari, in Italia ogni anno vengono installati centinaia di megawatt di eolico ed in misura inferiore di solare: in pratica, l'equivalente di un paio di centrali nucleari all'anno. Perché l'Enel non investe i miliardi di Euro, che si appresta a spendere nel nucleare, per installare una eguale (o probabilmente maggiore) capacità produttiva in energia pulita? La mia personale opinione è che le imprese del settore hanno esercitato con successo la loro pressione: stanno per partire appalti di portata gigantesca. L'amatriciana si preannuncia molto succosa...